Rave-bollettino/6 -13 gennaio 2003
Vicenza Camp Ederle Contro la guerra
Adesioni,
Corrispondenza, Documenti

vignetta
inviataci da lorella.trevani
da
un messaggio di adesione arrivatoci:
Anch'io aderisco alla manifestazione contro la
guerra del 18 gennaio ricordo al sindaco uscente che siamo ormai
prossimi alle elezioni amministrative e al Giornale di Vicenza che in
occasione dell'ultima manifestazione per la pace non ha dedicato nemmeno una
riga a queste iniziative.
Chiedo maggiore attenzione alla voglia di pace
che anima buona parte della società civile.
Marangoni Mauro, Marangoni Margherita
SOMMARIO
1) Campo Antimperialista Da Il re è vestito
2) Da Maria Mc Gavignan Ispettori della Pace in marcia verso
Beveren
3) Il Forum Sociale di Montecchio Maggiore aderisce (da
Maurizio Giac.)
4) Leiden Olanda Manifestazione per il 18 gennaio
(hdtollenaere)
5) La nonviolenza è in Cammino –Notiziario 475 –
6) Paolo Michelotto Siete grandiosi e non lo sapevate
7) Antonella Mendo una in più
8) Pierpaolo Benetton adesione
9) Scambio di saluti tra aderenti al 18
10) E’ arrivata da
Parigi la cassetta del film L’Irak da
una guerra all’altra cesco@freesurf.fr
11) Adesione Unicomondo Santorso
12) Mumia Abu Jamal
(pantera nera da trent’ani nel braccio della morte): Free the five! Liberate i cinque cubani
13) Adesione Rete dei
Comunisti Radio Città Aperta Sergio
Carraio
14) Contro la sentenza di Milano contro Elio e Antonio - sempre
da Radio Città aperta
15) Adesione Lavoratori Autorganizzati di Trento (da Collettivo
Gramsci)
16) Da Nora Rodriguez
Arciragazzi riadesione
17) Napoli
manifestazione il 18 contro la guerra ed il razzismo (da mutante)
18) Questa volta le
streghe si chiamano Cobas (Comitato carlos Fonseca-Roma)
19) Adesione della Sezione Pietro Tresso ( segretario Ezio
Simini)
20) Da campo
Antimperialista e risposta
21) Adesioni alle ore 13,54 da Cristina
22) Gocce di Giustizia, Facondo, Ass.Giovanni XXIII, Circolo di
Vicenza dell’Italia dei valori
23) Adesione Poeti per
la Pace di Padova
24) Da Galvano Christian
Associazione Giovanni XXIII
25) Dal Grilloparlante :
Iraq e non Irak
26) Adesione di
AltraVicenza.it
27) Adesione degli
studenti di Laboratoriozero (Martina)
28) Associazione per la
Pace Donne in Nero di Schio (da Odilla del Santo)
29) Firenze Assemblea
con Simona
30) Aderice bicicontrog8
( Davide Giacomo) il 18 biciclettata contro la guerra e attorno alla caserma
31) Cuba Vicenza
Volantino per il 18 (Da Raniero)
32) Adesione Davide
Piccolo
33) Lorella Trevani invia la vignetta di copertina
34) Adesioni Giovanni
Dal Santo e Nibaletti Rosanna di rugliano
35) Riccardo Alfonso segnala
pubblicazione notiziario su www.fisest.net
36) Adesioni alle
19,34 Cris.
37) Adesione Circolo PRC
di Chirignago Venezia
38) Adesione di Mauro
Maragoni: maggiore attenzione alla voglia di pace della maggioranza della popolazione
39) Adesione di
Margherita Marangoni
40) Adesione del Movimento U.N.A.(Uomo Natura Ambiente) e della
Lega dei Diritti dei popoli – Elena barbieri e Gianni Sartori
41) Solidarietà
militante cpo Gramigna
42) Conferenze stampa di Vicenza e Padova il 15 e 16 gennaio
43) L’Azione cattolica
c’è (Portinari)
1) Campo antimperialista
Notiziario del 12 gennaio
Il
Forum Sociale Europeo di Firenze adotto' la proposta di fare del 15 febbraio
una giornata europea contro la guerra. Noi ci saremo. Tuttavia il 15 febbraio
la guerra sara' forse gia' iniziata e le armate di Bush staranno marciando su
Bagdad. E' necessario muoversi prima, allo scopo di tentare di fermare la
macchina bellica. Per questo come Campo abbiamo aderito alla giornata di azione
del 18 gennaio promossa dalla coalizione nordamericana ANSWER. In pochi lo
abbiamo fatto. Il Movimento sembra essere in letargo in un momento decisivo. Ci
rivolgiamo anche ai pacifisti che seguono Gino Strada e che pare vogliano
limitarsi a chiedere che l'Italia sia fuori dalla guerra. A parte il fatto che
la partecipazione italiana all'attacco sarebbe del tutto secondaria; come si
pensa di impedire al governo Berlusconi di trascinare l'Italia in guerra se non
si scende in piazza prima possibile?
A parte pochissimi social forum, due sole sono la mobilitazioni a carattere
regionale annunciate: quella in Veneto e quella in Umbria.
promuove UMBRIA CONTRO LA
GUERRA
- difendiamo il diritto del popolo iracheno ad
opporsi alla tirannia U.S.A.
- chiediamo che l'ONU non dia l'avallo all'attacco e ponga fine all'embargo in
Iraq
- vogliamo il ritiro delle truppe e delle flotte USA dal Golfo e dal Medio
Oriente
- siamo per la vittoria dell'Intifada e la liberazione della Palestina
- rifiutiamo di inviare gli Alpini in Afganistan
- impediamo al governo Berlusconi di trascinare l'Italia nella guerra
- esigiamo che il Consiglio Regionale dell'Umbria si esprima subito contro
l'aggressione all'Iraq
Promuove UMBRIA CONTRO LA GUERRA
-ore 10 assemblea in Via Maurisio - Ca Balbi con la presenza di vari
relatori per discutere assieme e confrontarsi sulla tematica della guerra
-ore 14 inizio presidio davanti Caserma Ederle in Viale della Pace
con microfono aperto per gli interventi
-alle ore 16 circa inizio corteo verso piazza dei Signori
-alle ore 17 circa arrivo in Piazza dei Signori per 'Vicenza contro la guerra'
con banchetti, musica, giochi per bambini, interventi dal palco.
Per adesioni alla manifestazione di Vicenza: noallaguerra@libero.it
La
brigata di solidarietà organizzata dal Campo era composta da una cinquantina di
persone in rappresentanza di organizzazioni dei seguenti paesi: Austria,
Italia, Germania, Sardegna, Palestina, Turchia, Giappone ed è stata invitata in
Iraq dalla ONG ³Organizazion of friendship, peace and solidarity².
La brigata ha avuto incontri con i rappresentanti della ONG, con il ministro
degli esteri Naji Sabri (che molto raramente riceve delegazioni che non siano
ministeriali), con il vice presidente Tareq Aziz, con il ministro della
gioventù e dello sport e con l¹Imam della moschea Shiita di Al Najaf, cittadina
situata a circa 150 Km a sud di Baghdad nella no fly zone meridionale. Inoltre
ha visitato il centro e l¹ospedale pediatrico di Saddam City (municipalità
posta nelle immediate vicinanze della capitale), il suq e il centro di Baghdad,
il centro storico, l¹ospedale pediatrico e la periferia di Bassora, lo
Shatt Al Arab (punto di incontro fra Tigri ed Eufrate) nonché le zone rurali
circostanti questa importante città del sud. Al di là degli incontri ufficiali
la delegazione ha potuto scambiare ³quattro chiacchiere² con la gente comune,
incontrata appunto nei suq, nelle periferie e nelle campagne. Sono evidenti i
segni dell¹embargo, soprattutto al di fuori dei centri urbani. Il settore della
sanità è quello più colpito, in quanto sconta la scarsità di medicinali ed
apparecchiature, la crescita esponenziale di tumori del sangue e di
malformazioni congenite multiple (a causa dell¹uranio impoverito) e
l¹esclusione dai circuiti della ricerca e delle pubblicazioni e quindi da ogni
possibilità di aggiornamento. La situazione è particolarmente grave nel sud del
paese, provato anche da bombardamenti ormai pressoché continui. E tuttavia c¹è
un po¹ ovunque il desiderio di ³tirarsi su² in qualche modo.
Il due gennaio la brigata ha tenuto una manifestazione di protesta davanti al
quartier generale dell¹ONU a Baghdad, insieme ad una altra delegazione composta
da spagnoli, catalani e baschi; tale iniziativa ha avuto una gran risonanza
mediatica. I manifestanti hanno presentato una petizione per l¹immediata
cessazione dell¹embargo, per la immediata interruzione dei frenetici
preparativi bellici degli USA ed affinché l¹ONU non presti nessun avvallo ad
una guerra che, sotto il pretesto dell¹eliminazione delle armi di distruzione
di massa, mira in realtà a porre sotto il controllo imperialista e sionista una
regione di importanza strategica al fine di sfruttarne le risorse e la
popolazione a vantaggio di ristrette elites occidentali, in nome della
democrazia e del libero mercato, e cioè del capitalismo. E¹ degno di nota il fatto
che i funzionari ONU si sono limitati a ricevere il testo della petizione
rifiutando decisamente un colloquio con una sia pur ristretta rappresentanza
dei manifestanti, nonché il fatto che ci hanno invitato in malo modo,
addirittura spintonandoci, a collocarci in modo da non ostruire l¹uscita degli
autoveicoli. Eppure nessuno aveva manifestato l¹intenzione di bloccare
volutamente e prepotentemente l¹uscita.
