Padova contro la guerra
No alla guerra all’Iraq
Una larghissima parte dei veneti, degli
italiani, degli europei non vuole la guerra. Essa porterà disagi economici a
non finire in una situazione già compromessa. Nella stessa maggioranza di
governo affiorano contrasti. Bisogna che tutte le forze che sono contro questa
guerra si manifestino con vigore al di là delle loro
differenti posizioni politiche o religiose.
Per questo proponiamo una larga coalizione cittadina “ Padova contro la guerra” che
sappia trascinare ampi strati della popolazione alla protesta, che sappia
incidere nella realtà sociale e politica, che costringa i media ad informare
sulla vera realtà veneta, che è quella delle migliaia di bandiere della pace
esposte ovunque, e non dei vergognosi pestaggi agli islamici (oltretutto di
comodo) organizzati in tv.
Tutti
quelli che sono contro la guerra a Padova vengano alla
Sala di Quartiere della ex Fornace Carotta il 6 febbraio 2003 alle ore 21, per
decidere azioni comuni contro la guerra
Noi
proponiamo
1)
una grande manifestazione Padovana contro la guerra
con la parola d’ordine: No alla guerra all’Iraq - Padova contro la guerra
2)
una settimana di mobilitazione 7-15 febbraio nelle scuole e nei quartieri
3)
una grossa partecipazione alla manifestazione di Roma del 15 gennaio
4)
una mobilitazione permanente nei pressi dei siti che dovrebbero essere ceduti
agli americani, o che già sono loro (come il sistema radar sul Monte Venda o
l’aeroporto di Istrana), usati per rifornire i
bombardieri strategici che dovrebbero rovesciare da 300 a 500 missili Cruise al
giorno sulle città irachene. Se impediamo che l’Italia divenga una portaerei
degli Americani, questi ultimi, che hanno già problemi
con Francesi e Tedeschi, si troveranno ad affrontare ulteriori difficoltà.
Le cause della guerra sono evidenti a tutti noi.
Il sistema economico e sociale “americano” è entrato in una nuova crisi
generale da cui vuol uscire, scatenando la guerra ed arraffando il petrolio del
Medio Oriente e del Caspio. Somme enormi vengono così
gettate nella guerra, mentre si licenzia, e si abbassa il tenore di vita di
tanta parte di cittadini.
L’umanità intera con questa guerra, che dovrebbe
durare un’intera generazione, viene portata sull’orlo
dell’abisso. Bisogna reagire!
Bush sta dispiegando le sue forze
e quelle dei suoi alleati contro l’Iraq, una battaglia che prevede nelle prime
settimane mezzo milione di vittime, in grandissima parte civili, in aggiunta al
milione e mezzo di vittime prodotte da 12 anni di embargo.
Impediamo questo nuovo massacro. Dispieghiamo anche noi le nostre forze.
Alla guerra infinita rispondiamo con una resistenza altrettanto globale, universale e nello stesso tempo popolare,
ramificata, multiforme.
Già il 18 di gennaio in tutto il mondo, a
Washington in centinaia di migliaia, come in molte altre città del mondo, come
a Vicenza in migliaia, abbiamo manifestato uniti.
Tuttavia i nostri mezzi di “informazione” hanno vergognosamente quasi ignorata la
valenza di una così intensa mobilitazione. Diffondiamo adesso la protesta,
ognuno può fare qualcosa, esporre una bandiera, inviare un messaggio sms, fare
una scritta, parlare coi propri colleghi nei posti di
lavoro, esporre un manifesto, uno striscione, chiedere assemblee, parlare alle
radio. Formiamo una rete, costruiamo comitati di
quartiere, di paese, di città.
Venetocontroguerra-
answer Veneto (act now against war and end racism –agisci ora contro la guerra
e per far finire il razzismo
http://www.venetocontroguerra.net noallaguerra@libero.it