Un rettore diessino dell'Università di Padova, Milanesi,  trionfante, con accanto il presidente degli industriali veneti e  il ministro ciellino dell'Università e della scuola Moratti,annuncia la grande vittoria:ben 50 milioni di euro pioveranno sui baroni, per metà provenienti dallo Stato per metà dagli enti locali. Il Veneto vorrebbe divenire la Silicon Valley dell'Europa. Al centro del progetto le nanotecnologie, le tecnologie  hardware e software per produrre apparecchiature sanitarie e altro hi tech. Padrino  il padovano Mauro Ferrari che adesso è prorettore della Ohio State University. Grande specialista del settore è dagli usa il deus ex machina..

Già il parco scientifico Vega, il grande  Vegacarozzone  installato a Marghera dentro a edifici della zona industriale riattati e marmorizzati,  sta pappando 7 milioni di euro di finanziamenti in studi su nanostrutture di carbonio utili per rinforzare materiali come il cemento o per  imballaggi intelligenti.

Che c'è da eccepire in questi progetti? Nel tentativo produttivista del rettore" di guidare il settore produttivo veneto verso un evoluzione hi tech"? Lo spiega bene Rossi Luciani, l'industriale""L'interesse c'è. A parte una serie di piccole imprese, ho ricevuto segnali positivi da industrie come Aprilia, Fiamm, Peermastelisa e Pavan: La grande scommessa sta nella possibilità di trasferire al sistema economico i risultati scientifici che gli ingenti stanziamenti renderanno possibili a partire dai laboratori universitari" (Corriere del Veneto 17/12 p. 3).

Ecco la privatizzazione compiuta! Tramite le baronie accademiche tutto il sapere deve essere messo al servizio del profitto. Il guru italo-usa Ferrari precisa che la proposta di raggruppare in veneto questa branchia deriva anche dalla caratteristica del sistema industriale veneto basato sulla piccola e media imprresa " In altri campi gli investimenti sono appannaggio esclusivo delle grandi multinazionali e per la piccola impresa non c'è assolutamente spazio,  mentre le nanotecnologie che lavorano con le singole molecole bastano un laboratorio e una testa superspecializzata".

In questo modo, con questo progetto di nanoSilicon Veneto si subordina completamente la scuola, l'università al profitto e si subordina altresì la piccola produzione alle necessità della globalizzazione. Nel frattempo le condizioni degli studenti e dei lavoratopri precari del hi tech peggiorano, si precarizzano, aumentano i ritmi di sfruttamento e appropriazione. Ci mancava anche il nanosilicon veneto! Un altro passo dell'apocalisse veneta, della distruzione del territorio e delle persone, distruzione della natura, della salute, dei cervelli.

La via d'uscita alla crisi economica e sociale che attanaglia l'intera formazione sociale non si ha di certo spingendo in avanti forsennatamente le forze produttive (dentro il quadro del mantenimento medioevalizzante dei rapporti di produzione), aiutando, garantendo cioè il meccanismo di espropriazione privata del sapere socialmente prodotto. La via d'uscita non si darà nell'instaurazione sociale del medioevo tecnologico, con le sue baronie, i suoi privilegi, le sue immense ingiustizie e disparità. La via d'uscita vera si darà spazzando via tutti questi vecchi vampiri, le loro silicon macro e nano, le loro gerarchie, i loro stati.

fs 18 dicembre 2002