Da tutti gli incontri e i colloqui, ufficiali e non, è emersa la chiara
consapevolezza della pretestuosità delle ragioni addotte a sostegno
dell¹aggressione e delle sue autentiche ragioni, nonché la diffusa sensazione
dell¹inevitabilità e dell¹imminenza del nuovo attacco, a prescindere da quelle
che saranno le conclusioni delle ispezioni. Tutto ciò non impedisce comunque la
prosecuzione della vita secondo ritmi e scadenze che potremo definire
quotidiani ed ordinari, ovviamente nell¹ambito consentito dalle difficoltà
provocate dall¹embargo e dai bombardamenti: le scuole funzionano regolarmente, la
gente si muove fra strade, negozi, suq ed uffici, il traffico nelle città è
abbastanza sostenuto; né ci sono segni evidenti di una militarizzazione
straordinaria. E¹ poi diffuso lo stupore per l¹atteggiamento tenuto dalla
comunità internazionale nei confronti degli USA, sul cui sfondo c¹è una residua
speranza verso le posizioni che assumeranno i paesi arabi, alcuni paesi europei
e perfino l¹ONU, speranza dettata dalla constatazione che le mire egemoniche
statunitensi sono fin troppo lampanti e in qualche modo devono preoccupare
tutti i paesi, non solo l¹Iraq e il mondo arabo.
La brigata è stata sempre ben accolta anche al di fuori delle scadenze e degli
ambienti ufficiali; nonostante la difficoltà della situazione e la paura per un
futuro di guerra e conseguenti ulteriori sofferenze sempre più vicino, la
solidarietà dei movimenti occidentali contro la guerra, in particolar modo
quella anche antimperialista, fa sentire il paese e il popolo molto meno solo.
Tutti conoscono la grande manifestazione del 9 novembre a Firenze e ne
ricordano le immagini con gioia; tutti ci hanno invitato a ³non mollare² perché
se le nostre pressioni non potranno fermare la guerra imperialista
consentiranno almeno di far conoscere la realtà dei fatti ad un grande numero
di persone, sottraendo almeno parte dell¹opinione pubblica occidentale alla
propaganda mistificatrice esercitata dai media asserviti all¹imperialismo ed al
capitalismo.
2)da Maria Mc Gavignan:
Ispettori della pace in marcia verso BEVEREN (Belgio)
Communiqué de
presse STOP USA et SOS-Irak
Dimanche 12 janvier, 12 heures
Inspecteurs de la paix en route vers Beveren
Le lundi 13 janvier 2003 à 17 heures les inspecteurs de paix qui ont
visité
l'Irak en avril 2002 rendront une visite annoncée à l'Hotel Beveren,
Gentse
steenweg 280 à Beveren-Waas.
Selon des sources bien informées il y aurait 40 et bientot 800 militaires
américains qui y sont logés et qui fomentent des plans d'invasion et
d'occupation d'un pays souverain du Moyen-Orient. Ils auraient des liens
avec l'organisation terroriste internationale OTAN et seraient guidés par
le lobby pétro-armurier Bush-Pentagon.
Ils seraient en charge de l'accueil et de l'expedition vers le Moyen-Orient
d'un transport clandestin de 500 trucks militaires dans le port d'Anvers,
qui arriveraient dans les prochains jours de Vilseck (Allemagne).
Le gouvernement belge se dit d'abord "pas au courant", puis
"tenu par des
engagements normaux dans le cadre de l'OTAN" et va finalement engager
l'armée pour assurer un passage sûr aux armes de destruction massives.
Les inspecteurs de paix appellent à être present le lundi 13 janvier à
17
heures devant l'hotel Beveren pour donner du poids à l'inspection. Ils
appellent egalement à manifester contre la guerre, contre les
transports
d'armes, contre la complicité du gouvernement belge, le dimanche 19
janvier
à Bruxelles (14 h, gare du Nord), organisée par la coordination STOP
USA.
STOP United States of Aggression, www.stopusa.be, info@stopusa.be
SOS-Irak, www.irak.be, info@sosirak.be
Inspecteurs de la paix : Michel Collon, Dirk Adriaensens, Luk Brusselaers
3)da Maurizio giac
Il Forum Sociale di Montecchio Maggiore aderisce all'iniziativa contro la guerra prevista per il 18 gennaio a Camp Ederle.
44)
Leiden Olanda 18 gennaio answer
Manifestazione
contro la guerra e per M.L.King
On Saturday 18 January 2003,
Dr Martin Luther King will be remembered with a demonstration for peace, civil
rights, and anti racism, in Leiden, The Netherlands.
This will be in
solidarity with all people in the world who remember Dr King. There will also
be a call to support the decision by the European Social Forum, 6-10 November
2002 in Florence, for an all Europe day of action for peace for the people of
Iraq on Saturday 15 February, with demonstrations in all capitals of European countries
(including on the Dam, Amsterdam, 1 pm).
We
will also remember the victims of the January 1991 Gulf War.
Speakers will include Ms Lineke Schakenbos, of Vrouwen voor Vrede (Women for
Peace), who was in Iraq herself with a peace delegation.
There will also be a phone connection with people demonstrating at the same
time in Rotterdam, and at Volkel military air base in the South of The
Netherlands, where peace inspectors will look on that very 18 January for
weapons of mass destruction: US nuclear warheads hidden there (though
officially the government does not admit they are there).
The
demonstration starts 2 pm, Stadhuisplein, Leiden. This is a demonstration of the local Anti War Committee, jointly with
the local Moroccan Union Moultaqa.
18
January is a worldwide day to remember Dr Martin Luther King and of peace
action. See sites like: http://www.kingraleigh.org/natlevent/body.cfm and on the
big demonstration that day in Washington, DC, USA: http://www.internationalanswer.org
5) La Nonviolenza è in cammino notiziario
475
Numero 475 del 13 gennaio 2003
Sommario di questo numero:
1. Contrastare la guerra operativamente: con la nonviolenza dei forti
2. Severino Vardacampi, quattro azioni e una premessa
3. Peppe Sini, un'azione diretta nonviolenta per impedire i decolli dei
bombardieri
4. Per l'azione diretta nonviolenta delle mongolfiere della pace (alcuni
materiali gia' diffusi nel 1999)
5. Mao Valpiana, squadrismo fascista in diretta tv
6. Maria Concetta Sala, la fragilita' e la forza dell'amore
7. Nando Dalla Chiesa, no alla guerra
8. Michele Di Schiena, lettera di un magistrato al Presidente della
Repubblica
9. Rossana Rossanda, il paradosso del comunicare
10. Marco Bertotto, una buona notizia dall'Illinois
11. Gabriella Lazzerini recensisce "La civilta' della conversazione"
di
Benedetta Craveri
12. Il "Cos in rete" di gennaio
13. Riletture. Laura Boella, Annarosa Buttarelli, Per amore di altro
14. Riletture. June Goodfield, Giocare alla divinita'. Ingegneria genetica e
manipolazione della vita
15. Riletture. Anna-Vera Sullam Calimani, I nomi dello sterminio
16. La "Carta" del Movimento Nonviolento
17. Per saperne di piu'
1. EDITORIALE. CONTRASTARE LA GUERRA OPERATIVAMENTE: CON LA NONVIOLENZA DEI
FORTI
Contro la guerra molte sono le iniziative che si possono fare, ma la gran
parte di quelle di cui si discute nel nostro paese in questo periodo, come
gia' nel '91 e poi nel '99 e poi ancora nel 2001, sono meramente simboliche
e sostanzialmente ininfluenti, e rischiano addirittura di essere utili alla
guerra, distraendo ed ingannando, dirottando generose energie verso azioni
insulse e narcisistiche.
Noi proponiamo un'altra cosa: di contrastare la guerra davvero. In modo
operativo, concreto, diretto.
Ma per fare questo occorre una scelta preliminare, la scelta della
nonviolenza.
Chi non fa la scelta della nonviolenza, ahinoi, non serve a granche' contro
la guerra, poiche' della guerra - dei suoi presupposti, della sua logica,
della sua menzogna e violenza - e' complice, quantunque inconsapevole.
Noi apprezziamo tutte le iniziative che siano limpide e rigorose contro la
guerra: dai digiuni ai cortei ai dibattiti, purche' non si voglia far
credere che queste cose valgano piu' di quel che effettivamente sono:
semplici sebbene necessarie e talvolta anche nitide enunciazioni, mere
quantunque talora luminose testimonianze: buone e giuste, ma non cogenti,
non realmente ostative delle stragi. Occorre altro. E l'altro che occorre
richiede la scelta preliminare della nonviolenza, senza di cui e'
impossibile contrastare nitidamente ed operativamente la guerra e i suoi
apparati.
Ma la nonviolenza di cui parliamo non e' la caricatura di cui concionano
troppi ciarlatani; e' quella che Gandhi chiamava la nonviolenza dei forti,
che e' l'unica nonviolenza: ovvero la lotta frontale e intransigente,
coraggiosa ed inequivocabile, contro la violenza e i suoi apparati. La
nonviolenza dei forti, che e' lotta concreta e limpida. La nonviolenza dei
forti, che e' stata uno dei principi chiave e la prassi fondamentale della
Resistenza vittoriosa contro il nazifascismo. La nonviolenza dei forti, che
puo' affrontare e sconfiggere anche le potenze militari piu' armate, i
regimi piu' feroci, gli imperi piu' possenti. E' gia' accaduto in India; e'
gia' accaduto in Sudafrica. Possiamo riuscirci ancora. E questo e' il
momento.
2. RIFLESSIONE. SEVERINO VARDACAMPI: QUATTRO AZIONI E UNA PREMESSA
Il "Centro di ricerca per la pace" di Viterbo da anni propone
all'intero
movimento per la pace italiano di fare quattro azioni e una scelta
preliminare per contrastare concretamente la guerra. Quattro azioni e una
scelta preliminare in difesa della legalita' costituzionale, dello stato di
diritto e della democrazia, del diritto internazionale, della pace e della
vita umana.
Se il movimento per la pace preferisce invece continuare a fare pressoche'
solo iniziative simboliche, spettacolari forse ma fondamentalmente inutili,
e' perche' le organizzazioni in esso dominanti, e coloro che vi esercitano
una tanto effettuale quanto antidemocratica leadership, sono spesso - al di
la' delle piu' circensi apparenze e dei piu' roboanti proclami - compromessi
e collusi con i poteri politici, economici e ideologici che la guerra
propugnano, e preferiscono ottenere a buon mercato un po' di visibilita' da
imbonitori invece di praticare una strategia nonviolenta di effettiva
concreta resistenza alla guerra. Questa condotta sicuramente aiuta le
carriere mediatiche, istituzionali, accademiche e burocratiche di leader
politicanti, sicuramente favorisce l'afflusso di quattrini pubblici alle ong
e di mano d'opera servile sub specie di servizio civile alle onlus,
sicuramente consente e promuove l'assalto alla diligenza dei soldi pubblici
sotto forma di consulenze, incarichi, convenzioni et similia, ma certo non
ferma le stragi.
