COME MANIFESTARE CONTRO LA GUERRA INFINITA, PER LA RESISTENZA IRACHENA
CORRISPONDENZA COLL’AVAMPOSTO DEGLI INCOMPATIBILI
Parlare tranquillamente e francamente fa
sempre bene. Tra compagni.Di questi tempi spewcialmente.
Innazitutto piena solidarietà a
voi e a tutti i compagni inquisiti e processati a Catanzaro e un grande augurio
dal Veneto perchè la mobilitazione, la manifestazione
del 23 a Catanzaro, l'impegno di tutti i difensori, la solidarietà dei compagni
riescano a fargli reingoiaredel tutto il teorema.
Come se, permettete solidarietà piena
all'arrestato e agli inquisiti di Viterbo, ai compagni dei Carc
messi in galera a Parigi e a tutti gli altri.
Quando parlo di unire le forse e di
lottare contro gli scompaginatori, ho in mente un
piano più vasto, abbastanza più vasto di quello in cui è inserita la vicenda
del campo Antimperialista e la manifestazione italiana per la resistenza del
popolo o dei popoli iracheni. Ho in mente un livello internazionale che
si muove già da un paio di anni e che produce
documentazione, scadenze, lotte e che è partito dalla constatazione che la
guerra infinita si batte con un altrettantoi infinita
e globale resistenza. E per cominciare, dentro a questo
movimento ci sono anche compagni americani, quelli dell'answer,
i comitati per Mumia e molti altri. Proprio con loro
facciamo la scadenza del 25 ottobre di sabato prossimo
e torniamo davanti a Camp Ederle a Vicenza, come loro
gli americani vanno davanti al Pentagono, come i belgi vanno davanti al comando
della Nato a Mons. Abbiamo cercato di attrarre altri
gruppi in Italia, ma quasi nessuno si muove...sono ad Assisi o giù di lì, ma
contro le basi da cui sono partiti e partono gli aggressori non ci vengono.
Come mai?
La proposta di ricomposizione in Italia è di fare una scadenza nazionale sull'Iraq in particolare per il ritiro
delle truppe etc assieme alle agli altri di cui
sopra. La prossima scadenza sarà verso Natale oppure
verso metà gennaio, come l'anno scorso. In questo senso verranno
fatte proposte a Parigi al forumeuropeo. Speriamo che , se passano lì, i nostri si sveglino.
Ma perché questo sonno? questo intontimento?
Io penso che il sonno del gruppo dii
continuità italiano del socialforum,
dei pacifisti etc sia dovuto alle posizioni (e alla
loro forza nella ragnatela delle associazioni) dell'Ulivo, di Fassino, dei Ds, dei loro nuovi
alleati elettorali del Prc. Qui sta il problema. E
per le posizioni di Fassino e di Prodi che è vietato manifestare per l'Iraq. Non vi pare, onestamente?
Non credaNO COMUNQUE DI FARE GRANDI AFFARI ELETTORALI I
PARTITI DELL'uLIVO SVENDENDO COSI' L'OPPOSIZIONE ALLA
GUERRA, ALLA OCCUPAZIONE.
Questo è il vero problema e quello di contorno è la vera
repressione che si abbatte anzitutto sugli arabi, sugli immigrati, sugli
islamici, per discender naturalmente anche su tutti quelli contigui. Siamo in
guerra. Gli scompositori di cui parlo hanno una
funzione specifica, dei compiti
"militari".
Ma cos'è cambiato in Iraq da poter
ora schierarsi con gli americani? E' cambiata la cartina dell'Iraq: adesso
siamo all'epoca delle legazioni o dei mandati, l'attuale cartina peresenta un Iraq diviso in zone di occupazione
delle varie potenze neocoloniali (anche la Polonia di Woytila
e del nuovo poup vi è compresa). Gli europei dunque
avranno dei pezzettini di bottino, la Russia pure, forse anche la Cina. Un vero obbrobrio.
