NO AL MURO DELLA VERGOGNA!
Il 9 novembre del 1989 cadeva il muro di Berlino. Nel novembre del 2003 un altro muro sta sorgendo in Palestina, nei territori occupati nel 1967, ad opera del governo israeliano di Sharon. Il muro dell’apartheid si prospetta come il più grande furto di terre dal 1967 in poi. Una volta completato, avrà una lunghezza di 650 chilometri e permetterà ad Israele di controllare definitivamente più di metà della Cisgiordania. Ogni soluzione negoziata del conflitto israelo-palestinese sarà quindi impossibile.
Questa costruzione (che gli israeliani chiamano “barriera di sicurezza”)connette tra di loro e con Israele la stragrande maggioranza delle colonie ebraiche (illegali per la Convenzione di Ginevra e la comunità internazionale) che saranno così annesse definitivamente allo stato ebraico con buona metà delle terre palestinesi della Cisgiordania e la gran parte delle fonti d’acqua della regione. Un altro muro è poi previsto nella valle del Giordano, con l’obiettivo di tagliare fuori i palestinesi dalle terre fertili, che verranno annesse anch’esse ad Israele.
La vita dentro il muro sarà impossibile. Impossibile per il popolo palestinese coltivare le sue terre rimaste al di fuori del muro, impossibile usare l’acqua, recarsi a scuola, negli ospedali dei centri maggiori.
I primi 150 chilometri del muro sono già completati e migliaia di palestinesi sono già imprigionati in vere e proprie riserve, circondati da muri e con una sola porta di entrata e uscita per ogni città e villaggio, porta che viene aperta o meno secondo l’umore dei soldati.
Si calcola che circa 80.000 palestinesi perderanno ogni forma di sostentamento, dal momento che le loro terre sono rimaste al di là del muro e che altri 30.000, che abitano i 13 villaggi ad ovest del muro, non potranno più muoversi dalle loro “riserve”.
In tal modo non solo verrà annesso ad Israele circa il 60% della Cisgiordania, ma verrà realizzata una vera e propria pulizia etnica ai danni di un numero di palestinesi compreso tra i 90.000 e i 200.000, che saranno costretti ad andarsene per poter sopravvivere.
In tal modo emerge chiaramente che l’obiettivo del muro non è certo la” sicurezza” di Israele ( raggiungibile solo con una giusta pace tra i due popoli ) ma l’annessione allo stato ebraico della “maggior parte di terre con il minimo di arabi”.
Eppure di fronte a questo vero e proprio tentativo di distruzione dell’esistenza del popolo palestinese le reazioni internazionali e nazionali sono praticamente inesistenti.
Per questa ragione un vasto arco di forze politiche e sociali del nostro paese, raccogliendo l’invito proveniente dalla Palestina per una mobilitazione internazionale, ha promosso una manifestazione nazionale a Roma il prossimo 8 novembre, contro il muro della vergogna, contro l’occupazione israeliana, a sostegno del diritto inalienabile del popolo palestinese alla vita, alla terra, alla libertà.
CHIEDIAMO A TUTTI COLORO CHE CREDONO IN UNA PACE GIUSTA IN MEDIORIENTE DI DIRE NO AL MURO , NO ALL’OCCUPAZIONE ISRAELIANA, NO ALLA GUERRA PERMANENTE DI BUSH E SHARON CONTRO GLI STATI E I POPOLI DEL MEDIORIENTE, NO ALLA PARTECIPAZIONE ITALIANA ALL’OCCUPAZIONE USA DELL’IRAQ
PARTECIPIAMO ALL’INIZIATIVA IN PIAZZA GARIBALDI IL 26 OTTOBRE DALLE ORE 14.00 A BASSANO
PARTECIPIAMO ALLA MANIFESTAZIONE DELL’8 NOVEMBRE A ROMA
Forum Palestina – Mir Sada – Comitato Palestina- Ass. Pungilaluna- Ass.Citabamba