Altro occorre, appunto. E l'altro che occorre e' la nonviolenza come scelta
epistemologica, assiologica ed operativa, come proposta morale di azione
civile, come politica della pace e dei diritti umani concretamente agita
senza alcuna ambiguita'.
Noi proponiamo a tutte le persone di volonta' buona che vogliono contrastare
la guerra quattro azioni, quattro azioni in difesa della legalita'
costituzionale, dello stato di diritto e della democrazia, del diritto
internazionale, della pace e della vita umana:
a) bloccare, in caso di guerra illegale e criminale, la macchina bellica con
l'azione diretta nonviolenta (di seguito ne presentiamo una, che gia' fu
sperimentata efficacemente in passato e che puo' e deve diventare iniziativa
di massa);
b) bloccare, in caso di guerra illegale e criminale, la catena di comando
dei poteri golpisti e stragisti che decidessero la partecipazione italiana
alla guerra illegale e criminale; e bloccarla attraverso una campagna di
disobbedienza civile di massa;
c) preparare e promuovere, in caso di guerra illegale e criminale, lo
sciopero generale ad oltranza contro la guerra fino alle dimissioni del
governo golpista e stragista che avesse precipitato l'Italia nella guerra
illegale e criminale;
d) promuovere, in caso di guerra illegale e criminale, una campagna di massa
di presentazione di denunce presso tutte le autorita' giudiziarie e di
pubblica sicurezza contro quel governo, quel parlamento e quel capo dello
stato che deliberando e avallando la partecipazione italiana alla guerra
violerebbero la Costituzione della Repubblica Italiana cui pure hanno
giurato fedelta' e si renderebbero colpevoli di alto tradimento, di
eversione, di complicita' in crimini di guerra e contro l'umanita'. I
golpisti stragisti devono essere denunciati, arrestati, processati e
condannati come prevede la legge: l'Italia e' uno stato di diritto, la legge
deve valere per tutti, e la legge fondamentale e costitutiva del nostro
ordinamento giuridico "ripudia la guerra".
Quattro cose da fare, quattro cose impegnative, quattro cose che richiedono
una grande preparazione, una profonda responsabilita', una condotta limpida;
quattro cose che richiedono una scelta preliminare, un prerequisito
fondamentale: che il movimento per la pace scelga la nonviolenza.
Che il movimento per la pace esca dalle ambiguita', che la smetta con le
ipocrisie, che rompa le complicita'; che la si faccia finita con le menzogne
e le pusillanimita'.
Occorre la scelta della nonviolenza, la formazione alla nonviolenza,
l'addestramento alla nonviolenza. Non sara' facile. E' necessario. E'
urgente. Il resto e' peggio che silenzio, sono futili ciance di frivoli
ignobili complici degli stragisti.
Occorre prepararsi ad agire, con la forza della nonviolenza, in difesa della
legalita' costituzionale, dello stato di diritto e della democrazia, del
diritto internazionale, della pace e della vita umana.
3. PROPOSTE. PEPPE SINI: UN'AZIONE DIRETTA NONVIOLENTA PER IMPEDIRE I
DECOLLI DEI BOMBARDIERI
L'azione diretta nonviolenta delle "mongolfiere della pace" con cui
ostruire
lo spazio aereo di decollo dei bombardieri, realizzata con successo per
alcune ore ad Aviano nel 1999 durante la guerra dei Balcani, aveva due
caratteristiche fondamentali:
a) la concretezza anziche' la mera simbolicita', l'efficacia anziche' la
mera testimonialita';
b) il fatto che la nonviolenza contrastava una potentissima macchina
militare, lo faceva durante una guerra, lo faceva efficacemente e
concretamente, operativamente e per cosi' dire "sul campo",
valorizzando
alcune condizioni a nostro vantaggio (la legislazione italiana; il rispetto
e l'amicizia da parte delle forze dell'ordine impegnate cola' - peraltro
ovviamente reciproci; la limpidezza del nostro agire ed una preparazione
accurata anche nella costruzione di un rapporto corretto con tutti gli
interlocutori incluse le controparti);
c) la chiarezza nell'assunzione di responsabilita' in difesa della legalita'
costituzionale, dello stato di diritto e della democrazia, del diritto
internazionale, della pace e della vita umana; e la nitida scelta di
tutelare l'incolumita' di tutti, di promuovere il diritto alla vita di
tutti.
Si e' trattato di uno dei pochissimi casi di azione diretta nonviolenta di
effettivo, operativo contrasto di una macchina bellica impegnata in guerra.
Uno dei pochissimi casi di azione diretta nonviolenta in difesa della
legalita' costituzionale, dello stato di diritto e della democrazia, del
diritto internazionale, della pace e della vita umana.
E' nostra convinzione che se questa azione diretta nonviolenta venisse fatta
propria da un movimento di massa - che naturalmente si attenesse nel modo
piu' rigoroso alla nonviolenza - essa potrebbe mettere in effettiva profonda
difficolta' la macchina bellica almeno per quanto concerne la parte di essa
dislocata nel territorio italiano.
Di seguito riportiamo alcuni materiali relativi all'iniziativa gia' diffusi
nel 1999.
4. DOCUMENTAZIONE. PER L'AZIONE DIRETTA NONVIOLENTA DELLE MONGOLFIERE DELLA
PACE (ALCUNI MATERIALI GIA' DIFFUSI NEL 1999)
[Riportiamo qui alcune parti della nostra "Guida pratica all'azione
diretta
nonviolenta delle mongolfiere per la pace con cui bloccare i decolli dei
bombardieri", che diffondemmo in migliaia di copie durante la guerra [dei
Balcani nel 1999], opuscolo nel quale presentavamo il ragionamento, la
sperimentazione e la proposta dell'azione diretta nonviolenta che per alcune
ore blocco' i decolli dei bombardieri ad Aviano. Sottolineiamo ancora una
volta che questa azione e' stata l'unica concepita e realizzata in Italia
nel periodo della guerra del 1999 con lo scopo preciso di bloccare realmente
con la forza della nonviolenza i decolli dei bombardieri, in una logica non
simbolica o testimoniale ma concretamente operativa; l'esperienza condotta
dimostra che la nonviolenza puo' fronteggiare efficacemente, e - se condotta
da un numero adeguato di persone adeguatamente preparate - puo' mettere in
scacco la piu' forte macchina bellica del mondo. E' un troppo grande dolore
per noi non essere riusciti a persuadere di questo piu' che poche persone;
fossimo stati capaci di spostare il movimento pacifista sulle posizioni
della nonviolenza, e si fosse stati capaci di passare all'azione diretta
nonviolenta a livello di massa, molte vite umane sarebbero state salvate]
Quattro regole di condotta obbligatorie per partecipare all'azione diretta
nonviolenta delle mongolfiere per la pace
I. A un'iniziativa nonviolenta possono partecipare solo le persone che
accettano incondizionatamente di attenersi alle regole della nonviolenza.
II. Tutti i partecipanti devono saper comunicare parlando con chiarezza, con
tranquillita', con rispetto per tutti, e senza mai offendere nessuno.
III. Tutti i partecipanti devono conoscere perfettamente senso e fini di
questa azione diretta nonviolenta delle "mongolfiere per la pace",
vale a
dire:
a) fare un'azione nonviolenta concreta:
- per impedire il decollo dei bombardieri;
- opporsi alla guerra, alle stragi, alle deportazioni, alle devastazioni, al
razzismo;
- chiedere il rispetto della legalita' costituzionale e del diritto
internazionale che proibiscono questa guerra;
b) le conseguenze cui ogni singolo partecipante puo' andare incontro
(possibilita' di fermo e di arresto), conseguenze che vanno accettate
pacificamente e onestamente, ed alle quali nessuno deve cercare di
sottrarsi.
IV. Tutti devono rispettare i seguenti principi della nonviolenza:
- non fare del male a nessuno (se una sola persona dice o fa delle
stupidaggini, o una sola persona si fa male, la nostra azione diretta
nonviolenta e' irrimediabilmente e totalmente fallita, e deve essere
immediatamente sospesa);
- spiegare a tutti (amici, autorita', interlocutori, interpositori,
eventuali oppositori) cosa si intende fare, e che l'azione diretta
nonviolenta non e' rivolta contro qualcuno, ma contro la violenza (in questo
caso lo scopo e' fermare la guerra, cercar di impedire che avvengano altre
stragi ed atrocita');
- dire sempre e solo la verita';
- fare solo le cose decise prima insieme con il metodo del consenso ed
annunciate pubblicamente (cioe' a tutti note e da tutti condivise); nessuno
deve prendere iniziative personali di nessun genere; la nonviolenza richiede
lealta' e disciplina;
- assumersi la responsabilita' delle proprie azioni e quindi subire anche le
conseguenze che ne derivano;
- mantenere una condotta nonviolenta anche di fronte all'eventuale violenza
altrui.
Chi non accetta queste regole non puo' partecipare all'azione diretta
nonviolenta, poiche' sarebbe di pericolo per se', per gli altri e per la
riuscita dell'iniziativa che e' rigorosamente nonviolenta.
*
Possibili conseguenze penali per chi promuove e per chi partecipa all'azione
diretta nonviolenta delle "mongolfiere per la pace"
- Chi promuove, propaganda, sostiene ed invita a realizzare l'azione diretta
nonviolenta delle "mongolfiere per la pace" puo' essere incriminato
per
Istigazione a delinquere, reato previsto e punito dall'art. 414 del Codice
Penale.
La pena prevista e' da uno a cinque anni di reclusione; l'arresto e'
facoltativo in flagranza (vale a dire che si puo' essere effettivamente
arrestati); sono consentite le misure cautelari personali (compresa la
carcerazione preventiva); la procedibilita' e' d'ufficio.
- Chi esegue o tenta di eseguire l'azione diretta nonviolenta delle
"mongolfiere per la pace" puo' essere incriminato per Attentato alla
sicurezza dei trasporti, reato previsto e punito dall'art. 432 del Codice
Penale.
Anche per questa fattispecie di reato la pena prevista e' da uno a cinque
anni di reclusione; l'arresto e' facoltativo in flagranza (vale a dire che
si puo' essere effettivamente arrestati); sono consentite le misure
cautelari personali (compresa la carcerazione preventiva); la procedibilita'
e' d'ufficio.
