Adesione del Collettivo Spartakus all’assemblea

Aderiamo all'assemblea del 6 febbraio di Padova contro la guerra. (da Cristina)

 

Collettivo Spartakus – Vicenza 30 gennaio

Adesione del Partito Umanista/ 30 gennaio

Egregi Signori,

Con la presente aderiamo al vs appello contro la guerra e ci rendiamo completamente
disponibili per qualsiasi iniziativa da voi promossa in tal senso.
Grazie fin d'ora della gentile considerazione.
Distinti saluti.

Yvan Rettore - Segretario Provinciale della sezione padovana Partito Umanista

Stefano Argenti - Presidente della Associazione "Onda Umanista" e responsabile
padovano del Movimento Umanista

 

Adesione de il Progetto comunista (Pane e Rose 30 gennaio)

Car* compagn*

questa mail per informarvi che aderiamo all'assemblea "No alla guerra
all'Irak! Che fare contro questa guerra?" che si terrà a padova il 6
febbraio prossimo.

le compagne e i compagni di progetto comunista
sinistra del partito della rifondazione comunista - padova


cogliamo anche l'occasione per comunicarvi che l'appello per l'assemblea
è stato pubblicato su "il pane e le rose" all'indirizzo:
pagina_art.php?id_art=1212&loc=2

saluti comunisti

 

 

 

 

Un gruppo di Compagni Cobas di Venezia delle telecomunicazioni in lotta

 

 

 

 

Adesione di Claudio alla manifestazione di Roma 15 febbraio

 

Fausto, come Bertinotti, il quindici non credo di potermi fare tutta la
manifestazione, ho una frattura alla gamba sinistra che non s'e' del tutto
rimarginata, ma saro' comunque alla manifestazione, sono quattro mesi che
non ne faccio una, crisi d'astinenza, mi sono perso quella settembrina di
Rifondazione, poi il Social Forum di Firenze,  che ho visto in televisione
con la gamba appoggiata su un cuscino, il quindici quindi devo esserci per
fotografare e per manifestare.
Non so dove saro' forse a vendere Liberazione, forse a raccogliere firme per
Emergency (campagna fermiamo la guerra-firmiano la pace) per il rispetto
dell'art.11 della Costituzione.
 
Ciao

Claudio


per la Vale: anche Sara verra' a Roma.
ma poi perche' dici cause perse in partenza?
In Brasile Lula per il momento la causa l'ha vinta.

 


 

 

Da Nicola  Padova adesione sì, però         il 30 alle ore 19

Sì, però siccome la FORMA è la Sostanza,
non condivido l'uso né di parole ("fetenti", "vigliacchi",etc)
né di azioni violente. Impoveriscono il movimento,
e come sempreoffrono il destro alla repressione.
Presenza non-violenta e altri metodi del genere
vanno bene, anche nei siti 'maledetti'.
Ciò che occorre mettere in luce è la nostra DIVERSITA'
rispetto alle risoluzioni armate.
E proporre il salvacondotto per Saddam, non come Bush
ma come Pannella: azione umanitaria !
A presto,
Nicola

 


 Oggetto: la guerra è vicina: tutti contro la guerra!!Dispieghiamo il movimento antiguerra. Agire, agire in ogni modo. Aprire mille focolai, di attrito, mille fronti di conflitto sociale antiguerra. In ogni territorio individuare un obiettivo antiamericano ed antiguerra unificante.
A Roma il 15 febbraio compattare un corteo antiguerra ed antirepressione. Facciamogli pagare caro il crimine contro l'umanità che vogliono fare e che faranno.
vi inviamo la pagina bollettino di venetocontrooguerra.net di oggi 29 gennaio 2003. Come dicevamo giorni fa, la luna nera è vicina. I segnali di guerra si intensificano. Il Parlamento italiano ha dato l'ok alle basi per gli americani. Berlusconi va da Bush, Blair lo segue a ruota. parlano tranquillamente di mezzo milione di morti nei primi giorni, dell'uso dell'atomica. Vuol dire che peggio di così non siamo mai stati.

