SILENZI E GRIDA: A PROPOSITO
DI NEO IRREDENTISMO
Note per l’aggiornamento della 'operazione foibe'
Messaggio di presentazione ai compagni.
Sulle tragiche vicende legate
alla Seconda Guerra Mondiale ed al suo epilogo nelle tormentate terre di
confine fra l'Italia e la Jugoslavia, in particolare sul fenomeno delle
'foibe', la pace sembrerebbe fatta fra gli storici, almeno fra quelli italiani
e sloveni che nel 2000 hanno stabilito una 'verità concordata' stilando, dopo
ben sette anni di lavori, un documento ufficiale congiunto su quel periodo
storico.
Invece
non è affatto così. Stiamo assistendo in Italia al rilancio massiccio della
campagna di propaganda menzognera e deviante di origine
fascista e neo irredentista che in passato aveva approfittato dei silenzi
imbarazzati di molti storici e 'portavoce' della 'prima Repubblica',
e che oggi può contare su un aiuto molto più concreto e pericoloso, perché dissimulato.
Non si tratta più solo degli epigoni della X Mas,
nostalgici delle imprese dei fasci e delle SS, che richiamandosi alla
'superiore civiltà Italica' (quando non 'Veneta o
'Padana') tendono a rilegittimare assurde
rivendicazioni territoriali sulla base della presunta 'barbara aggressione' degli 'slavocomunisti'
ai 'sacri' confini orientali. Oggi gli ideologi del 'revisionismo
storico', che alimentano pregiudizi qualunquisti e
anacronistici contro il 'terrore comunista', ancora
una volta per coprire e giustificare scelte autoritarie e bellicose nelle
istituzioni e nella società - quelle stesse progettate a suo tempo da Licio Gelli e dalla loggia segreta P2 ed ormai in avanzata fase
di realizzazione (p.es., fra l'altro, il sistema
elettorale maggioritario e l'alternanza 'democratica' di governo) - sono anche
(se non soprattutto) esponenti di quella che si presenta all'opinione pubblica
come 'sinistra'. L'anticomunismo e la cancellazione della memoria antifascista
evidentemente continuano ad essere gli strumenti ideologici preferiti da chi
vuole imporre la 'pace sociale' a tutti i costi,
anche sugli ostinati che si rifiutano di accettare la guerra globale
imperialista (pardon, la lotta al 'terrorismo internazionale')
e lo sfruttamento schiavistico (pardon, la flessibilità) del lavoro come
fattori necessari per la ripresa del profitto capitalistico (oh, pardon! Per lo
sviluppo della 'nostra' civiltà!).
Il lavoro che vi propongo è un’inchiesta
fatta in qualche mese, senza pretese di professionalità né di completezza, che ha preso spunto dalla
visione di un programma TV subito dopo il 25 Aprile e l’infuriare delle
polemiche sul significato storico e politico di quella ricorrenza. Lo scopo è
semplicemente di reagire a chi crede che il livello di assuefazione
alle menzogne e di rassegnazione al ‘regime’ da parte
dell’opinione pubblica sia giunto a un punto di non ritorno, tanto da poter
confondere tranquillamente fascismo e antifascismo in un soporifero e mortale
‘sentimento di pacificazione nazionale’, che nasconde
invece la profonda insicurezza e la paura che la lotta di classe torni a far
sentire il vento della rivoluzione socialista.
La speranza è di dare un
piccolo contributo proprio in questa direzione.
Oggi,
poi, si sovrappone un motivo di drammatica attualità. Episodi vergognosi come
quello di Marghera qualche giorno fa - con
l’aggressione di giovani comunisti, che protestavano per l’intitolazione di una
piazza ai ‘martiri delle foibe’, non da parte di
squadristi fascisti, ma di ‘disobbedienti’ che
militano nello stesso ‘movimento’ e che il partito
della Rifondazione Comunista considera alleati privilegiati per la costruzione
della ‘sinistra di alternativa’-
oltre che reclamare la ferma condanna di tali metodi in sostituzione di un
corretto confronto politico, mostra quanto siano radicati certi pregiudizi in
certa ‘sinistra’, e quanto ci sia bisogno urgente di
fare chiarezza su tali argomenti. Chi mi aiuta?
Saluti comunisti
Pol
Vice, 3.10.2003