*
Una breve descrizione della nostra proposta (del 15 aprile 1999, diffusa
all'assemblea nazionale del movimento per la pace a S. Maria degli Angeli,
aprile 1999)
- Passare dalla testimonianza dell'orrore e dell'impotenza all'azione
diretta nonviolenta: aggiungere alle manifestazioni locali diffuse ed alle
manifestazioni nazionali, una pratica concreta di specifica lotta
nonviolenta che contrasti direttamente la macchina bellica; qualificare
l'impegno pacifista nel senso della concretezza e dell'intervento diretto
nel conflitto con le tecniche della nonviolenza.
- Una proposta di azione diretta nonviolenta: qui in Italia concretamente
occorre fermare i bombardieri, che appunto partono dall'Italia; si puo'
fermarli al decollo, che e' l'unico momento in cui cio' e' realmente
possibile con mezzi nonviolenti (e quindi senza provocare pericoli per la
vita di alcuno); l'idea e' di cercare di farlo invadendo lo spazio aereo
circostante e sovrastante le basi da cui partono i raid; e di invadere
questo spazio aereo con mongolfiere di carte e palloncini gonfiati ad elio
con appesi festoni e striscioni con motti pacifisti, e fogli di alluminio o
piccoli elementi metallici - fil di ferro e simili - che possano essere di
disturbo sia alla visibilita', sia per gli apparecchi elettronici militari
di guida dei decolli e di controllo dello spazio aereo.
- Solo con la nonviolenza si puo' contrastare efficacemente la guerra:
l'iniziativa deve essere rigorosamente nonviolenta, e non prestare il fianco
ne' ad equivoci, ne' a strumentalizzazioni e falsificazioni; l'iniziativa
deve essere visibile, creativa, facilmente comprensibile e tale da poter
essere accolta e diffusa da tutti, ed altresi' dai mass-media, senza che ne
venga distorto il significato, che e' semplicemente quello di cercar di
impedire i bombardamenti, di essere una iniziativa per cercar di fermare la
guerra, le stragi, le deportazioni; questa iniziativa ha una vera
possibilita' di efficacia concreta; ci sembra anche che essa sia
riproducibile su ampia scala (perche' e' economica - i materiali usati sono
di poco costo -; perche' e' facile da realizzare da parte di chiunque;
perche' non implica pericoli ne' per se' ne' per altri); infine tale
iniziativa puo' dimostrare a nostro avviso che con la nonviolenza si puo'
intervenire concretamente ed efficacemente nel conflitto, e contrastare
realmente i bombardamenti; per quelli di noi che sono "amici della
nonviolenza" la realizzazione di questa iniziativa ed il suo successo nel
bloccare od ostacolare il decollo dei bombardieri sia pure per poche ore,
sarebbe un forte argomento a sostegno della tesi che la nonviolenza, con la
sua carica di creativita' ed amore, puo' essere piu' forte anche dei piu'
giganteschi e feroci apparati di morte e di distruzione...
- Per concludere: l'opposizione alla guerra deve essere fatta su posizioni
limpide e che vadano alla radice; ergo a noi pare che l'opposizione alla
guerra debba essere rigorosamente nonviolenta...
- Alcuni suggerimenti pratici: Una iniziativa nonviolenta richiede che si
comunichi preliminarmente alle autorita' cosa si intende fare; richiede che
i partecipanti siano addestrati alla nonviolenza e si attengano strettamente
ad essa, e siano disposti a subire le conseguenze anche giudiziarie del loro
gesto; richiede che in nessun caso si faccia del male ad alcuno; richiede
una condotta limpida e coerente ed una disponibilita' ad accettare le
sofferenze che il proprio impegno richiede; noi sconsigliamo che ad azioni
dirette nonviolente partecipino persone non preparate e non informate, o che
non accettino le regole condivise della condotta nonviolenta.
*
Modello di cartellino di riconoscimento da indossare durante l'azione
diretta nonviolenta
Premessa: e' indispensabile che tutti coloro che sono presenti all'azione
diretta nonviolenta delle mongolfiere per la pace indossino sugli abiti
(attaccandolo con lo scotch in posizione visibile sul petto) un cartellino
di riconoscimento: esso costituisce un elemento di responsabilizzazione
personale e collettiva, ed un elemento di rassicurazione per tutti (quindi
anche per i mass-media, le forze dell'ordine, gli interlocutori, gli
eventuali oppositori dell'iniziativa) poiche' tutti sanno perfettamente chi
hanno di fronte.
Noi proponiamo due possibili qualifiche sul cartellino:
"partecipante",
ovvero persona che concretamente partecipa al lancio delle mongolfiere e
quindi si assume anche il rischio della denuncia, del fermo e dell'arresto;
ed "osservatore", ovvero persona che non partecipa al lancio delle
mongolfiere, ed il cui ruolo e' unicamente quello di osservare lo
svolgimento degli eventi, di essere imparziale testimone, di contribuire con
la sua sola presenza osservante a rasserenare tutti ed a garantire la
denuncia di tutte le violenze ed i soprusi che dovessero eventualmente
verificarsi (ed a tal fine e' utile che gli osservatori abbiano anche
macchine fotografiche, videocamere, registratori).
Proponiamo il seguente modello di cartellino di riconoscimento:
Luogo e data
Azione diretta nonviolenta per la pace e la legalita' costituzionale
Nome e cognome:
Qualifica:
Firma del movimento promotore dell'iniziativa
*
Sulla necessita' dei training nonviolenti
Sottolineiamo che e' indispensabile che chi vuole partecipare all'azione
diretta nonviolenta delle mongolfiere per la pace abbia precedentemente
partecipato ad almeno un ciclo di incontri di addestramento alla
nonviolenza.
*
Schema di richiesta di autorizzazione
Al Sindaco del Comune di ...; al Segretario Comunale; al dirigente dell'
Ufficio Tecnico Comunale; al dirigente della Polizia Municipale; a tutti i
consiglieri comunali di ...; al Prefetto di ...; al Questore di ...; al
Presidente della Provincia di ...; al Comandante della Stazione Carabinieri
di ...; al Ministro della Difesa; al Ministro dei Trasporti; al Ministro
dell'Interno; al Ministro degli Affari Esteri; e per opportuna conoscenza:
al Comandante della base Nato di ...; al Presidente del Consiglio dei
Ministri
Oggetto: richiesta di autorizzazione per realizzare a ... a partire dal
giorno ... una azione diretta nonviolenta denominata "mongolfiere per la
pace" consistente nell'innalzamento di mongolfiere di carta, di palloncini
gonfiati ad elio e di aquiloni con appesi festoni di carta con motti
umanitari e pacifisti, striscioni di leggere stoffe, corti fogli di
alluminio; lancio di mongolfiere che ha lo scopo di invadere lo spazio aereo
circostante e sovrastante la pista di decollo delle basi da cui partono i
bombardieri che stanno provocando devastazioni e stragi in Jugoslavia, con l
'intento di impedire il decollo dei bombardieri cosi' impedendo l'esecuzione
dei bombardamenti stragisti (bombardamenti illegali e criminali ai sensi
della Costituzione della Repubblica Italiana, dello Statuto dell'Onu e dello
Statuto della Nato).
Egregi signori,
con la presente il sottoscritto ..., nato a ... il ... e residente in ..., a
nome di ...,
fa richiesta di autorizzazione
per realizzare a ... a partire dal giorno ... una azione diretta nonviolenta
denominata "mongolfiere per la pace" consistente nell''nnalzamento di
mongolfiere di carta e di palloncini gonfiati ad elio con appesi festoni di
carta con motti umanitari e pacifisti, striscioni di leggere stoffe, corti
fogli di alluminio; lancio di mongolfiere che ha lo scopo di invadere lo
spazio aereo circostante e sovrastante la pista di decollo delle basi da cui
partono i bombardieri che stanno provocando devastazioni e stragi in
Jugoslavia, con l'intento di impedire il decollo dei bombardieri cosi'
impedendo l'esecuzione dei bombardamenti stragisti (bombardamenti illegali e
criminali ai sensi della Costituzione della Repubblica Italiana, dello
Statuto dell'Onu e dello Statuto della Nato).
Si sottolinea il fatto che tale iniziativa sara' rigorosamente nonviolenta,
che non si offendera' nessuno, non si fara' del male a nessuno, si
accetteranno tutte le conseguenze della propria condotta, accettando
nonviolentemente quindi le decisioni ed i provvedimenti che le autorita'
dovessero prendere nei confronti dei nonviolenti che partecipano
all'iniziativa (compreso il fermo e l'arresto), ed a tal fine vi invio in
allegato i seguenti documenti (che formano parte integrante di questa
richiesta; documenti che vi pregherei di leggere con attenzione, ed in
relazione a cui vi sarei grato di comunicarmi eventuali vostri pareri e
commenti):
1. testo del nostro Appello all'azione diretta nonviolenta per bloccare i
decolli dei bombardieri;
2. testo delle nostre Regole di condotta obbligatorie per partecipare
all'iniziativa nonviolenta delle mongolfiere per la pace (testo la cui
accettazione incondizionata sara' da noi richiesta a tutte le persone che
vorranno partecipare o assistere all'iniziativa nonviolenta stessa);
3. testo della nostra Lettera aperta a tutto il personale delle basi aeree
da cui partono i bombardamenti sulla Jugoslavia.
In attesa di riscontro alla presente richiesta si comunica l'intendimento di
realizzare comunque tale azione diretta nonviolenta a partire dalla data del
..., iniziativa finalizzata a cercar di salvare delle vite umane, a
contrastare la guerra, ed a difendere il diritto internazionale e la
legalita' costituzionale, in particolare gli articoli 11 e 78 della nostra
legge fondamentale che il governo italiano ha sciaguratamente violato.
