25 OTTOBRE  VICENZA CAMP EDERLE – ESITO DEL PRESIDIO CONTRO L’AGGRESSIONE ALL’IRAQ

 

 Si è tenuto oggi con puntualità il presidio contro camp Ederle a Vicenza. Parecchie decine di compagni, una sessantina, provenienti da varie situazioni e località del Veneto, hanno riaperto l'intervento contro l'aggressione all'Iraq, per il ritiro di tutte le truppe, contro la spesa militare, contro le basi americane e Nato.

 

Abbiamo ribadito con forza la volontà di continuare, di riaprire la mobilitazione, di chiedere a tutte le forze che sono state contro la guerra di mobilitarsi di nuovo. Abbiamo detto che siamo contro la decisione dell'Onu di legittimare l'occupazione americana, contro le posizioni dell'Ulivo di appoggiare la spedizione in Iraq e la spesa militare. La situazione non è infatti cambiata; siamo in presenza di una occupazione neocoloniale e quella decisione dell'ONU non è che un patto tra potenti neocolonizzatori.

 Proponiamo a tutti quelli che oggi hanno manifestato in solidarietà con la marcia americana contro la guerra, di collegarsi e di lanciare assieme la prossima scadenza di protesta contro l'aggressione all'Iraq e alla Palestina, di lanciare questa scadenza in collegamento con le altre forze internazionali che si battono contro la guerra infinita.

 

Ci siamo anche ripromessi di portare il tema della lotta contro la guerra infinita dentro a tutte le mobilitazioni sindacali dei lavoratori. Non si possono scindere infatti le conseguenze ( le guerre ), dalle cause, il processo di  valorizzazione, di sfruttamento.

Centrale nelle lotte sociali resta e resterà sempre, fino alla loro eliminazione, il problema della guerra, il problema delle basi militari americane e Nato. E' pura illusione pensare a lotte sociali vincenti, senza aver chiaro questo semplicissimo dato di fatto. Esso è un faro che illumina tutta la vicenda di questi lunghi decenni della lotta dei lavoratori anche in questo nostro territorio. I momenti alti dello scontro operaio e proletario (ad esempio gli anni 60) sono stati anche quelli delle manifestazioni internazionaliste e antibasi più forti - allora per il Vietnam-. Non esiste un punto di vista di classe valido, generale, se non si collocano le lotte di resistenza sindacale e sociale dentro un panorama di lotta mondiale alla guerra infinita. Siamo convinti che tale punto di vista passerà anche dentro le mobilitazioni sindacali e, in ogni modo, noi ci adopereremo perché passi.

 

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Alle prossime scadenze dunque, a partire dall’impegno per partecipare alla manifestazione per la Palestina e contro il muro della vergogna a Roma, l’8 novembre prossimo. Ci coordineremo anche con compagni europei e americani che converranno a Parigi alla metà del mese prossimo. Ci uniremo a quelli che propongono una scadenza generale in sostegno della resistenza irachena e palestinese.

 

 

venetocontroguerra 25 ottobre 2003