Personalmente sono così incazzato
da questa mostruosità storica che darei il mio
sostegno a chiunque si batte contro. Del resto i comunisti non andarono fino in
Etiopia a sostenere (mi pare che ci andasse Ilio Barontini)
il Negus aggredito dagli Italiani? E voi non avrestre
sostenuto il notabile islamicoAbdelkrim
nella sua lotta contro i democratici francesi un secolo fa o giù di lì? E' una
questione risolta da un secolo nel movimento comunista. E
il Fronte Popolare di Liberazione della Palestina non propone un direttorio
nazionale di lotta e di governo che comprende anche le frazioni islamiche? E non pratica già una politica simile?
Ma è sempre bene controllare i
passaggi, è sempre bene essere prudenti, è sempre bene vigilare. Arrivo e non
sfuggo alla manifestazione proposta dal campo Antimperialista a Roma per il 6
dicembre. Ho dato la mia firma, come l'ho data per la manifestazione per la
Palestina dell'8 novembre. Nonb
l'ho ritirata anche se io stesso ho espresso a Moreno chiaramente delle
preoccupazioni sulle infiltrazioni fasciste e anche sulla necessità di andare a una scadenza non autoreferenziale
ma larga che coinvolga il più ampio schieramento possibile oggi in Italia di
tutti quelli che sono contro i calabraghe dell'Ulivo
e i loro portaborse nel movimento.
Quanto alle infiltazioni
il discorso sarebbe lungo.
Le infiltazioni sono sempre state
tentate o anche fatte. Questo non ci ha impedito di manifestare, anche se le infiltrazioni
possono creare dei problemi.( per quello va bene la controinformazione e la vigilanza e voi
fate benissimo a farla ed è e sarà anche molto utile)
Secondo
ricordatevi che a noi hanno perfino imputato di averli ammazzati i
fascisti. dovrebbe essere un problema più loro
a venire con noi che nostro. io personalmente non so
come facciano a conciliare la loro eredità colonialista e razzista con un
movimento che si ripropone di distruggere il neocolonialismo ed il razzismo. semmai i problemi possono venire da certe confusioni "filosofoche" interne al movimento. ma,
se le vediamo in un piano un pò più ampio
dell'attuale, capiamo anche subito che lasceranno il tempo che trovano e che il
movimento reale per abbattere l'imperialismo si baserà su tutte le cose solide
e buone già "scoperte" semmai sarà un pò
più duro del vecchio baffone, che era un pò
pacioccone coi preti, essendo stato al seminario in gioventù!
Per farla breve il problema centrale è: quando si fa una
manifestazione nazionale in Italia contro l'occupazione dell'Iraq, contro il
neocolonialismo,per il ritiro delle truppe, contro
quella porcheria di posizioni di Fassino e Prodi, E'
una cosa, a mio avviso, ancor più importante dell'appoggio all'Intifada, perché qui siamo in presenza di un grosso e
costoso corpo coloniale di spedizione (ITALIANO) . Hic
Rhodus, hic salta! Nessuna
acrobazia spettacolare socialdemocratica, socialforistica,
disobbediente può sfuggire a questa scelta che ci impone
la storia. O vuoi vedere che dopo aver sproloquito
contro la guerra senza se e senza ma tutta questa onesta
compagnia sta muta in presenza di un corpo di occupazione coloniale. E la
madonna!!! siamo al di là del colmo...hai voglia tu di
dispederti in obiettivi territoriali e variopinti dulle erbette di qui, le stradine di lì, le tendine della
mia casetta...chi non si pronuncia e non si batte sulla collaborazione italiana
alla guerra di aggressione all'Iraq è out, fuori dal movimento reale. Penso siamo tutti d'accordo. E se
siamo d'accordo bisogna provarlo, fare iniziative, anche piccole, ma farle.
nessuno è megalomane, la giornata
del 6 dicembre messa così com'è messa può servire al massimo a far discutere,
ma abbandonare la resistenza irachena perchè Putin deve vendere il petrolio rubato nei suoi nuovi
distributori negli States, Fassino
e Prodi devono tenersi in buona Bush (e stiamo sicuri
che nessuno gli tirerà fuori opiù niente sulla Telecom), perchè il ceto politico
di tutti i colori compreso il rossorofondato e il
verde deve darsi ai suoi giochetti elettorali prossimi venturi etc mi sembra una cosa immonda che castra qualsiasi propsettiva di ripresa del movimento reale e che non ci
porterà lontano, al massimo ci porterà più numerosi nelle patrie galere, nelle
aule dei tribunali, nelle stanzette delle caserme a mercanteggiare cogli
appuntati per avere indietro gliu hard disk
un caro saluto.