Bisogna agire, agire subito. Noi cerchiamo di spingere tutte le forze all'azione la più varia. E nello stesso tempo di organizzare territorialmente queste forze in ambiti come Vicenza contro la guerra, padova contro la guerra etc..

L'obiettivo strategico per noi è l'allargamento della protesta in tutta la società, in tutti gli ambiti ospedali, scuole, autobus, treni, ascensori, muri, semafori.... dovunque e nello stesso tempo l'individuazione in ogni territorio regionale di un obiettivo americano (ma anche i corpi di spedizione nostrani dovrebbero essere tenuti in considerazione gli alpini del 9° in Piemonte o del Cervino, la caserma de l'Aquila. In Grecia i soldati già partecipano alle manifestazioni. Quelli della Cekia hanno chiesto il rientro in patria dal Kuwait.

Per Roma 15 siamo per raccordarci intanto con tutte quelle realtà che si sono mosse il 18 gennaio, con tutte quelle realtà che sono contro la guerra infinita e contro la repressione, per evidenziare una fortissima protesta non solo contro berlusconi e la guerra ma anche contro la repressione la politica di produzione di morte  etc...
gli scritti della compagna flora andateveli a leggere sul sito

venetocontroguerra.net

(da Flora)  <http://www.venetocontroguerra.net/Corrispondenza/030129_Laguerrastapercominciare.htm> allarme rosso: la guerra sta per cominciare!!! <http://www.venetocontroguerra.net/Corrispondenza/030129_Laguerrastapercominciare.htm>

TUTTI IN LOTTA CONTRO LA GUERRA

il testo di flora nel sito http://www.venetocontroguerra.net

a Shannon hanno occupato l'aeroporto

Fausto ti mando le ultime da Shannon ieri non ce l'hanno più fatta e hanno occupato l'aeroporto!
Guarda queste immagini e speriamo che succeda qualcosa anche qui non possiamo sopportare ancora CENTINAIA DI MIGLIAIA DI MORTI PER GLI INTERESSI DI QUESTI VIGLIACCHI!!!!
Flora
http://struggle.ws/wsm/news/2003/shannonJAN.html

Il governo italiano ha dato il permesso di usare le basi italiane:

ma Nicola?! Tu dici che Flora è maleducata perché ha usato il termine di vigliacchi??? E che termine useresti tu contro chi tranquillamente dice di voler far fuori mezzo milione di persone assolutamente innocenti ed usare le armi atomiche per i suoi interessi?? Se sei per l’esilio a Saddam, per Bush cosa proponi allora??

Risponde a Nicola Disagio Sociale sempre il 30:

 

perché un salvacondotto per Saddam?, mica è inquisito dai giudici di milano!
governi democratici colonialisti come a inizio secolo?

 

 

Da Nicoletta Circolo prc della Val di Susa 30 gennaio ore 23

 

La nostra adesione convinta alla lotta comune contro la guerra. I compagni di Rifondazione Comunista della Valle di Susa

 

 

 

UNA DISSOCIAZIONE

 

Dai Beati Costruttori di Pace il 31 gennaio 2003 ore 17,45

 

L'associazione B.C.P. è sbalordita nel trovarsi all'interno di un manifesto
di no alla guerra di cui non condivide nè gli obiettivi nè tanto meno le
modalità e il linguaggio. Da sempre l'associazione ha scelto la nonviolenza
e il rifiuto dell'ideologia del nemico. L'associazione sta impegnandosi
contro la guerra anche con tante associazioni statunitensi. L'associazione
non condivide l'antiamericanismo presente nel cartello in cui si trova
inserita. Inoltre ritiene che in questo momento avere una opposizione ferma
contro la guerra significhi allargare al massimo la partecipazione che non
viene certamente favorita da un linguaggio tracotante.
Don Albino Bizzotto
Presidente associazione Beati i Costruttori di Pace


Risponde ad Albino Bizzotto  Curzio di Soccorsopopolare  e Venetocontroguerra aderente all’Internationalanswer il 1 febbraio

 


