Le basi americane in Italia

Les bases américaines en Italie

INTERVENTION DE SOCCORSOPOPOLARE (ITALIE)SCI 2003

BILAN D’UNE EXPERIENCE DANS LE RECENT MOUVEMENT CONTRE LA GUERRE

 

Non si capisce la posizione filoamericana dell’Italia attuale senza considerare il fattore politico rappresentato dalla catena delle basi americane, vere basi di occupazione che ha ridotto l'Italia ad una grande portaerei USA nel centro del Mediterraneo.

 

Le basi militari sono un fattore fondamentalissimo, un pivot dell’imperialismo americano, del loro sistema di sfruttamento, di rapina, di controllo delle ricchezze naturali, dei flussi della forza lavoro, delle droghe, dei mezzi finanziari.

 

La lotta contro queste basi, per cacciarle via, contro la partecipazione dell’Italia alla Nato, é il punto politico  di maggior importanza per le forze popolari e di classe. E’ la linea di demarcazione precisa con le forze che hanno scelto la via della collaborazione di classe e del tradimento degli interessi proletari.

 

 

La catena che  tiene l’Italia di oggi in schiavitù è stata costruita dopo la seconda guerra mondiale, col consenso di importanti forze del capitale e della politica italiana, in particolare la Democrazia Cristiana. L’anno chiave é stato il 1947 e l’avvenimento chiave, il viaggio del leader cattolico De Gasperi a Washington. E’ la consacrazione dell’uso politico imperialista del fondamentalisno religioso, vero esempio per i decenni posteriori.

 

 

 

All’inizio gli americani hanno riorganizzato le loro forze che erano arrivata in Italia nel corso della Seconda guerra mondiale. Ricordiamo qui che essi lasciarono nei giorni successivi la fine della seconda guerra mondiale in armi appena sopra Belluno la più efficente divisione corazzata di Kesserling in Italia pronti ad usarla contro Mosca e trattarono con la X Mas del principe Borghese, tra le forze più criminali e virulenye del fascismo che utilizzeranno poi in seguito negli anni 60-70.

Sono già passati sessant’anni da quando gli americani sono arrivati in qust’area strategica e questo ci puo’ illuminare sulla velocità con la quale si apprestano ad abbandonare l’area ancor più strategica dell’Iraq)

 

 

Le basi americane avevano una funzione anti paesi socialisti. Le forze maggiori le hanno piazzate nel Nord Est (Veneto e Friuli) un territorio, un saliente che si incunea a Est.

 

 

A qualche chilometro a Nord di Pordenone(Friuli) si trova la grande base aerea di Aviano, circondato da grandi depositi di armi nucleari, vero ferro di lancia della guerra contro la Jugoslavia.Si tratta con Ramstein in Germania della piµ grande basa aerea Usa in Europa, spesso visitata da presidenti anericani e dai massini capi militari. Adesso la base, secondo il progetto Aviano 2000, sta ingrandendosi, questo a dimostrazione delle vere intenzioni americane, che sono tutte dirette a mantenere il controllo sull’Europa, sulle rotte del petrolio sul Medioriente e i suoi dintorni.

 

 

 

Nelle retrovie di Aviano, a qualche decina di chilometri, a Vicenza, c’è la grande base di Canp Ederle con migliaia di truppe aereotrasportate della 173 brigata . Queste forze ora sono sia in Afghanistan, sia in iraq del Nord dove sono state paracadutate con il più grande sbarco aereo dalla seconda guerra mondiale. Loro obiettivo specifico è la guardia ai campi petroliferi di Kirkuk. Attorno qa Vicenza un aeroporto e dei siti con armamento anche atomico.

 

 

A Verona c’é il comando Nato terrestre Sud Europa.

 

Presso Pisa a Camp Darby c’è la base logistica strategica, il più grande deposito di materiale bellico americano del mondo. Si è vista bene l’importanza di questi siti nella recente aggressione all’Iraq.

 

 

Il comando navale americano per il Mediterraneo e l’Europa è a Napoli e le sue basi principali sono a Napoli, Gaeta, in Sardegna (La Maddalena).