Restando in attesa di un vostro sollecito riscontro, al nostro recapito
postale o piu' tempestivamente al nostro numero telefonico e fax ...,
e restando altresi' a disposizione per ogni opportuno chiarimento o
comunicazione,
vogliate gradire distinti saluti ed auguri di ogni bene,
Firma
luogo e data
*
Lettera aperta al personale delle basi Nato
Lettera aperta a tutto il personale delle basi aeree da cui partono i
bombardamenti sulla Jugoslavia in cui si enuncia il senso e il fine
dell'azione diretta nonviolenta delle "mongolfiere per la pace" con
cui
cercheremo di impedire il decollo dei bombardieri che stanno provocando
stragi in Jugoslavia, e si invita a far prevalere le ragioni dell'umanita' e
della legalita'
Egregi signori,
con questa lettera aperta, nell'impossibilita' di farlo singolarmente, vi
informiamo della nostra intenzione di realizzare un'azione diretta
nonviolenta consistente nel tentativo di invadere con delle piccole
mongolfiere lo spazio aereo sovrastante e circostante le basi da cui si
levano in volo gli aerei impegnati nei bombardamenti che stanno massacrando
le popolazioni della Jugoslavia; con tale tentativo cerchiamo di impedire
che gli aerei assassini decollino, e quindi speriamo di riuscire a salvare
delle vite umane, le vite di coloro che le bombe ed i missili scagliati dai
bombardieri Nato stanno appunto sopprimendo.
Vi preghiamo pertanto di tener conto di questa nostra iniziativa e di
rinunciare a far decollare i bombardieri.
Cercando di impedire i bombardamenti, con questa nostra iniziativa
nonviolenta intendiamo anche:
1. fare appello alla vostra coscienza di esseri umani;
2. impedirvi di essere corresponsabili degli omicidi causati dai
bombardamenti;
3. proporvi di rifiutare di partecipare ad una guerra assolutamente
fuorilegge sia in relazione alle basi stesse del diritto internazionale, sia
in relazione agli accordi e le norme dell'alleanza atlantica;
4. con particolar riferimento a quanti di voi sono cittadini italiani (e
comunque tutti vi trovate in territorio italiano), vi richiamiamo altresi'
al rispetto della Costituzione della Repubblica Italiana, che vi proibisce
di prender parte a questa guerra che in base alla nostra Costituzione e'
illegale (cfr. art. 11 Cost.).
Abbiamo voluto scrivervi questa lettera perche' vi sia chiaro che non
abbiamo alcuna intenzione di nuocere alle vostre persone, e che anzi la
nostra iniziativa nonviolenta finalizzata ad impedire, se possibile, il
decollo dei bombardieri e quindi le stragi, ha anche la funzione di aiutarvi
a veder chiaro in questa terribile situazione e nella vostra stessa
coscienza, di aiutarvi a far prevalere la vostra umanita', di pregarvi di
non volervi macchiare di crimini efferati.
Un fraterno saluto di pace.
*
Lettera aperta ai responsabili delle basi Nato
Al responsabile della base di ... da cui decollano i bombardieri stragisti
Egregio signore,
come le e' gia' noto, a partire dal pomeriggio del ... eseguiremo l'azione
diretta nonviolenta delle "mongolfiere per la pace", con le quali
invaderemo
lo spazio aereo circostante e sovrastante la base di ... posta sotto la sua
responsabilita', per impedire cosi' il decollo dei bombardieri che portano
devastazione e morte in Jugoslavia.
La preghiamo pertanto di soprassedere ai decolli dei bombardieri finche' lo
spazio aereo sara' ingombrato dalle nostre mongolfiere di carta, dai nostri
palloncini gonfiati ad elio, dai nostri aquiloni di carta.
A onor del vero la preghiamo anche, e qui le parliamo da esseri umani ad
essere umano, di cessare definitivamente di far decollare i bombardieri che
portano devastazione e morte su popolazioni innocenti, che non sono certo
responsabili dei crimini dei loro governanti.
E la preghiamo anche di desistere dai bombardamenti, nella nostra qualita'
di cittadini italiani, e lei e' ospite del nostro paese, quindi alle nostre
leggi deve obbedienza: lei sa, o dovrebbe sapere, che la legge fondamentale
dello Stato italiano, la Costituzione della Repubblica Italiana, proibisce
all'Italia di avallare o partecipare ad una guerra come questa: illegale
secondo la nostra Costituzione (art. 11), illegale secondo i principi del
diritto internazionale, illegale secondo la Carta delle Nazioni Unite,
illegale secondo lo stesso Statuto della Nato.
Come lei sa, sciaguratamente il nostro governo ha violato la nostra
Costituzione, ma questo non rende inefficace la Costituzione della
Repubblica Italiana, semplicemente rende fuorilegge il governo che l'ha
violata.
Quindi, dal profondo del cuore la preghiamo: desista dal contribuire al
protrarsi di stragi, desista da una guerra illegale e criminale. Ascolti la
voce delle leggi scritte e delle leggi non scritte che illuminano la sua
coscienza di essere umano.
Vorremmo infine che lei fosse certo che la nostra e' un'iniziativa
rigorosamente nonviolenta: non nutriamo odio per nessun essere umano, non
vogliamo far del male a nessun essere umano. Ci sta a cuore anche l'
incolumita' sua e dei suoi uomini.
Un fraterno saluto di pace.
*
"Ma abbiamo il dovere di farlo"
Cercar di salvare delle vite umane e di difendere la legalita'
costituzionale attraverso l'azione diretta nonviolenta delle mongolfiere che
bloccano i bombardieri puo' costare dieci anni di reclusione. Ma abbiamo il
dovere di farlo.
Sabato primo maggio [1999] ad Aviano sono stato denunciato per istigazione a
delinquere (art. 414 C. P., che prevede da uno a cinque anni di reclusione)
e per attentato alla sicurezza dei trasporti (art. 432 C. P., che prevede
anch'esso da uno a cinque anni di reclusione).
Il motivo: aver proposto ed aver cercato di fermare il decollo dei
bombardieri Nato che dalle basi italiane portano devastazione e morte alle
popolazioni della Jugoslavia.
Ed aver proposto ed aver cercato di farlo con l'azione diretta nonviolenta
delle mongolfiere per la pace, ovvero invadendo lo spazio aereo circostante
e sovrastante le basi Nato con mongolfiere di carta, palloncini gonfiati ad
elio, aquiloni.
Ed averlo proposto, ed aver cercato di farlo, per cercar di salvare qualche
vita umana, per oppormi a una guerra illegale e criminale, per difendere il
diritto internazionale e la Costituzione della Repubblica Italiana che il
governo ha sciaguratamente violato.
Ebbene, continuo ad essere convinto che sia dovere di ogni cittadino
italiano difendere la legalita' costituzionale ed opporsi ad una guerra
fuorilegge; continuo ad essere convinto che sia dovere di ogni essere umano
cercar di salvare altre vite umane; continuo ad essere convinto che impedire
con un'azione diretta nonviolenta il decollo dei bombardieri stragisti sia
azione legittima e giusta.
E quindi continuero' a proporre di farlo a tutte le persone di volonta'
buona; e quindi continuero' a cercare di farlo. Con la nonviolenza, senza
fare del male a nessuno, con le mongolfiere per la pace.
5. RIFLESSIONE. MAO VALPIANA: SQUADRISMO FASCISTA IN DIRETTA TV
[Ringraziamo Mao Valpiana, direttore di "Azione nonviolenta" (per
contatti:
azionenonviolenta@sis.it)
per questo intervento]
... e se la colpa fosse della tivu'?
Dopo la giusta e doverosa condanna dello squadrismo fascista, e in attesa
delle decisioni della magistratura, forse vale la pena porsi qualche domanda
sul vergognoso episodio accaduto l'altra sera negli studi di Telenuovo.
Non sappiamo se l'aggressione in diretta sia stata spontanea o se fosse
organizzata.
Il fatto e' che la televisione ha sempre piu' bisogno di alzare gli ascolti.
Ed e' piu' facile richiamare l'attenzione con la violenza (appellandosi agli
istinti piu' bassi dei telespettatori) che non proponendo iniziative
intelligenti (che sollecitano il buongusto e la cultura del pubblico).
La televisione, per fare concorrenza alla realta', vuole piu' insulti, piu'
volgarita', piu' violenza di quella che gia' esiste per le strade.
E cosi' un pestaggio in diretta tivu' entra in tutte le case ed e' piu'
efficace di una qualsiasi pestaggio che puo' avvenire in una squallida e
semioscura periferia.
La televione, poi, replica se stessa. Il pestaggio di Telenuovo e' diventato
cibo per ogni altra televisione, rimandato in differita da Rai e Mediaset.
Cosi' la violenza, vera o falsa che sia, viene moltiplicata all'infinito.
C'e' un solo modo per spezzare questa catena perversa. "Il rumore non puo'
imporsi sul rumore" diceva Gandhi "il silenzio, si'".
Percio' chi vuole rifiutare questo abbrutimento culturale ha uno strumento
decisivo: usare il telecomando per spegnere la tivu'.
6. RIFLESSIONE. MARIA CONCETTA SALA: LA FRAGILITA' E LA FORZA DELL'AMORE
[Da Maria Concetta Sala, Grida d'amore, in "Segno" n. 240,
novembre-dicembre
2002, p. 38. Il citato volume della bella rivista palermitana e' monografico
e reca gli atti della "ottava settimana alfonsiana" tenutasi a
Palermo nel
settembre 2002. Maria Concetta Sala e' docente universitaria e saggista,
particolarmente benemerita per il suo lavoro su Simone Weil]
L'amore vero: quello che consente di amare un altro essere umano non da
cannibali, quello che sospinge colpiti dalla bellezza di una foglia o di un
tramonto, quello che induce a volgere lo sguardo al cielo stellato, a una
formica, a una farfalla... quello che ci fa assumere la responsabilita' dei
nostri gesti e delle nostre parole nei riguardi di tutti gli esseri viventi
e di tutto cio' che ci circonda. E' l'amore vero la linfa della nostra
forza. Eppure l'amore ha la fragilita' di un capello, ma questa fragilita'
puo' racchiudere e non escludere la forza.