Caro don Albino,
sono Curzio Bettio di Soccorso Popolare di Padova, aderente a "Veneto contro
la guerra", l'organizzazione che ha costruito la manifestazione a Vicenza,
il 18 gennaio 2003.
Sono stato sorpreso dai contenuti e dai toni della tua e-mail inviata a
"no alla guerra".
Se ti ricordi, personalmente ti ho contattato, proprio sulla scorta del
fatto che i B.C.P. avevano dato l'adesione alla manifestazione di Vicenza,
strutturata in un tutto unico: assemblea mattutina, presidio davanti alla
Caserma Ederle, assemblea popolare in Piazza, dove anche tu hai preso la
parola!
Sono venuto nella tua sede con quel manifesto specifico, e ti ho illustrato
la nostra intenzione di costruire un analogo percorso a Padova, visto che
in questa nostra città sembra che nessuno voglia pubblicamente muoversi
prima dello scoppio del conflitto, se non con la sola esposizione di bandiere
della Pace.
Mi sembrava che tu fossi stato consenziente a dare l'adesione per indire
una pubblica assemblea, allargata a tutti, al di là di ogni differenza religiosa,
etnica, ideologica, sociale. Alla fine si trattava solo di un'assemblea
aperta a tutti per discutere  le varie modalità di azioni efficaci per fare
sentire alto il "no alla guerra!". Mi annunciavi il proposito che avresti
cercato riscontri nel merito e mi incoraggiavi nell'iniziativa; lunedì scorso,
nella sede di Radio Cooperativa mi dichiaravi che non ne avevi ricevuto
alcuno. Da tutto ciò avevo derivato la convinzione della tua adesione e
dei B.C.P. all'assemblea, se non formalmente, almeno in modo effettivo.
Questo è stato un mio grossolano errore di valutazione, e per questo me
ne dolgo e me ne scuso con te e con i B.C.P..
Ma non comprendo il tuo dito puntatoci contro per il nostro linguaggio "tracotante",
per
l' antiamericanismo viscerale che tu hai riscontrato nel contenuto del documento-invito
alla partecipazione assembleare. Inoltre ci accusi di essere non propensi
ad allargare al massimo la partecipazione contro la guerra, quasi di praticare
la violenza quando ti distingui affermando che i B.C.P. hanno scelto la
nonviolenza e il rifiuto dell'ideologia del nemico.
Io ho analizzato con cura il manifestino-invito e la locandina eventuale
da affiggere, e non vi ho trovato nulla di tutto quello che ci imputi.
Penso di essere in grado di analizzare il significato delle parole. Ora,
tanti ti abbiamo sentito affermare alla radio che Bush è "un criminale"!
Mi sembra che semanticamente questo sia un termine che va oltre la tracotanza,
sicuramente è di chiara matrice antiamericana (tutti si fa la distinzione
fra governo USA e popolo USA), abbastanza violento, certamente non pacifista
e non "opportuno per allargare i consensi contro la guerra". Un tranquillo
cittadino ben pensante, a sentire queste tue affermazioni, forse si potrebbe
scandalizzare! E così, forse, si allarga il consenso popolare contro la
guerra!
Tu stesso hai invitato i cittadini a farsi promotori di cambiamento, sviluppando
iniziative con creatività e fantasia. Bene! Noi ti abbiamo preso in parola
e abbiamo allargato a tutti l'invito a organizzare insieme l'impegno contro
la guerra, contro ogni guerra. Evidentemente ci siamo sbagliati, non era
opportuno a Padova rendere visibile, chiaro, partecipato il nostro percorso,
come a Vicenza; è molto meglio rinchiudersi negli ovili dei Socialforum,
assieme a soggetti, questi sì, praticanti forme di violenza alla ricerca
della pura visibilità, che sono convinti che la Nato sia una confraternita
per "guerre umanitarie", e che votano compatti o danno il loro appoggio
all'invio degli "Alpini" in Afganistan, per conservare una pace che non
c'è, ma solo come succedanei alle forze armate che si apprestano al trasferimento
in un altro teatro di guerra, l'Iraq.
Comunque non ho intenzione di polemizzare sulla tua scelta legittima. Spero
che tu voglia dare credito alla mia buona fede se ho pensato preventivamente
e indebitamente ad una tua adesione, e sicuramente in seguito cercherò di
non crearti imbarazzi, coinvolgendoti in manifestazioni pubbliche contro
la guerra, assieme magari a tanti che si oppongono a questa, ma che non
sono legittimati istituzionalmente a farlo.
In cordialità ti auguro un buon lavoro!
Curzio

