Adesione
Cobas e proposta di network nazionale
per il 19 gennaio
cetrusco" <cetrusco@tiscalinet.it>
A: "NETWORK ANTICAPITALISTA" <NetworkAnticapital@yahoogroups.com>;
"SUD RIBELLE" <sudribelle@yahoogroups.com>
Data invio: martedì 31 dicembre 2002 16.34
Oggetto: [NetworkAnticapital] auguri....E LOTTA..X il 2003
Auguri per il 2003. Ce ne vogliono un'infinità e coraggiosi, stante il menù
speciale che i padroni del mondo ci stanno propinando! Nonostante tutto,
facciamo in modo che a questi mostri famelici gli venga un gargapasso,
ovvero procuriamogli un'indigestione, anche perché "il troppo
stroppia"!
La guerra è alle porte. Decine di migliaia di truppe ammassate,
esercitazioni militari mirate ai confini dell'Iraq, allarme rosso in tutte
le basi USA-Nato, riduzione al minimo del personale nelle ambasciate Usa e
Inglesi, addirittura l'indicazione degli eventuali giorni dell'aggressione,
delle modalità con cui verrà sferrato il primo colpo e da dove partirà
l'azione di terra ( ovviamente, il terminale petrolifero di Bassora), stanno
ad indicarci che non si tratta solo di guerra psicologica bensì si sta
approntando, e in grande stile, la GUERRA, fino a convincere della sua
ineluttabilità anche i pochi Paesi Arabi riluttanti. Bush e Blair dovranno
essere molto convincenti , cioè limitare effettivamente l'aggressione alla
destituzione di Saddam e alla conquista del petrolio Irakeno, "per il bene
del mercato ( occidentale ) e del popolo irakeno" ; mentre, il
dispositivo
da grande guer ra sembra destinato piuttosto a normalizzare tutta l'area
mediorientale, compresa la Siria e l'Iran, che a quel punto ben
difficilmente potranno rifiutare la Pax americana, accerchiate come sono da
Sud, da Nord e da Est con il contributo determinante di Turchia e Israele.
Comunque vada, la conquista diretta del Mediooriente, cominciata nel 1991, è
nelle mire degli Usa, al fine di controllare tutta la materia prima
essenziale, il petrolio, dal Golfo al Caucaso, con annesse gigantesche opere
infrastrutturali - i petroldotti- e le grandi raffinerie.
Questo disegno, al di là di qualsiasi sdegnata facciata di dissenso,
conviene contrattualmente sia agli Arabi che agli Europei, che ai Russi,
perché assicura la stabilità dei prezzi, degli investimenti e, ovviamente,
dei profitti. Con le economie occidentali, così vulnerabili e sotto
recessione, una stabilità di 5-10-15 anni può rappresentare la garanzia
della permanenza del modello capitalistico minacciato di implosione, anche
per la diffusa ostilità globale a questa funzione di sopraffazione e
distruzione.
La questione palestinese è fuorigioco. E' già stata oggetto di
sperimentazione della guerra preventiva sul campo, e nessuna risposta araba
c'è stata se non il piagnisteo e l'ennesima risoluzione inconcludente
dell'ONU. La "Nazione Araba" è solo un'etichetta; né a fronte del
prolungato
massacro ci sono energie disponibili a spendersi - per la causa palestinese
e per la propria indipendenza- contro i regimi asserviti agli Usa e suoi
alleati. Anzi, a causa della guerra all'Iraq, in Palestina è previsto un
altro bagno di sangue - la liquidazione della 2° Intifada - e il
tallone
di ferro nei Bantustan palestinesi: poi, la pax americana farà rimpiangere
il mancato accordo di Camp David.
Nell'accingerci a contrastare la guerra, non dobbiamo farci sopraffare da
questo quadro pessimistico. Si è voluto sinteticamente mettere oltremodo in
evidenza la prepotente forza da combattere, così da calibrare al meglio le
iniziative, non solo simboliche, ( appelli, petizioni, manifestazioni) da
intraprendere, comprensive, cioè, di un sistematico boicottaggio e della
diserzione dalla guerra. Per questo necessita allargare il più possibile
l'orizzonte delle realtà che intendono opporsi al dominio imperialista.Una
capacità atta a coinvolgere in Occidente -nel ventre della Metropoli
Imperialista- tutte le persone di buona volontà in una grande e permanente
"leva contro la guerra", capace di suscitare nel mondo intero non
solo la
speranza ma la certezza di potercela fare.
La gravità assoluta del momento -l'annuncio ripetuto di voler far uso
dell'arma atomica, in Iraq e altrove, la rottura del trattato ABM sui
missili balistici, la messa a punto del sistema d'arma "scudo
stellare", lo
sviluppo del nucleare coreano-, nell'occidente cristiano lo si avverte dagli
accorati appelli del Papa, del Primate Anglicano, del Pope ortodosso, che si
scagliano nettamente contro la guerra. Woithila disvela e accampa il
"silenzio di Dio", ovvero l'ira di Dio contro questo agire dell'uomo
che
produce la sua stessa fine attraverso la guerra e l'apocalisse nucleare;
mancano l'anatema e la Bolla Pontificia contro Bush, ma questo attiene allo
sviluppo degli eventi.