 

Un’altra grande base è in Sicilia a Sigonella. Alle basi anericane sono suburdinate le basi Nato, terrestri, aeree, navali (importanti ora, a causa della direzione dell’attacco imperialista,  quelle della Puglia, quelle di Taranto, Gioia del Colle).

 

Le  basi americane in Italia hanno avuto dal loro inizio un’importanza capitale nella strategia imperialista avente come obiettivo cardine la lotta contro il socialismo, contro I paesi socialisti dell’Europa de l’Est e contro il movimento operaio in Italia. Esse hanno garantito la restaurazione piena del potere della borghesia in Italia, compromessa profondamente col fascismo e messa in difficoltà dal grande sviluppo della resistenza operaia e popolare al nazifascismo.

 

Quando in Italia di nuovo questo potere borghese é stato scosso dalle lotte dei lqvoratori, degli studenti e degli altri strati popolari (negli anni 60-70) dalle basi americane è partita una guerra antipopolare di bassa tensione (strategia della tensione) già sperimentata in Grecia e altrove. In particolare ricordiamo qui l’organizzazione terrorista nera la Rosa dei Venti (che è l’emblema della Nato) organizzata da militari di di destra-come il colonnello Spiazzi di Verona- legati agli americani. Della lotta armata di sinistra degli anni 70 si sa oramai tutto, niente invece si sa nessuna luce è stata fatta sulle stragi nere, sulle stragi che noi abbiamo chiamato di Stato ma meglio sarebbe chiamare di Nato.

 

Importante, decisiva è l’influenza economica, il potere di corruzione delle basi americane. Un esempio : per proteggere la loro base strategica di Camp Ederle a Vicenza, gli americani hanno favorito al massimo le esportazioni dell’oro del Sud Africa  verso Vicenza, verso quel didtretto di oreficeria industriale. La fiera dell’oro di Vicenza é divenuta la più importanta del mondo e Vicenza una capitale della lavorazione dell’oro. E nello stesso tempo il politico capo democristiano della zona, Mariano Rumor, uno degli uomini politici più importanti dell’Italia sel secondodopoguerra.

 

Dalle loro basi  gli americani hanno diffuso nel paese non solo I loro prodotti, I loro Mac Donald, la loro Coca Cola, ma la loro organizzazione del lavoro, la loro deregulation, il loro neoliberismo, la loro « cultura » di sopprafazione, di ineguaglianza, di dominio. Basta ricordare che le loro truppe sono al di sopra delle leggi nazionali italiane, anche quando provocano dei massacri di civili italiani, come nel caso del taglio del cavo della teleferica del Cermis, compiuto da un aereo americano che si addestrava per andare a bombardare la Jugoslavia e che provoco’ decine di morti. La giustizia italiana non ha potuto incolparli e quellqa americana li ha completamente assolti.

 

Nei tempi recenti abbiamo visto con a guerra di Jugoslavia e con quella dell’Iraq l’importanza militare di quete basi. Non dimentichiamoci mai della loro importanza politica e sociale, i contatti coi settori reazionari italiani : loggia p2,  I promotori delle leggi d’eccezione, i maggioritari, i settori economici e politici che sono per la deregulation, per l’attacco alle conquiste dei lavoratori, uomini e settori del capitale che sono al governo e dominano anche nella « opposizione »

 

Contro questq rete infernale si sono battute generazioni di operai, di lavoratori, di giovani. Ogni ciclo di lotta di classe in Italia ha espresso come obiettivo maggiore 5 e non solo nelle canzoni che naturalmente non mancano) la cacciata delle basi americane.

Dai partigiani della pace degli anni 50 che si sono battuti contro l’adesione alla Nato, alla lotta degli anni ’60 per sostenere l’eroicqa lotta del popolo vietnamita, che ci mostra bene ancor oggi come costruire un fronte popolare antimperialista a direzione proletaria, come già avevano fatto del resto Stalin e Mao nelle loro guerre popolari.

Abbiamo ripreso adesso nel ciclo di Seattle le manifestazioni contro le basi, in questi tempi di nuova crisi generale e di guerra imperialista.