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> Nessuna illusione certamente
sul ruolo non solo dell'ONU, ma anche sul ruolo
> dell'imperialismo europeo e dei sub-imperi russi e
affini, come sicuramente
> abbiamo chiaro qual'è
il ruolo dei sinistri ex di governo e dei pennivendoli
> di regime, di qualsiasi regime nostrano.
> Ma quando si parla di ricomposizione e di lotta contro
gli scompaginatori di
> professione, bisogna chiarirsi bene.
> Perchè una ricomposizione non
può marciare sulla solidarietà ai popoli in
> maniera generica, su questi temi forse si può
prospettare una generica
> alleanza, una ricomposizione marcia su un progetto
politico, su delle
> finalità comuni, su discriminanti comuni; altrimenti si
faranno sempre un
> passo avanti e dieci indietro.
> E sul progetto politico le
differenze ci sono, eccome.
> Se per il Campo Antiimperialista
il nemico principale è l'imperialismo
> americano, e per battere questo imperialismo
americano si cerca il dialogo
> con tutti quelli, che per motivi vari sono
antiamericani, si accetta alla
> fine il rapporto con la peggiore feccia.
> Vedi, caro Fausto, noi non siamo per la demonizzazione
di nessuno: prima di
> mettere sull'avviso tutti, noi abbiamo provato per un
sacco di tempo di
> mettere sull'avviso Moreno in privato. Perchè questa storia, come saprai va
> avanti da Giugno, non da pochi giorni, e se si è
arrivati al dossier è stato
> per il fatto che qualcuno era
sordo.
> Oltretutto non si sta parlando di infiltrati,
nessuno metterebbe tutti
> quegli infiltrati, e oltretutto scoperti. Il fatto è
che qualcuno tira fuori
> discorsi euro-asiatici contro l'imperialismo americano.
Che questi discorsi
> li facciano Galoppini, Mutti,
padre Benjiamin, Maurizio Neri e tanti altri
> lo si capisce: sono militanti
della destra radicale!!! Ma che si avallino
> certe aberrazioni a sinistra ci pare
troppo. Noi siamo per la libertà
> dell'Iraq e contro ogni imperialismo; non siamo per sostituire
> l'imperialismo europeo a quello americano in Iraq, come
non siamo per
> sostituire l'imperialismo europeo con quello americano
in Africa; ma quando
> nella lista antiamericanista si sentono comunicati di
sostegno da parte di
> Galoppini ai seguaci dell'ex Kabila
in Congo, perchè Kabila era
filoeuropeo,
> senza che nessuno lo zittisca, o comunicati di
Galoppini per una
> manifestazione per l'Iraq con tanto
tricolori al vento, senza contare quello
> che scrive in giro, e soprattutto in
Al Awda Claudio Mutti,
che ha aderito
> alla manifestazione, qualche problema ci si crea. Poi
che ci fosse il
> rischio, da noi paventato a Moreno sin dai primi di
Luglio, di
> contaminazione ideologica del Campo, è dimostrato da
quello che scrive in
> giro Mauro Pasquinelli su Serge Thion.
> Non si tratta, come vedi del rinfreschiamoci la
memoria, postato in giro da
> altri: qui non si sta discutendo di un infiltrato di
dieci anni fa, e
> nemmeno di un infiltrato di oggi,
si sta discutendo di una scelta politica
> del Campo, scelta politica decisa e lineare, ma da noi
sicuramente non
> condivisibile.