Il mondo del volontariato cattolico, per svariati motivi, è schierato
radicalmente contro la guerra!
Suscitare un movimento mondiale che si oppone e si muove organizzato contro
la guerra, mobilitando miliardi di esseri umani, è il solo in grado di
supportare anche le possibili rivolte nei Paesi occupati o sotto il giogo
dell'imperialismo Yankee.
La guerra in corso -i preparativi, fanno parte della guerra- la
mobilitazione non è altrettanto spedita - la chimera dell'ONU , delle
ispezioni, sono un'illusione, un'inerzia a cui si aggrappano i
recalcitranti- bisogna affrettarci e non attendere " il primo colpo"
.
A fine feste, la Confederazione COBAS si riunirà per proporre al
sindacalismo di base e confederale, lo Sciopero Generale contro la guerra,
indicando come data del primo sciopero quella della "dichiarazione di
guerra".Questa proposta verrà estesa ai sindacati europei e di tutto il
mondo; intanto, lo ricordiamo, il Forum di Firenze ha convocato, per il 15
febbraio, una giornata europea di mobilitazione contro la guerra; mentre,
per il 18 gennaio, l'Associazione Answer chiama già alla protesta
internazionale, tant'è che il " Veneto contro la guerra" convoca per
quella
data una manifestazione a Vicenza, ad una delle più famigerate basi, la
"Caserma Ederle", manifestazione che va sostenuta e rilanciata al
pari di
altre in via di realizzazione.
Per attivare la resistenza alla guerra è però necessario puntare alla
costituzione di una rete permanente. Questa si dà a partire da quanto si è
in grado di ricomporre, di includere e coordinare su ogni territorio -dalle
soggettività, al pluralismo delle realtà organizzate, alle assemblee
popolari che fanno scaturire la testa e il motore delle mobilitazioni- per
giungere alla convocazione nazionale dell'insieme costituito capace di
indicare il programma da intraprendere, e delle Assemblee Nazionali che
aggiornano e promuovono il percorso e già sollecitano le prime tappe della
mobilitazione permanente.
Una riunione del network allargato si potrebbe già convocare per domenica 19
gennaio a Roma, esprimiamoci in merito; all'ordine del giorno ci sono:
A) La resistenza alla guerra;
B) La battaglia contro la repressione:
- la solidarietà nei confronti
di tutti i perseguitati; l'attenzione
nei confronti di tutti i processi politici: a Milano, il 10 gennaio si
conclude il processo per la cacciata dei fascisti di Forza Nuova a P.le
Loreto il 25 aprile del 2001; a Firenze, subito dopo, si apre quello per le
cariche subite davanti al Consolato Usa, il 13 maggio 99, giornoa dello
sciopero generale contro la guerra nei Balcani.
- La convergenza nelle
mobilitazioni contro la guerra, della
liberazione degli arrestati La definitiva chiusura delle inchieste su Genova
luglio 2001 (La conduzione dell'inchiesta, il dosaggio dei provvedimenti, la
faziosità ideologica, il ribaltone contro il Movimento, prefigurano già come
avverrà il processo nel 2004)
- alla campagna contro i
"vecchi" reati associativi e d'opinione e
quelli mostruosamente nuovi della "compartecipazione psichica", si
deve
accompagnare quella contro la tortura legalizzata del 41 bis, esteso
peraltro al "terrorismo", ovvero all'articolo 270 bis/ ter/ quater,
ovvero
l'Associazione sovversiva.
C) L'avvio della campagna elettorale per i
Referendum di primavera (
si vota entro giugno 2003 quelli sull'estensione dell'art.18,
sull'abolizione della parità scolastica, per la tutela ambien-
tale, alimentare,
sanitaria, oggettivamente interconnessi con
1)la vicenda Fiat (Marconi,
Cirio,
Nestlè, ...) 2) con i drastici tagli nella Finanziaria a
scuola, sanità, servizi e con
L'arbitrio
dei condoni che sostengono a tempo indeterminato
l'illegalità proprietaria ,
3) con la
sfida contro le devastanti opere pubbliche della Tav,
del Ponte sullo Stretto, del 3°
Traforo del
Gran Sasso, Autostrade, Centrali Elettriche.
C) C'è anche il terzo Forum mondiale di Porto Allegre,
particolarmente
importante per via
delle indicazioni
contro la guerra e per quanto
sta avvenendo nell'intero Continente Sudamericano, l'avvento di Lula in
Brasile e di Gutierrez in Ecuador, il Putshismo contro Chavez, lo scontro
argentino, il Plan Colombia; e i primi passi della preparazione del secondo
Forum europeo, di novembre 2003 a Parigi.
A presto, tanti
auguri.
Miliucci Vincenzo