 

 

L’obiettivo della cacciata delle basi americane dalle nostre terre, ora più che mai, è l’obiettivo centrale attorno al quale costruire il fronte antiguerra e il fronte di classe e popolare in Italia.

 

La lotta contro le basi americane é il punto centrale, pratico che raccorda il lavoro di costruzione, di unificazione dei comunisti, degli imperialisti, del fronte controguerra, parte strategica,centrale del fronte popolare allargato.

 

Nelle ultime settimane in tutta l’Italia si sono sviluppate continue iniziative contro le basi americane : iniziative di protesta e di presidio contro Camp Ederle a Vicenza, contro l’aereoporto di Aviano, contro la base logistica di Camp Darby a Pisa, contro le basi della Sardegna, di Napoli, Gaeta, Sigonella in Sicilia e altre ancora. Noi abbiamo cercato anche di bloccare I treni della morte che trasportavano armi e carriarmati dalle basi a Camp Darby e da qui all’Iraq. Abbiamo avuto in qualche caso successo. Il movimento contro la guerra non ha mai avuro un’ampiezza simile.

 

Ma come lo sviluppo del movimento contro la guerra è stato enorme, cosi’ la sua caduta é adesso grande. Perché ?

 

Bisogna dire chiaramente che ci sono state delle grandi faglie, delle debolezze nel movimento. Il movimento contro la guerra infatti é stato molto largo, ma la direzione della maggioranza delle masse impegnate é ancora in mano ai riformisti, agli opportunisti, ai socialdemocratici, poiché I rivoluzionari in Italia sono in scacco, sono incapaci di riunirsi e di formare quel nocciolo duro di cui abbisogna il movimento contro la guerra imperialista, per continuare a lottare fino alla vittoria. Tutto il fronte contro la guerra rischia di saldarsi rapidamente se non si costruisce questa struttura. Questo é di gran lunga il compito maggiore per icomunisti d’Italia. Bisogna che anche gli italiani costruiscano il loro anello, nella catena mondiale – globale come si dice oggi- di solidarietà, di fraternità, catena internazionale che andrà a resistere, a combattere, a strangolare, a vincere l’idra imperialista.

 

A ogni crisi imperialista generale la sua guerra mondiale. A ogni guerra mondiale la sua rivoluzione. Tutte le nostre forze alla sua preparazione, al suo sviluppo.

Resistiamo uniti !

Resistiamo ! Resistiamo !

Alla fine la vittoria sarà dei popoli !

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

On ne comprend pas la position pro-américaine de l’Italie si on ne considère pas le facteur politique majeur représenté par la chaîne des bases américaines, qui reduit l’Italie à un porte-avion US immobile au centre de la mer Méditerranée.

 

Les bases militaires sont un facteur fondamental, un pivot de l’impérialisme US, un pivot de leur systhème d’exploitation, de vol, de contrôle des richesses naturelles, des flux de main d’oeuvre, de drogue, de moyens financiers.

 

La lutte pour chasser ces bases, contre la participation de l’Italie à l’Otan, représente l’objectif politique majeur pour les forces populaires et de classe italiennes. C’est là la ligne de clivage, de démarcation avec les forces qui ont choisi la voie de la collaboration de classe, de la trahison des intérêts proletariens.

 

La chaîne qui a réduit l’Italie de nouveau en esclavage, a été bâtie aprés la Deuxième Guerre mondiale, avec le consensus de forces importantes du capital et de la politique italienne, avant tout la Démocratie Chrétienne. L’année clé a été 1947 et l’événement clé le voyage du leader catholique De Gasperi  à Washington. C’est la consécration de l’usage de la part des imperialistes américains du fondamentalisme religieux, vrai exemple pour les décennies à venir. 

 

 

Au départ les Américains ont réorganisé leurs forces qui  étaient arrivées en Italie au cours du conflit. Ici, nous rappellons que dans les jours qui suivirent la fin de la guerre en Italie,  au Nord de la ville de Belluno, les Américains laissèrent les armes aux nazis de la plus puissante division de Kesserling pour les employer contre Moscou si nécessaire. De même, il prirent des accords avec les fascistes du prince noir Borghese, le même qu’ils employèrent  dans les années 60-70.