 

Da il portale di vicenza.com 31 gennaio

Il nostro Portale Internet vicenza.com (http://www.vicenza.com) ha il piacere di informarLa che abbiamo segnalato l'argomento in oggetto, che ci auguriamo di suo interesse, dedicandogli un'apposito spazio all'indirizzo medesimo, in primo piano sulla nostra Homepage.

 

Dal uebmaster de Gamma cinque Sergio Bortolami

giro la mail a franco carraro e a claudio nalesso (presidente cooperativa)...

 

Sergio Bortolami
 uebamster gamma cinque

 

Noallaguerra aveva scritto a gamma5

vojaltri de Gamma scumisiè a vardàre sora Istrana!!!  Passa i bechèri americani , i b52, i mejo bechèri del mondo. I va a Bagdad a fare quei lavorèti che i trevisani conosse cussì ben!!! I mericani i li ga spostai dai USA all'Inghilterra e da là i vien zo. Da Istrana martino e Berluska i ghe ga da el permesso che se leva le cisterne volanti che ghe mermette de rifornirli in volo.  

 

Ve mandemo el boletin de anquo 29 genàro. Tegnì nota de l'assemblea de Padova del 6 genàro ore 21 formace carotta sacra famiglia....

ma l'importante xe de scumissiare a fare coclcossa TUTTI contro la guerra e dovunque, in strada, in casa , a scuola, su posti de lavoro, in ospeal,  ai semafori...dapartuto.......

 

ECO QUA DOVE CHE I XE RIVAI  (ALTRO CHE L'ALTRO MONDO POSSIBILE...L'ONU I DIRITTI...I PARLA DE 500.000 MILA MORTI SOLO CHE NEI PRIMIO GIORNI..I PARLA DE USARE LE ATOMICHE...NO SEMO MAI STAI CUSI' INDRIO...BEI RISULTATI DAVERO....

 

 

 Ed ha risposto al ue maestro de gammasinque

Caro ue-maestro de gamma sinque,

                                                   de sti tempi tempestosi tanti se dise contro la guera e tanti méte bandiere a le finestre. ma se pol stare solo a la finestra?? o no bisognarìa fare calcossa de più visibile? xe parqueo che gavemo vossuo manifestare, prima che la guera scumissia, e semo ‘ndai davanti alla sede dei bechèri mericani de Vicensa e gavemo intension de fare lo stesso a Padova a Venessia a Roma e in tante altre parti ef ar tante altre robe, un vero e propio movimento dea zente. Se no se move adesso contro la guerra, tuto el resto, tutto el resto de la vita a cossa xe servìo?

 

Adesso se vede chi che xe veramente contro la guerra e  el centro de la guerra, i interessi  americani. Ma ghe vol el corajo de scelte nete in cui no pesa opportunismi personaìi o de organisassion, in cui se xe capaci de passare avanti ae simpatie. Metterse decisamente contro la guerra come zente adesso no xe de moda: i te etichetta subito da violento e antiamericano.

 

Ma xe adesso che se decide, che se mostra queo che se vale veramente. Xe adesso l'esame finale par tutta  'na generassion.

Ora da na parte ghe xe na serie de venduti come De Michelis, Bordon e tanti altri che predica apertamente par i americani. Ma dall'altra ghe xe anca quei che frena, che divide chi che xe contro la guerra co un criterio o co l'altro e cussì se frena la protesta.  Ve mandemo  'na dissociassion dal nostro tentativo de mettere im movimento la zente. Xe evidente che tutta l'area dei partiti no vo'e movimento. Poìe darsi che ancora 'na volta i riessa come no. Dipende anca da'e scelte de ognuno de noialtri. anca da'e vostre.

xe adesso adesso el momento de scegliere e de vegnere fora...o metterse co tutti quei che no vo'e la guerra e camminare assieme e tornare più grandi de quando mai el movimento xe stà...oppure ..per vari motivi  mettere la testa sotto la sabbia e fare come tanti..o contentarse de stare a la finestra e  lassare i bombardieri americani massacrare...