7. TESTIMONIANZE. NANDO DALLA CHIESA: NO ALLA GUERRA
[Questa breve e intensa dichiarazione di Nando Dalla Chiesa abbiamo estratto
dal n. 46 del 12 gennaio 2003 del notiziario telematico di appuntamenti e
riflessioni per la pace e i diritti umani "Il grillo parlante" ((per
richieste e contatti: grilloparlante@mbservice.it). Nando Dalla Chiesa
e'
nato a Firenze nel 1949, sociologo, docente universitario, parlamentare; e'
stato uno dei promotori e punti di riferimento del movimento antimafia negli
anni ottanta; e' persona di straordinaria limpidezza morale. Tra le opere di
Nando Dalla Chiesa segnaliamo particoalrmente: Il potere mafioso, Mazzotta;
Delitto imperfetto, Mondadori; La palude e la citta' (con Pino Arlacchi),
Mondadori; Storie, Einaudi; Il giudice ragazzino, Einaudi; Milano-Palermo:
la nuova resistenza (a cura di Pietro Calderoni), Baldini & Castoldi; I
trasformisti, Baldini & Castoldi; La politica della doppiezza, Einaudi;
Storie eretiche di cittadini perbene, Einaudi. Ha inoltre curato
(organizzandoli in forma di autobiografia e raccordandoli con note di grande
interesse) una raccolta di scritti del padre, Carlo Alberto Dalla Chiesa, In
nome del popolo italiano, Rizzoli. Opere su Nando Dalla Chiesa: suoi
ritratti sono in alcuni libri di carattere giornalistico di Pansa, Stajano,
Bocca; si veda anche l'intervista contenuta in Edgarda Ferri, Il perdono e
la memoria, Rizzoli]
La pace e' il valore piu' grande dell'umanita'...
Andare in guerra significa mettere nel conto che esseri umani incolpevoli di
tutto moriranno. Credo che nessuno possa permettersi di mettere nel conto
della sua attivita' un prezzo simile.
8. APPELLI. MICHELE DI SCHIENA: LETTERA DI UN MAGISTRATO AL PRESIDENTE DELLA
REPUBBLICA
[Ringraziamo Giancarlo Canuto (per contatti: giancanuto@inwind.it)
per
averci inviato questa lettera aperta al capo dello stato scritta da Michele
Di Schiena, magistrato, giurista, persona impegnata per la legalita'
costituzionale, la democrazia, la pace e i diritti umani]
Non ci sono, signor Presidente, argomenti che possano in alcun modo
giustificare una partecipazione dell'Italia alla guerra che gli Stati Uniti
si stanno preparando a scatenare contro l'Iraq, anche se una tale nefasta
iniziativa dovesse ottenere illegittimi quanto servili consensi da parte di
organizzazioni internazionali delle quali fa parte il nostro Paese.
Lei e' il supremo garante della Costituzione ed il Suo potere-dovere di
vigilare sull'osservanza dello Statuto, se puo' essere esercitato
indirettamente ed in funzione di stimolo per leggi ritenute incostituzionali
(con messaggi alle Camere per leggi in vigore e con la richiesta di una
nuova deliberazione per quelle da promulgare), soggette peraltro al
controllo della Consulta, a maggior ragione questo potere puo' essere
usato - e certamente in maniera piu' pregnante - per gravi decisioni
riguardanti la guerra che sono per loro natura sottratte a qualsiasi
verifica giurisdizionale e restano solo esposte al giudizio politico,
necessariamente tardivo e percio' privo di concreta efficacia correttiva,
del corpo elettorale.
*
Per la decisione di intraprendere una guerra la Carta costituzionale
prescrive due precisi adempimenti: la deliberazione da parte delle Camere
dello stato di guerra col conferimento al governo dei necessari poteri (art.
78) e la dichiarazione da parte del Presidente della Repubblica di tale
stato deliberato dal Parlamento (art. 87).
Si tratta di atti indicati con estrema chiarezza e percio' non sostituibili
con provvedimenti impropri (risoluzioni o altro), come talvolta e' accaduto
per l'adempimento della deliberazione sulla guerra demandato alla
responsabilita' del Parlamento, ne', peggio ancora, omissibili, come pure e'
avvenuto per la dichiarazione di guerra attribuita alla competenza del Capo
dello Stato.
E cio' perche' questi atti e la "solennita'" della forma per essi
richiesta
hanno la specifica funzione di richiamare l'attenzione dei singoli
parlamentari, delle istituzioni, delle forze politiche e dell'opinione
pubblica nelle sue varie espressioni sulla drammatica gravita' di una scelta
di guerra.
Deliberazione e dichiarazione, l'una e l'altra nella precisa forma
prescritta, sono dunque atti distinti, sia pure all'interno di una procedura
unitaria, ed in egual misura indispensabili per la legittimita'
costituzionale di una decisione che impegni il nostro Paese in imprese
belliche.
*
Ora, se e' vero come e' vero che la decisione in merito alla partecipazione
ad una guerra spetta per disposto costituzionale alla responsabilita' del
Parlamento, e' altrettanto certo che la dichiarazione dello stato di guerra
da parte del Presidente della Repubblica, che ha anche il comando delle
Forze Armate e presiede il Consiglio supremo della difesa, non ha una
funzione meramente dichiarativa e non puo' essere declassata a livello di un
semplice atto "dovuto" perche' ha un indubbio contenuto di controllo
sul
merito e sulla forma della deliberazione delle Camere, ovviamente nel
rispetto delle prerogative del Parlamento.
Di fronte ad una scelta di guerra da parte del potere politico, il
Presidente della Repubblica ha dunque nelle sue mani un importante potere:
puo' solennemente richiamare l'attenzione del Parlamento e del Governo sulla
insuperabile esigenza di rispettare puntualmente il disposto dell'art. 78
dello Statuto qualora la deliberazione dovesse risultare non
costituzionalmente corretta nella forma o, se invece lo fosse nella forma ma
violasse nel merito l'art. 11 che "ripudia la guerra" non
rigorosamente
difensiva, potrebbe sospendere la "dichiarazione" di sua spettanza
inviando
un motivato messaggio alle Camere e chiedendo una nuova delibera che tenga
conto dei rilievi formulati.
Potere questo che la Carta costituzionale indubbiamente attribuisce al Capo
dello Stato (pur in mancanza di una esplicita menzione) in analogia con
quanto previsto per le leggi e alla luce di una interpretazione complessiva
e razionale delle richiamate disposizioni costituzionali.
*
Non puo' infatti sfuggire che la nostra partecipazione ad una guerra
preventiva contro l'Iraq, anche se avallata dall'Onu, sarebbe pur sempre una
guerra aggressiva e percio' vietata dal ricordato art. 11 della Costituzione
che "ripudia la guerra come strumento di offesa alla liberta' degli altri
popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali".
Un precetto questo netto ed assoluto che non puo' essere in alcun modo
intaccato dalle "limitazioni di sovranita' necessarie ad un ordinamento
che
assicuri la pace e la giustizia tra le nazioni", limitazioni previste
anch'esse dallo stesso art. 11.
Ne' puo' il ripudio della guerra trovare "zone franche" con impropri
richiami all'art. 10 della Costituzione per il quale "l'ordinamento
giuridico italiano si conforma alle regole del diritto internazionale
generalmente riconosciute".
E cio' perche' la ripulsa della guerra non rigorosamente difensiva e' uno
dei valori primari e fondamentali dello Statuto, perche' le "limitazioni
di
sovranita'" devono essere funzionali appunto ad un ordinamento che
assicuri
la pace e la giustizia e non certo a ragioni del genere di quelle poste a
base della progettata guerra statunitense, ed infine perche' "le regole di
diritto internazionale generalmente riconosciute" alle quali si deve
conformare il nostro ordinamento, regole che hanno la loro piu'
significativa espressione nello Statuto dell'Onu, vietano il ricorso ad
azioni belliche per la difesa preventiva che e' in sostanza un penoso
mascheramento della guerra di aggressione, specialmente nella riconosciuta
(da parte degli stessi Stati Uniti) "incertezza sui tempi e sui luoghi
dell'attacco nemico", come si legge testualmente in un documento americano
("The National Security Strategy of the United States") del 17
settembre
scorso.
6) Paolo Michelotto Siete grandiosi e non lo sapevate
Grandiosi,
a
tutti voi che avete aderito e a voi che aderirete anche all'ultimo
minuto.
Siete, tanti,
tantissimi, al di là di ogni aspettativa più rosea. I cittadini di Vicenza e
dintorni sono più sensibili e "civili" di quello che loro stesso
immaginavano. Siete eccezionali.
Ormai ci siamo.
Pressioni
sul Sindaco e Media:
Domani mattina
la giunta di Vicenza discuterà se concedere l'uso della Piazza dei Signori per
la Festa per la Pace. Cioè discuterà se dare la piazza costruita dai
vicentini per i vicentini... ai vicentini. Io invito tutti quelli che
ritengono questa questione estremamente inverosimile e paradossale di esprimere
la propria volontà e opinioni direttamente al sindaco e ai giornali, con le
motivazioni che preferisce (non violente e pacifiche anche nelle parole). Se
siamo in tanti a ricordargliele, forse gli appariraranno chiare e non evitabili
anche a lui. Vi ricordo brevemente gli indirizzi email a cui mandare con una
rapida azione di copia incolla le vostre opinioni (liberate la fantasia).
SegrSindaco@Comune.Vicenza.it; noallaguerra@libero.it; Sindaco@Comune.Vicenza.it;
presidenteconsiglio@comune.vicenza.it;
redazione@vicenzaabc.it; redazione@ilgiornaledivicenza.it;
lettere@ilgiornaledivicenza.it
e un
numero di fax, per chi può...
ufficio stampa
sindaco 0444 - 221 231
Se
qualcuno ha voglia di mandare le proprie opinioni anche ad altri numeri o
indirizzi email trovati magari nell'elenco telefonico... o su internet...