Ca fait soixante années déja qu’ils sont arrivés en cette région stratégique et ça nous  montre la vitesse avec laquelle ils s’apprêtent à quitter la région encore plus stratégique de l’Irak.

 

Les Américains ont organisé leurs bases contre les pays socialistes. Les forces majeures ont été placées dans le Nord-Est de l’Italie(Vénetie, Frioul), qui est un saillant projeté vers l’Est.

 

Quelque kilomètres au Nord de Pordenone (Frioul) il y a la grande base aérienne d’Aviano, dans laquelle il y a des dépôts importants d’armes nucléaires, vrai fer de lance de la guerre contre la Yougoslavie. Il s’agit, avec Ramstein en Allemagne de la plus grande base aérienne US en Europe, souvent visitée par les présidents américains et par les chefs militaires. Maintenant la base est en train d’être aggrandie, avec le project Aviano 2000. Cela démonstre les vraies intentions américaines qui sont toutes destinées à maintenir le contrôle sur l’Europe, en particulier la Méditerranée, le routes du pétrole, la région du Moyen Orient.

 

 

Derrière Aviano, à quelque dizaines de kilomètres, à Vicenza (Veneto), il y a la grande base de Camp Ederle avec des milliers de troupes spéciales de l’US Air Forces 173e brigade. (ces forces sont maintenant soit en Afghanistan, soit dans la partie nord de l’Irak, où elles ont été parachutées lors de la plus grande opération de débarquement depuis la Deuxième Guerre mondiale. Leur tache spécifique est de garder les champs d’extraction du pétrole à Kirkuk pour les multinationales.

 

 

A Verona il y a le commandement de l’Otan pour l’Europe du Sud (troupes terrestres).

 

Près de Pise, au Camp Darby, il y a l’entrepôt logistique stratégique, le plus grand  dépôt de matériel de guerre américain au monde. On a bien vu l’importance de ces sites  dans la récente aggression contre l’Irak.

 

 

Le commandement naval de la Méditerranée est à Naples et ses bases principales sont a Naples, à Gaeta, en Sardaigne (La Maddalena).

 

Une autre grande base est en Sicile (Sigonella). Aux bases américaines sont subordonnées les bases de l’Otan, terrestres, aériennes et navales (les plus importantes aujourd’hui sont celles de la Pouille de Taranto, Gioia del Colle).

 

Ces bases américaines ont eu, depuis le début, une importance capitale dans la stratégie imperialiste, avec comme objectif  la lutte contre le socialisne, contre les pays socialistes Europe de l’Est et contre le mouvement ouvrier en Italie. Elles ont garanti la restauration  pleine du pouvoir bourgeois en Italie, profondément compromis avec le fascisme et mis en difficulté par l’ampleur de la résistance ouvrière et  populaire contre le fascisme nazi.

 

Quand en Italie à nouveau ce pouvoir bourgeois a été secoué par les luttes des travailleurs, des étudiants et des autres couches populaires (dans les années 60-70), les bases américaines ont lancé une guerre antipopulaire de basse intensité (stratégie de la tension) déja testée en Grèce et ailleurs. En particulier nous rappellons ici l’organisation terroriste noire la Rose des vents (qui est l’emblème de l’Otan) organisée par des militaires fascistes -comme le colonel Spiazzi de Verona -liée aux Américains. De la lutte armée de gauche en Italie on sait tout. Par contre, aucune lumière n’a été faite sur les les massacres que nous avons appellé massacres d’Etat ou mieux encore massacres de l’Otan.

 

 

Très importante aussi est l’influence économique, le pouvoir de corruption des bases américaines. Un exemple : pour protéger leur base stratégique de Camp Ederle à Vicenza, les Américains ont favorisé au maximum les exportations de l’or d’Afrique du Sud vers Vicenza, pour l’orfèvrerie industrielle. La foire de l’or de Vicenza est devenue la plus importante au monde et Vicenza une des capitales de l’orfèvrerie. Et dans le même temps, le politicien en chef démocrate-chrétien de Vicenza (Mariano Rumor), est un des plus puissant homme d’Italie de l’après-guerre.