 

ma allora parchè avere fatto le marce comiso, Vicensa el cermis e tutto el resto??? jera tutto sbaglià??

o invese nol jera anca massa giusto??

 

varda Arafat el podeva ndare all'estero co un cacco de schei e vivere i so ultimi anni tranquillo...e invese el ga fatto la so scelta e lu el resterà sempre nel cuore de la so zente...la stessa scelta se pone anca a gamma.. co le dovute proporsion...se gamma vo'e se pone a la testa de un gran movimento che assarà el segno..ma se invese domina altre considerassion o sentimenti de gamma no restarà traccia...

 

ve mandemo un esempio de come le forze se stà disponendo...a un offerta de mobilitasion unitaria de tuti quei che xe contro la guerra ecco una risposta esemplare...e cussì ndemo indrio come i gambari, e cussì vinsarà sempre i petrolieri...

 

ciao uebmaster 

 

 

 

 

 

Adesione di Elisa di Rimini 1 febbraio


Salve , sono una studentessa del liceo A. Serpieri di Rimini; vi volevo informare che il nostro istituto è con voi e che lunedì 3 febbraio autogestiremo in segno di protesta!!!

Cordiali saluti

                                                                 Elisa

 

Pecora Nera e gli antimilitaristi libertari di Verona 1 febbraio

Ti invio con questo msg. , se sei d'accordo, varie notizie, oltre che dal Veneto, anche da altre situazioni italiane che fanno iniziative contro la guerra. Io le pubblichero' da oggi sulle pagine del nostro sito (appropo' visitale c'e' anche l'iniziativa di Padova della prox settimana e di Vicenza).
CIAO!


_Adesione di  Elena Katarzyna e Sandro Benettazzo   2  febbraio

 

No alla guerra perche c'e ancora troppa fame nel mondo, di giustizia,
onestà, rispetto, amicizia amore !!
No alla guerra adesso, dopo e sempre !!!

Elena, Katarzyna, Sandro Benetazzo
via dante, 12
35024 Bovolenta-pd_________________________________________________________________
 

 

Dal Comitato Veneto Palestina 2 febbraio

Riceviamo e inoltriamo l’appello per l’assemblea dei giovedì

 

Da Milena insegnante 2 febbraio

 

nell'Istituto comprensivo dove lavoro (abano), sto  cercando di contattare tutti gli insegnanti contro la guerra. Per ora siamo solo in due ma abbiamo appena iniziato.

Ti allego la lettera che da lunedì faremo girare tra i colleghi...speriamo di essere in tanti !!!

Milena

 

APPELLO  A TUTTI  GLI   INSEGNANTI

 

L’ Italia si prepara ad entrare in guerra contro l’Iraq, ci dicono, “per capovolgere un regime…” ma, di fatto, questa guerra colpirà solo la popolazione civile innocente e potrebbe avere ripercussioni molto gravi anche qui da noi.

Se la guerra avrà inizio, sono previste mezzo milione di vittime già nelle prime settimane di battaglia tra la popolazione civile irachena

 

La guerra preventiva non rientra nei canoni di una guerra giusta (ammesso che ne esista una !)

 

 

Noi, un gruppo di insegnanti dell’Istituto comprensivo di Abano Terme,  sentiamo il dovere  di testimoniare il nostro dissenso verso questo massacro.

 

Noi  gridiamo con forza

 

          NO ALLA GUERRA

 

e proponiamo la nascita di un coordinamento di insegnanti

dell’Istituto che si attivino per fare qualcosa per impedire che si consumi questo ennesimo crimine contro l’umanità.