Per
la Cioccolata Calda:
Ciao Paolo, ho
ripensato credo che la formula più sicura e più facile per il
trasporto in Piazza dei Signori siano dei termos, ora l'unico modo che io
conosco per racimolarne parecchi è Chiedere... se molti ne portano uno,
faremo un numero sufficiente. Ti chiedo di girare questa petizione a tutti
quelli della lista:
AAA Cercasi termos per la Pace. Chiunque possieda un contenitore che
trattiene calore e può essere riempito con Cioccoalto o Vino e può metterlo
a disposizione per la Festa è pregato di contattarmi via mail al seguente
indirizzo crydisco@libero.it oppure si
telefonare al 347/7167236 per
accordarci sul luogo di ritiro prima di sabato. Raccomando di lavare i
termos prima di consegnarli e di apporre il nome per il riconoscimento.P.S.
ricordatevi di riprenderveli sabato! Ciao cris
Io
rimango dell'idea che andrebbero meglio le taniche da vino da 20 - 25 litri che
molti abbiamo, lavate bene, avvolte in coperte di lana per il trasporto in
piazza. La lana scalda noi, ma può tenere calda anche la cioccolata... Chi ha
altre idee le proponga direttamente a Cristina che da questo momento in poi è
la responsabile delle tonnellate di cioccolata che arriveranno in
piazza (vedi sopra l'indirizzo di Cristina), aiutatela, chi
può, perchè è un lavoro faticoso e molto lungo. Chi si può
occupare di fare tanto vin brulè? Serve un coordinatore unico anche
per quello, chi è disponibile lo comunichi a Cristina. Serve vino (vanno bene
anche offerte di una bottiglia a testa, comunicare e portare a Cristina),
mentre le spezie e lo zuccherò, le metterà Unicomondo. Anche quello scalda
tanto... e Cristina mi sa che avrà già un sacco da fare con la cioccolata... se
siamo in tanti a collaborare, nessuno si stresserà eccessivamente... Paolo
Per
le Casse Audio:
Franca Bassanese, ha trovato le pedane del palco (hanno un costo anche se minimo), ma servono dei furgoni per trasportarle. Chi si offre? Io nei prossimi giorni andrò alle AIM per fare l'allacciamento elettrico. Credo costerà sui 100 Eur. Oggi Enrico Zogli mi ha detto che ha parlato con un fornitore di casse audio adatte per la piazza e costano 500 Eur. E' un costo notevole, ma io gli ho detto intanto di fermarle. Se qualcuno ha altre soluzioni più economiche ce lo dica. Altrimenti poi copriremo i costi delle casse e di altre cose(ad esempio i rimborsi spese di alcuni relatori che vengono da lontano etc) con la raccolta di fondi che avvieremo durante tutta la giornata con delle persone volontarie vestite in modo chiaro (tipo poncho con scritto "Comitato contro la Guerra" o simile). I volontari per la raccolta si offrano fin da ora... anche le bevande calde serviranno a raccogliere offerte. Altra idea per raccogliere offerte, creazione di adesivi con la bandiera della pace in miniatura (tipo 10 - 15 cm) che volontari (quelli di prima o altri) potrebbero distribuire in cambio di offerte libere. Domani provo a interessarmi sulla fattibilità tecnica nei tempi ristretti rimasti. Così poi ognuno potrebbe metterla sull'auto, sui pali della luce, ovunque legalmente e civilmente si possa. Nel trentino hanno venduto 10000 bandiere della pace e si vedono appese dappertutto nelle città. E noi Vicentini? Nell'attesa di quelle grandi potremmo vedere quelle in miniatura adesive appicciate (civilmente) dovunque? Fatemi sentire la vostra opinione sugli adesivi.
Musica in piazza:
Sergio Peruzzo,
puoi contattare tu il gruppo musicale che farà le cover dei Modena City
Ramblers, chiedere loro se hanno problemi organizzativi, sistemato la
parte siae, etc? Insomma essere tu il riferimento per la parte musicale?
Idea
Mediatica Eccezionale:
Io ho pensato un
attimo a come potrebbe essere fruibile No War TV e vorrei proporti un'idea:
noleggiare un
video proiettore e proiettare le VHS sul palco: muto quando ci sono gli
interventi, ecc.; inserendo l' audio nei momenti "vuoti".
Si potrebbe proiettare anche solo in un lato del palco, non necessariamente su
tutto lo sfondo del palco. Sarebbe, penso un abell scenografia, oltre che
assolutamente in tema. Tu che ne pensi?
I costi
dovrebbero essere bassi: si può chiedere qualche preventivo in merito? Teniamo
conto che le casse per l'audio potrebbero essere quelle del palco, per lo
sfondo sarà possibile utilizzare un lenzuolo, un telo bianco, importante sarà
che sia ben teso. Potrebbe essere? Che ne pensi? Quando vedrai le cassette ti
accorgerai che sono molto fruibili... Inoltre NoWarTV riserverà delle belle
sorprese per il prossimo futuro (sono al corrente di alcune interessantissime
cose, ma te ne parlerò in altra sede e quandole coe saranno più mature). La VHS
più adatta mi pare essere la 1, oppure come già ti accennavo si potrebbe fare
(se il tempo ce lo concederà) una selezione, un copia incolla dei momenti più
significativi e/o più adatti ai nostri propositi.
Ho avuto ancora
l'occasione di sentire Giulietto, tra le tante cose, ho un messaggio da portare
alla festa.
Ora son di
corsa, ma ci risentiamo presto.
Ciao, monica
Cara
Monica, io la trovo un'idea eccezionale, perchè è possibile:
per il video proiettore chiedo a circolo Spartakus, Unicomondo,
Equasoft, che ne possiedono ciascuno uno, se ne possono mettere a
disposizione uno, io posso mettere il videoregistratore per leggere le
videocassette, le casse ci saranno già di loro con il centralino mixer. Basta
trovare un lenzuolo o telone bianco e dei tiranti elastici... ma penso che a
questo punto la cosa sia pienamente possibile. Spartakus, Unicomondo o
Equasoft, fatevi vivi... e dovete offrire anche un volontario
per tutta la serata, che sappia usare il videoproiettore e attaccare i relativi
cavetti e premere i pulsanti giusti... grazie (alessandro?)
Tra
l'altro i diritti di proiezione li hai già e non c'è bisogno di scomodare la
SIAE. Pensa tu Monica ai pezzi migliori da proiettare di quelle 10
ore, perchè ci saranno a disposizione le ore dalle 17 alle 22, 5 ore... Allora
leggerai tu il messaggio di Giulietto Chiesa... per chi non sapesse cosa
contengono i video di NoWar Tv, nel prossimo messaggio Monica ce lo spiegherà.
Vero Monica?
Comunicazione
partecipazione:
Ciao
Paolo!
Vedo
che stanno arrivando numerosi messaggi ed adesioni, ma, onde evitare ulteriori
disguidi, dovresti gentilmente girare le adesioni a:
noallaguerra@libero.it perchè dobbiamo
preparare il manifesto con tutti i nomi.
Le
adesioni dovranno pervenire entro le 22,00 di oggi sabato 11 gennaio.
(poi
ho saputo invece che potete mandarle ancora fino a lunedì mattina, paolo)
Il
programma al quale si aderisce è quello stabilito nella riunione del 9, che ti riallego:
Ieri
sera ci siamo trovati nella sede del Collettivo Spartakus per decidere cosa
fare tutti assieme nella giornata mondiale contro la guerra decisa per il 18
gennaio e lanciata dall'associazione americana A.N.S.W.E.R. (agisci ora per
fermare la guerra e il razzismo).
All'assemblea hanno partecipato numerose associazioni, tra le quali
Arciragazzi, Ass. per la costituzione del Comitato Antimperialista e
Antifascista, Gruppo Presenza Longare, Soccorso Popolare di Padova e Venezia,
Malga Zonta, LIB, Eco-Anarchici Italiani, VeraDemocrazia, Casa per la
Pace, Centro di Documentazione "Com. Giacca" di Padova, Circolo della
Briscola, Beati Costruttori di Pace, CGIL, CISL, Collettivo Spartakus,
Emergency, Lega per i Diritti dei Popoli, Tonita, Progetto Comunista di Padova,
Mov.UNA, PdCI Vicenza, PdCI Valchiampo, ASOC Ass.Solidarietà
Cooperazione, Progetto Comunista del Veneto - PRC, RdBCUB, PRC di Adria,
PRC di Barbarano Vicentino, CPO Gramigna, Medici per la Pace e singoli
cittadini che hanno compilato il seguente programma:
-ore 10 assemblea in Via Maurisio - Ca Balbi con la presenza di vari
relatori per discutere assieme e confrontarsi sulla tematica della guerra
-ore 14 inizio presidio pacifico davanti Caserma Ederle in
Viale della Pace con microfono aperto per gli interventi
-alle ore 16 circa inizio corteo verso piazza dei Signori
-alle ore 17 circa arrivo in Piazza dei Signori per 'Vicenza contro la
guerra' con banchetti, musica, giochi per bambini, interventi dal palco.
............................................................................
L'assemblea unitaria che promuove e organizza la giornata, aderendo
all'appello internazionale dell'ANSWER, appello promosso qui nel Veneto da
ANSWER Veneto, http://www.venetocontroguerra.net, ha deciso per
una manifesto unico dove saranno elencate tutte le iniziative della giornata ed
una lista di tutte le adesioni pervenute entro sabato 11 gennaio ore 22,00
all'indirizzo di posta elettronica noallaguerra@libero.it e saranno
pubblicate via via nel sito sopra indicato.
............................................................................
Per la CONFERENZA STAMPA, con la presenza di tutti gli organi di
informazione cittadini, e' stata pensata la data di mercoledi' 15 GENNAIO 2003
ore 12,00pm presso la sede del Collettivo Spartakus ( contra' Pedemuro
San Biagio, dove ci siamo trovati ieri sera). Per chi fosse interessato:
- a partecipare,
- a proporre un'altra data
- a rendere disponibili i propri contatti con la stampa
- ad indicare un'altra sede per la conferenza stampa
puo' mandare una mail a zanconat@lettere.unipd.it entro il 12 gennaio
sera o al massimo entro il 13.
E' inoltre in programma una conferenza stampa anche a Padova (la data sara'
comunicata al piu' presto), chi fosse disponibile a collaborare in questo senso
puo' mandare una mail a zanconat@lettere.unipd.it
............................................................................
I permessi mancanti per la giornata del 18 a Vicenza sono stati richiesti
questa mattina, e' importante che tutte le associazioni e singoli
cittadini mandino al Comune i fax con una richiesta della piazza per fare in
modo di ottenere i permessi al piu' presto.
............................................................................
Si ribadisce la necessita' di costituire dei gruppi di lavoro per le
singole questione organizzative.