 

Depuis leurs bases, les américains ont répandu dans le pays pas seulement leur produits, leurs Mac Donalds, leur Coca Cola, mais aussi leur organisation du travail, leur dérégularation, leur néolibéralisme, leur « culture » de confrontation, d’inégalité, de domination. Il suffit de se rappeler que leurs troupes sont au-dessus de la loi italienne, même quand ils provoquent des massacres de civils italiens, comme pour la coupure du cable du télephérique du Cermis, qui provoqua des dizaines de victimes. Ils s’entraînaient pour le massacre de civils en Yougoslavie et  ils n’ont pas pu être  poursuivis par la justice italienne et la justice américaine ne les a pas non plus poursuivis.

 

 

Dernierèment, nous avons vu avec la guerre de Yougoslavie et celle d’Irak l’importance militaire de ces bases. N’oublions pas leur importance politique et sociale, les contacts avec les secteurs réactionnaires italiens (Loge P2, les promoteurs des loi d’exceptions, ceux qui sont contre le suffrage proportionnel , ceux qui sont pour la dérégulation, qui actuellement sont au gouvernement et aussi dominent la prétendue « opposition »).

 

 

 

Contre ce réseau infernal, se sont battus des génerations d'ouvriers, des travailleurs, des jeunes. Chaque cycle de lutte de classe en Italie a exprimé comme objectif majeur (et pas que dans les chansons qui pourtant ne manquent pas) le départ des bases américaines.

Des partisans de la paix, ceux qui se sont battus contre l’Otan dans toutes les années 50, ceux qui ont soutenu la lutte de l’héroique peuple du Vietnam, qui nous montre toujours comment bâtir un front anti-imperialiste à direction prolétarienne, comme l’avaient fait d’ailleus Staline et Mao Zedong dans leurs guerres populaires. Et nous avons repris maintenant (à l’époque de Seattle) les manifs contre les bases américaines en ces temps de nouvelle crise générale et de guerre imperialiste.

 

L’objectif du départ des bases américaines de nos terres est plus que jamais l’objectif central autour duquel bâtir le front contre la guerre et le front de classe et populaire en Italie.

 

La lutte contre les bases américaines est le point central, pratique qui relie le travail de construction, d’unification des communistes, des impérialistes, du front antiguerre, partie stratégique centrale du front populaire élargi.

 

 

Les dernières semaines, dans toute l’Italie, se sont developpées beaucoup d’initiatives contre les bases américaines : contre Camp Ederle, contre Camp Darby, contre Aviano, contre les bases de Sardaigne, de Naples et Gaeta et d’autres encore. Nous avons aussi cherché à bloquer les trains de guerre qui transportaient les armes et les tanks anéricains des bases vers Camp Darby, et parfois avec un certain succès. Le mouvement contre la guerre n’a jamais connu une telle ampleur.

 

 

 

Mais comme le développement d’un tel mouvement contre la guerre a été grand, la chute maintenant est profonde. Pourquoi ?

 

Il faut dire clairement qu’il y a eu des grandes failles dans le mouvement. Le mouvement contre la guerre a été  très large, mais la direction de la majorité des masses en mouvement est encore aux mains des réformistes, des socio-démocrates, puisque les révolutionnaires en Italie sont encore en échec, incapables de se réunir et de former le noyau dur dont le mouvement contre la guerre impérialiste a besoin, pour continuer la résistance jusqu’à la victoire. Tout front contre la guerre risque de s’effondrer rapidement s’il n’y a pas ce noyau, cette structure.C’est là notre tâche majeure. Il faut que les Italiens construisent aussi leur anneau dans la chaîne mondiale, globale comme on dit aujourd’hui, de solidarité, de fraternité, chaîne internationale qui ira résister, combattre, étrangler et vaincre l’hydre imperialiste.

 

 

A chaque crise imperialiste générale, sa guerre mondiale, mais à chaque guerre mondiale, sa révolution. Que toutes nos forces aillent à sa préparation, à son développement.

RESISTONS UNIS !

RESISTONS ! RESISTONS !

A LA FIN LES PEUPLES AURONT LA VICTOIRE !