 

Proponiamo un incontro  fra tutti coloro che vorranno partecipare al coordinamento

 

Dal “Grilloparlante” di Verona – Amedeo Tosi 2 febbraio

Una delegazione, coordinata dall¹associazione «Un ponte per...» , composta di circa 30 persone: parlamentari, rappresentanti di varie associazioni (Pax Christi, Beati i costruttori di pace, Libera, Intersos, Social Forum Coordinamento Comasco per la Pace e altri), e giornalisti si è recata in Iraq nei primi giorni di dicembre 2002. Mentre la delegazione il 5 dicembre rientra in Italia, don Fabio Corazzina e don Renato Sacco di Pax Christi si fermano in Iraq ancora alcuni giorni, per incontrare le persone e portare solidarietà anche alle comunità cristiane locali. Nel video sono riportate interviste e incontri realizzati a Baghdad, a Mosul e a Bassora. Mentre si parla quasi solo di Saddam e di Bush, dei dollari e del petrolio, questo video vuole essere un piccolo aiuto per guardare invece alle persone che vivono in Iraq. Persone concrete, incontrate e abbracciate. Persone che hanno dei nomi e dei volti. Videocassetta distribuita come contributo per momenti di incontro e di riflessione, senza nessuna presunzione di completezza. Durata video: 30¹ (immagini di Renato Sacco) Chi fosse interessato ad avere la Videocassetta può rivolgersi a: Segreteria Nazionale Pax Christi V. Quintole per le Rose, 131  - 50029 Tavarnuzze  - (Fi) Tel.: 055/2020375 

 

Dall’Olanda hdtollenaere-

Anche il Sudafrica l’ANC tutta manifesterà il 15 contro la guerra

source: home page African National Congress (South Africa)
Iraq crisis
Join the campaign against war