> Sgombrato il campo da questi problemi, si potrà
eventualmente parlare di una
> manifestazione contro l'imperialismo e discutere le
parole d'ordine; ma con
> i fasci fra i piedi e col progetto nazionalista ed euroasiatico in piedi, di
> quale ricomposizione possiamo
parlare? Per il resto, è chiaro che
> condividiamo in pieno il tuo giudizio sui sinistri ex
di governo e sui loro
> ripescati, ma non è che per combattere D'Alema, mi debba alleare con Serge
> Thion o con Mutti, come non è detto che per sconfiggere Bush mi debba
> alleare con Giscard D'Estaing, come vorrebbero i comunitaristi
di Preve.
> Altro discorso è quello del CIP: se qualcuno sa di infiltrazioni attuali, sa
> nomi di infiltrati dei servizi
li tiri fuori: pensiamo che sarebbe interesse
> anche dei compagni interessati
in buona fede conoscere quei nomi. Ma non si
> può riciclare periodicamente una storia di dieci anni
fa per puro
> divertimento o per denigrare un progetto, che può
piacere o non piacere, ma
> che deve essere nel caso
criticato politicamente.
>
> L'Avamposto degli Incompatibili
> www.controappunto.org
>
> -----
Original Message -----
> From: soccorsopopolare@libero.it
> To: NetworkAnticapital@yahoogroups.com ;
networkcontrog8@yahoogroups.com ;
> sudribelle
; aa-forum@yahoogroups.com ; movimento@ecn.org
> Cc: Daniela schio ; franzmoisio@libero.it ;
s.zollo@tiscali.it ; Anna
> Sent: Saturday,
October 18, 2003 9:36 PM
> Subject: [NetworkAnticapital]
L'Ulivo, l'Onu e il movimento contro la guerra
> infinita
>
>
> JUGOSLAVIA, IRAQ, BOLIVIA,
> ULIVO, PARAOLIVO, ONU, OLU.....
>
> C'è qualche altro che come me
ha letto, qualche giorno fa sui giornali,
> della bella festina popolare
a New York, a Manhattan mi sembra di ricordare,
> laddove il caro Putin serviva
il caffé ai primi clienti del distributore
> Lukoil, il primo di una
catena di 1600 distributori, acquistati dalla ex
> Getty da una società russa
tanto cara al nostro? Non pochi 1600 distributori
> dove vendere il petrolio russo privatizzato (cioè rubato al popolo) da Putin
> e soci.
> E qualcuno ha letto come lo stesso Putin
sia stato in prima linea nell'opera
> di conciliazione tra Americani ed Europei. Lui ha altro
a che pensare
> adesso, cose da grandi, solide, società petrolifere e bancarie, distributori
> da riempire magari con petrolio iracheno. E quindi tutti assieme
> appassionatamente nell'ONU o meglio sarebbe dire l'OLU,
l'unione dei ladroni
> uniti. Altro che Onu dei
popoli. Il fascino e l'attrazione di
questa onesta
> coorte (sono infatti molto
armati), seppur discreto è potente. Fassino e gli
> altri dell'Ulivo non ci hanno potuto resustere per un solo giorno. Come
> prima, più di prima, come per la
Jugoslavia. Ecco lo sbocco politico a cui
> portano i marciatori di Assisi,
la loro pace, che ben si dispiega - aiutata
> da molti molti
caccia, tanks etc- in Iraq,
in Palestina, in Bolivia. E si
> capisce anche fin troppo bene come non si voglia manifestare per la
> resistenza de popolo iracheno, semmai bisogna darsi da
fare per aiutare,
> partecipare alle missioni umanitarie. Ecco spiegata
l'impasse in cui si
> trova il movimento contro la guerra, le
reticenza, la difficolta estrema che
> troviamo nel convincere quelli che pure hanno
manifestato a venire di nuovo
> con noi il 25 ottobre contro le basi americane, contro
la guerra e assieme
> contro il taglio delle pensioni, dei servizi, dei
salari falcidiati
> dall'inflazione reale.
>
> E finqui
niente di veramente nuovo. Di tutto possiamo accusare D'Alema
e
> Fassino fuorchè
di non mantenere il loro principi, le loro idee, le
loro
> amicizie.
