Venetocontroguerra
aderente all'Answer agisci ora contro la guerra e il razzismo
Da dove viene e
come si può far finire la guerra?
Avanti tutta verso Bagdad dice
la scritta sul Tank Usa in Kuwait. Ma solo verso Bagdad? O non invece verso tutto il Medio Oriente, il mondo arabo,
in un piano strategico neocoloniale, imperialista di dominio depredazione e
spartizione di tutta la regione? E poi di lì dalla Macedonia, dalla Turchia,
dall'Afghanistan dal Nepal, dal Sud Corea, da Taiwan, dal Giappone verso la Cina? Questa guerra durerà un'intera
generazione affermano Bush e Cheney.
Le cause della guerra sono orami evidenti a tutti
noi. Il sistema economico‑sociale capitalista, neoliberista, il sistema
imperialista, imperniato sul profitto sul dominio dei grandi gruppi finanziari,
di pochi stati supepotenti, Usa sopra tutti, è entrato in una nuova crisi generale (economica,
politica e sociale). Di qui il processo di guerra sempre più generale con
l'obiettivo di arraffare le ricchezze naturali (primo
il petrolio), di ristrutturare, rigerarchizzare la
produzione, l'intero dominio, sottomettere i popoli, scomporre e reprimere la
classe, prevenire sollevazioni da parte dei molti che cominciano ad essere
stufi.
Somme enormi vengono gettate nella guerra e negli
apparati repressivi e di controllo mentre si licenzia, si abbassa il tenore di
vita della stragrande maggioranza, si distrugge a ritmi accelerati la natura.
Se gli Usa sono i capofila dell'avventura bellicista i
loro alleati non sono da meno. Berlusconi in testa, con gran parte del ceto politico italiano dalla sua
parte. Infame è la decisione di inviare una flotta davanti alla Somalia, infame la decisione di tutto concedere agli
americani, il sorvolo, le basi, le infrastrutture, infamissima
la decisione di inviare gli alpini in Afghanistan in una loro ennesima infame
guerra fatta contro popoli lontani che non ci hanno fatto niente. E intanto licenziamenti, incitamento al razzismo, aumento
del carovita.
Riusciremo mai a sbarazzarci della guerra? Noi siamo convinti, per nostra
tradizione e convinzione culturale, che alla fine dipenderà solo dalla nostra
capacità complessiva di trasformare la guerra imperialista in rivoluzione
socialista, com'è già accaduto nelle due guerre mondiali precedenti. E sarà una vasta rivoluzione che metterà fine alla sorgente
di tutte le guerre. Siamo parimenti convinti però che solo un enorme movimento
di massa, di lavoratori e di popoli di un ampiezza mai
vista può essere in grado di un compito così grande ‑ bloccare e
rovesciare la guerra infinita. All'interno di quel movimento lottando spalla a
spalla, manifestazione dopo manifestazione, sciopero
dopo sciopero,sarà trovata la soluzione.
Per una mobilitazione allargata contro la guerra, veramente di massa, noi
abbiamo operato; perché ci fosse una amplissima
coalizione di forze nella manifestazione di Vicenza‑ Camp Ederle convocata il 18 gennaio in accordo e sintonia con le
manifestazioni dei pacifisti dei compagni e degli amici americani, arabi,
europei e di molte altre parti del mondo. Per questo noi invitiamo a una grande assemblea regionale contro la guerra dove dia
vita a una solida rete regionale, per preparaci alle prossime scadenze a
partire da quelle generali del 15 febbraio dove si dovrà cercare di realizzare
i primi scioperi di massa contro la guerra e molte altre manifestazioni. Per
questo noi invitiamo a formare reti e comitati popolari contro la guerra a
livello locale, provinciale, nazionale, che si uniscano
a quelle degli altri paesi in una forza globale.
Bush sta dispiegando le sue forze e quelle dei suoi alleati e complici per la
guerra contro I'Irak, una battaglia per cui si prevedono mezzo milione di morti in pochi giorni
e anche l'uso di armi di sterminio di massa compresa 1atomica, se ci sarà
resistenza. Mezzo milione in più del milione e mezzo di morti che ha già procurato un embargo feroce di 12 anni. Impediamo
questo nuovo massacro, questo nuovo crimine. Lottiamo contro la guerra in Irak, contro la guerra all'eroico popolo palestinese,
contro la guerra ai popoli del mondo intero, lottiamo per togliere via le basi
della morte dai nostri territori, contro la Nato.
Dispieghiamo anche noi le nostre forze! A una
guerra globale infinita rispondiamo con una resistenza altrettanto globale,
universale e nello stesso tempo popolare, ramificata, multiforme.
Concludiamo con l'augurio simile a quello che faceva Melandri
per quest'anno 2003:
“Verrà il giorno, ne siamo certi, in
cui gli oppressi avranno finalmente ragione dei loro oppressori ”.
Tutti uniti contro la guerra!
Vicenza 18 gennaio 2003
VENETOCONTROGUERRA
aderente all’ANSWER act now against war and end racism-agisci
adesso contro la guerra e per far finire il razzismo
http://www.venetocontroguerra.net
http://www.internationalanswer.org