Ciao a tutt*
Bandiere per la Pace
Posso
portare centinaia di bandiere della pace in conto vendita. Ciao
Mariagrazia
Cara Mariagrazia,
bene allora ti arrangi tu e i tuoi amici a portarne il più possibile in piazza, senti anche gli amici di Unicomondo che volevano portarne anche loro, organizzati per la vendita e sarebbe bello portare anche dei fasci di tubi, o canne di bambù (sarebbe bellissimo perchè sono anche riciclabili, ma non ho idea dove si possano trovare, magari parlandone con amici potresti trovare delle soluzioni: consorzi agrari, bordi di fossi, vivai...), o bastoni o qualcosa per poterle poi sventolare, altrimenti poi non si vedranno. Se non trovi di meglio potrei suggerirti i tubi di plastica grigia che vengono utilizzati per le canalette elettriche. Costano pochissimo e si trovano nei magazzini per elettricisti in grandi quantità già tagliati alla misura preferita.
Ciao, Paolo
Dal Belgio:
Caro paolo.Ti
ringrazio per tutti questi E.Mail che mi fanno sentire un po' in italia, ma che
mi danno un senso di impotenza visto che da Bruxelles non posso aiutarvi.
Ieri qui' ho fatto un "forcing" affinché si organizzasse
qualche cosa acne à Bruxelles ma purtroppo, non c'é stato modo. Sono pero'
contenta che si é fissata una manifestazione per il 15 febbraio, cosa che prima
era esclusa. Il problema é che qui' i sindacati sono tutti concentrati
sull'AGCD(liberalizzazione dei settori pubblici, che anche questo è importante)
ma pochissimo sulla pace, e tutte le manifestazioni sono concentrate su questo
tema, e senza i sindacati, in belgio,non si vuole manifestare perché solo loro
sono capaci di mobilizzare molte persone. Il mondo cattolico, é,o conservatore,
o non gliene frega niente et i cattolici progressisti, sebbene molto impegnati,
sono pochi.
Vorrei riprendere contatto con té, dopo le tue emozioni della manif, perché
sto' cercando un posto per effettuare, in Italia un mesetto di volontariato,
con alloggio gratuito. Da trenta anni sono impegnata nei movimenti pacifisti
Europei e potrei aiture in vari campi:organizzazione
avvenimenti,accompagnamento rifugiati,commercio
alternativo,lingue, eccetera.Se conosci qualcuno a cui interessa una
persona cosi', potrei spiegarmi meglio circa quello che posso fare. Nel frattempo,
ti mando tanti auguri per la buona riuscita della vostra iniziativa. CARLA
GOFFI. MOUVEMENT CRETIEN POUR LA PAIX. Bruxelles
Chi vuole contattare Carla Goffi:
Poesie per la Pace da Padova:
Caro Paolo Michelotto,
ci ha fatto piacere ricevere le avventure dell'iniziativa di pace.
Aderiamo come poeti-artisti padovani di ALTRA POESIA con
"Saldi di Pace", performance di alcuni minuti di 2-3 persone.
Facci sapere se c'è spazio-tempo-allacciamenti.
Grazie, a presto,
Nicola Licciardello
Caro Nicola, io trovo l'idea eccezionale e sono sicuro che se venite troverete nella giornata tempi e spazi opportuni per leggere poesie sulla pace. Ad esempio in piazza dei signori nel pomeriggio sera, ci saranno sicuramente le occasioni tra un relatore e l'altro, ma anche al mattino e al pomeriggio io credo che sia possibile... però non sono io il decisore... ma uno di quelli come voi che daranno una mano... venite e proponetevi nei momenti giusti... Paolo
Adesioni nuove:
ALTOVICENTINOSOCIALFORUM
di Schio aderisce alle Manifestazioni del 18 gennaio.
ufficialmente c'è anche l'Azione Cattolica!
poeti-artisti
padovani di ALTRA POESIA
Ciao Paolo,
noi ci saremo, in due... ma ci saremo!
David e Federica
TI MANDO LA
MIA ADESIONE PESAVENTO RICCARDO
Ciao Paolo,
desidero partecipare anch'io sabato alla festa per la pace in Piazza dei
Signori. Giorgia S.
Cristina,
inserisci
se non l'hai già fatto, Coop. Comm. Equo e Solidale Unicomondo (faranno la
cioccolata caspita e forse neanche ce la fanno pagare), Gocce di Giustizia
(verrà don Adriano Sella, ma me l'ha detto anche Gigi R.), Macondo (mi era
arrivata l'email alcuni giorni fa), Ass. Giovanni XXIII (mi avevano parlato per
telefono alcuni giorni fa e faranno parlare i loro Caschi Bianchi in piazza),
ARCI di Torrebelvicino, Circolo di Vicenza dell'Italia dei Valori.
Di tutti
questi io sono sicurissimo. Inseriscili. Non tutti leggono le email
quotidianamente come noi due... E soprattutto inserisci tutti i singoli che
hanno aderito a livello personale e che non fanno parte di nessun gruppo. Sono
loro che hanno creduto fin dall'inizio alle iniziative per la pace. Prima di
tutti i gruppi, associazioni e partiti. Bisogna riconoscerglielo. La lista
completa la trovi nelle mie email o in quelle arrivate a te.
Ciao,
Paolo
Bozza
di Manifestino:
CIAO PAOLO,
PER FAVORE FAI GIRARE QUESTO MESSAGGIO TRA GLI INDIRIZZI CHE HAI
TU.
IN ALLEGATO C'E' LA BOZZA DEL VOLANTINO.
PER FAVORE, SOLLECITA L'INVIO DELLE ADESIONI ALL'INDIRIZZO DI
noallaguerra@libero.it ALTRIMENTI
RISCHIAMO DI SALTARE QUALCHE NOME.
GRAZIE! CIAO!
Cristina
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ciao a tutt*, questa e' la bozza con il programma della giornata del 18
gennaio contro la guerra a Vicenza. Mancano le adesioni e i nomi di alcuni
relatori in quanto e' solo una bozza appunto.
Di seguito comunque c'e' una prima lista delle adesioni mandate
all'indirizzo di posta elettronica noallaguerra@libero.it.
La lista ripeto e' incompleta, e sara' definitiva probabilmente solo
lunedi'. Per modifiche, suggerimenti alla bozza di
volantino scrivere a bludalia@libero.it.
Per ora buon lavoro a tutt*
adesioni
AIASP, Associazione per l'Amicizia e la Solidarietà coi Popoli -
Altovicentino Social Forum - ARCI (Torrebelvicino) -Assemblea cittadina
contro la guerra (Cs) - Ass. Cult. Punto Rosso - Associazione Genitori S.
Pio X (Vi) - Associazione popular (Fi) - A.So.C. Associazione Solidarietà e
Cooperazione - Beati Costruttori di Pace - Broccolo Angelo, segretario
provinciale prc (Cs) - Campo Antimperialista - Circolo "Ottobre" PRC
basso
Vicentino - Circolo "A.Sartori" PRC (Vi) - Circolo PRC Barbarano V.no
-
Circolo PRC Adria Rovigo - Collettivo Spartakus - Confederazione Nazionale
Cobas - Cobas Taranto - Coordinamento romagnolo contro la guerra e la NATO -
Costa Lucio, consigliere PRC Cadoneghe - CUB (Vi) - Democrazia Popolare -
Emergency - Federazione prov. PRC - G.A.M.A.D.I. la voce - Giulio Girardi,
teologo - Gracci Angiolo, partigiano (Fi) - cpo Gramigna (Pd) - Il
Grilloparlante (VR) - Gruppo di lavoro su resistenza e antifascismo Bassano
- Gruppo equo-solidale (Lerino) - Gruppo Pensionati di Dueville - Panerose -
PRC Nord Padova - PRC sezione Val di Susa - Costanzo Preve, filosofo (To) -
Progetto Comunista del Veneto - Radio Città Aperta (Roma) - RdB (Vi) - Rete
dei Comunisti - Soccorsopopolare di Padova e Venezia (componente del
Forumpalestina nazionale) - UDAP, Unione Democratica Arabo Palestinese -
Verademocrazia
PS: sollecito tutt* a far pervenire al piu' presto le adesioni alla
giornata del 18 gennaio contro la guerra in Irak
7) adesione di Antonella Mendo uno in più
ciao sono antonella e vorrei inviare anche la mia adesione
8) Pierpaolo Benetton – adesione
Al Sig. Sindaco del Comune di Vicenza
Il sottoscritto Carta Mauro, nato a Vicenza il 27.08.1969 ed ivi residente in
contrà Busato, 18, a nome e per conto del Coordinamento Vicenza Contro la
Guerra CHIEDE di utilizzare sabato 18 gennaio 2003 Piazza dei Signori per la
Festa per la Pace dalle ore 15,00 alle 22,00.
Per ulteriori chiarimenti: tel. 0444 - 324 793.
RingraziandoLa fin d'ora per l'attenzione prestataci.
Distinti saluti.
Vicenza 09.01.2003
Al Coordinamento Vicenza contro la Guerra aderisce anche Pierpaolo Benetton
9)
scambio di saluti tra aderenti
Ciao
, sono proprio contento di questa giornata, come si è sviluppata e soprattutto
la pluralità in essa contenuta.
Ci vediamo il 18. (r.)
Ciao
ciao o, anch'io naturalmente sono molto contento
di come si sviluppa questa giornata, anche se bisogna stare attenti ai colpi di
coda...
non mi stupisco che il girare pagina avvenga a
Vicenza,dai primordi Schio è sempre stata in testa...Lì abbiamo fatto, oramai
tre anni fa se non mi sbaglio, una bella cena con altreragioni- ben prima di
Genova - e era appena dopo Seattle e ci domandavamo quanto tempo dopo l'onda
sarebbe arrivata a noi
è arrivata forse prima di quanto ci
aspettassimo...ma non si traduceva in
soggetto di movimento.
un movimento è caratterizzato al suo inizio,
sempre, dall'allargamento smisurato e inusitato della base, dal prevalere delle
forze centripete su quelle centrifughe è quanto è cominciato ad accadere- lo si
vedeva bene anche nella vostra manifestazione contro la guerra, quella di
schio...
…..
più che al passato bisognerebbe guardare avanti
al futuro, (f)
10) Cesco manda da Parigi la cassetta del film
L’Irak d’une guerre à l’autre film di 53 minuti fatto da lui e Beatrice
durante una visita degli ispettori della pace in Irak nell’aprile scorso.
Chi fosse
interessato alla proiezione ci contatti. O contatti direttamente Francesco
----- Original Message -----
From: "cesco" <cesco@freesurf.fr>
To: "noallaguerra" <noallaguerra@libero.it>
Sent: Monday, January 1