>
>
> Quello che è veramente sbalorditivo è osservare il
comportamento politico di
> chi continua a ripetere che bisogna andare via subito
dall'Iraq, che bisogna
> essere contro la
guerra senza se e senza ma e...nello stesso
> tempo...esattamente nello stesso tempo... tratta un alleanza politica che in
> cambio di qualche poltroncina porta acqua al mulino
de...l'Olu. Se non è
> schizofrenia cos'è?
>
> Ci pare che molta gente non sia convinta di queste
scelte politiche vuoi
> dell'Ulivo blindato e di governo (o che bello di nuovo Prodi Treu Visco
> Fassino Rutelli e tutti gli altri..)
vuoi del "paraolivo", delle prefiche
> rosse o verdi, disobbedienti più o meno, che si stracciano le vesti sui
> dolori del mondo e si coprono gli occhi con una mano
per non vedere intanto
> l'altra mano che si serve - a man
bassa- al banchetto imbandito per il morto
> (il movimento è quel morto, morto avvelenato da amici).
Proprio perchè c'è
> questo malcontento che cerca un
espressione di massa, c'è anche l'opera di
> scomposizione, repressione, divisione
di quelli che non sono d'accordo. Gli
> scompositori di professione
sono al lavoro in tutta l'area non perbene ad
> attizzare zizzanie e seminare casini e divisioni e
scomposizione in tutta
> l'area, dagli anarchici, agli antimperialisti, agli
antagonisti. Ce n'è per
> tutti, tipiche le vicende delle rifritture del periodo
alessandrino, tipica
> la questione dei nazimaoisti
in agguato sui colli umbri. E' da dire che poi
> tutte queste manovre di scomposizione e repressione vengono facilitate dalla
> lontanissima e solidissima inclinazione che abbiamo al
particolarismo, al
> localismo, allo sfaldamento, alle ripicche reciproche.
Quello che per un
> attimo è sembrato possibile subito prima e subito dopo
Genova, il formarsi
> di una vera forza di opposizione
e di lotta è stato attaccato, corrotto,
> dissociato, scomposto. E ciò è stato possibile per la gruppuscolare
> caratteristica del movimento italiano odierno. Si è
aperta di nuovo la
> strada alla mistificazione dei cortei per la pace con alla testa i capi
> delle spedizioni di guerra neocoloniali. Fino a quando
continueremo così?
> Perchè prima di finire
seriamente repressi un'altra volta non apriamo gli
> occhi?
> A che ci servono delle identità costruite su percorsi
già sorpassati (e
> falliti) anarchici, trotskisti,
cripte m-l e chi più ne ha più ne metta? Gli
> avvenimenti del Venezuela e della Bolivia, ad esempio,
non ci dicono niente?
> Perchè non dovrebbe essere
possibile anche qui portare in movimento(un vero
> movimento reale) ampie masse?Perchè
non determiniamo delle scadenze
> unitarie, ampie contro la guerra,il
carovita, la precarietà? Perchè non
> partiamo da una scadenza ampia
e unitaria proprio in appoggio della
> resistenza palestinese ed irachena, una scadenza riunificante, esemplare,
> fatta in coordimnamento con
la prossima scadenza internazionale, quella che
> seguirà il 25 ottobre, quella per cui
molti a Parigi saranno concordi.
> Potrebbe essere verso natale a nella
prima metà di gennaio. Facciamo come i
> compagni boliviani, non lasciamoci intrappolare dai
fantasmi elettorali,
> rilanciamo su punti precisi, in primis la lotta contro
la guerra infinita e
> l'appoggio ai popoli in lotta, la saldatura degli
obiettivi antimperialisti
> con gli obiettivi interni, contro la repressione..
>
>
>
> [Sono state eliminare la parti
non di testo del messaggio]
>
>
> Per annullare l'iscrizione a questo gruppo, manda una mail all'indirizzo:
> NetworkAnticapital-unsubscribe@yahoogroups.com
>
>