The ANC has joined a South African campaign against the threatened war on
Iraq. Being organised under the banners of the 'Stop the War Campaign' and
'Anti-War Coalition', the campaign will culminate in actions on 15 and 19
February in the country's main centres.
All ANC structures, members, supporters and allies are being mobilised to
participate in these actions. The campaign will see South Africans joining
with millions of people in both the developed and developing worlds to add
their voice to the call for peace and against threatened unilateral
military action against Iraq.
This follows continued threats by the United States government to wage war
against Iraq, even if it means defying the members of the United Nations
and its Security Council. On Monday this week, UN weapons inspectors
reported on progress in verifying the dismantling of any weapons of mass
destruction which Iraq may possess or have possessed. The report clearly
indicated that more time needed to be devoted to this important task - and
that in terms of existing UN Security Council resolutions, no grounds
currently existed for resort to military force.
On Saturday 15 February, which is the day of global action against the war,
the main event will be in Cape Town. A march will leave Kaizergracht Street
for the US Consulate at 10.00. Stop the War campaigners will also be
gathering at the Library Gardens in Johannesburg at 10.00, and at venues in
other centres.
This will coincide with events scheduled to take place in Amsterdam,
Antwerp, Athens, Bangkok, Barcelona, Belfast, Berlin, Berne, Brussels,
Budapest, Cairo, Copenhagen, Dublin, Glascow, Helsinki, Istanbul, London,
Lisbon, Manila, New York, Oslo, Paris, Prague, Ramallah, Rome, San
Francisco, Skopje, Stockholm, Tallinn, Tokyo, Toronto, Vienna and Warsaw.
On Wednesday 19 February there will be an anti-war protest in Pretoria
which will go to the United States Embassy.
Throughout this period, South Africans will be called on to show their
opposition to the war by wearing blue 'peace' ribbons. These ribbons
symbolise opposition to war as a means to resolve international disputes
and support for development through peace.
The ANC's support for this campaign has its roots in its own history and
policies. On the question of international relations, the Freedom Charter,
the bedrock of ANC policy over decades, says 'There Shall be Peace and
Friendship'.
It says: "South Africa shall strive to maintain world peace and the
settlement of all international disputes by negotiation - not war". Since
its inception, therefore, the movement has been committed to the resolution
of all disputes by peaceful means.
A US-led attack on Iraq would have dire consequences not only for the
people of Iraq, but for much of the world. At a time when the nations of
the world are united in their commitment to eradicate the scourge of
terrorism, a war against Iraq would undermine that effort and create a
situation that itself threatens international peace and security. It would
create instability both in the Middle East and elsewhere in the world.
There are fears that it would postpone further the resolution of the
long-standing Israeli-Palestinian conflict, a delay which would be at great
cost to both Israelis and Palestinians.
Instead of making the world a safer place, as the US government claims, a
war on Iraq would only make the global security situation more unstable and
treacherous.
A war would mean greater loss of life and suffering among Iraqi people, who
have already endured great suffering as a result of punitive sanctions
against the country. A people who pose no threat to the world or the
security of the United States should not be subjected to the kind of
suffering an attack would bring.
A war would also have a profound effect on the poor countries of the world,
particularly in Africa, which would set back development and progress years
and perhaps even decades.
As happened during the Middle East crisis of the early 1970s, a war in Iraq
would lead to an escalation in the price of oil. Together with related
negative economic consequences, the war would condemn the African continent
to a deep economic crisis. It would put paid to all the high hopes raised
by the New Partnership for Africa's Development (NEPAD) and the promise
brought about by the formation of the African Union.
Already we have seen the cause of Africa's development relegated to the
bottom of the agenda at the recent World Economic Forum in Davos,
Switzerland. War in Iraq means that the peoples of Africa and many other
developing countries would be subject to even further impoverishment at a
moment when there seemed to be growing global consensus on an agenda to
promote sustainable economic growth and social development in these countries.
War in Iraq would have a negative impact on the people of South Africa, the
people of Africa and many other peoples across the world. They have a
direct interest in ensuring that war is avoided, and that the issue of
Iraq's weapons of mass destruction is resolved peacefully.
The ANC's approach to weapons of mass destruction is also informed by our
history and our policy over several decades. Following the Second World
War, and from the onset of the arms race, the movement has maintained a
principled opposition to such weapons - and nuclear weapons in particular.
This commitment is not merely theoretical. It is now a matter of historical
record that South Africa was the first and only country to of its own
accord implement a comprehensive programme to destroy the nuclear weapons
developed under the apartheid regime.
Iraq must do the same, destroying all weapons of mass destruction which it
may possess. For this reason, the ANC supports efforts undertaken by the
United Nations to verify the destruction of these weapons, and has directly
urged the Iraqi authorities to comply.
In this process, the world should seek nuclear, biological and chemical
weapon disarmament from all the countries that possess such weapons. The
United States, for example, has the largest nuclear arsenal in the world.
The Israeli government, which stands in brazen violation of numerous UN
resolutions, is know to have a nuclear arsenal and other weapons of mass
destruction. If the world is serious about removing weapons of mass
destruction from the face of the earth, it needs to make sure that this is
done in a systematic and even-handed manner.
In dealing with disarmament, in tackling terrorism and in all other matters
of international importance, the principle of multilaterism needs to guide
all actions. Unilateral action, by one or two powerful countries, in the
face of opposition from most of the world will not provide lasting
solutions to problems.
Countries of the world have agreed to act together, multi-laterally, in
forums such as the United Nations. Part of this campaign must look at
strengthening multilateralism, democratising institutions like the UN and
its Security Council, and seeking to put in place a world order where the
powerful do not dictate to the rest of the world.
To achieve these goals, the campaign in South Africa is seeking to bring
together the broadest possible range of South African people and
organisations to unite in action against war in Iraq. The campaign has
already brought together a diverse range of groupings and formations with a
common aim to educate and conscientise South Africans on the problems
facing the world and their impact on our country and the African continent.
This effort needs to become part of a longer term South African movement
for peace and international human solidarity.
As the ANC, we will lend our support and our weight to these efforts to
build a broad front against the war, and are making a strong call to all
South Africans - for the sake of our continent and our world - to do the same.

Adesione della Associazione Nazionale Genitori dei Soldati di Leva

 

Amalia Trolio ci comunica l'adesione della A.N.Ge.So.L e sua personale.

 

 

Adesione della Delegazione veneta della Mezzaluna Palestinese

Jamil ci comunica l'adesione della Delegazione della mezzaluna Palestinese

 

Adesione dell'associazione di cultura e amicizia italo-palestinese Al Quds

L'avvocato Paolo Francesco Brunello ci comunica l'adesione convinta dell'associazione Al Quds