Mandiamo in lista una gustosa notizia che abbiamo letto in un giornale locale di Vicenza. Nel trambusto dei preparativi americani per il trasferimento di uomini e materiali sui fronti di guerra qualche ciambella non riesce col buco. Ricordiamo che  J18, il 18 gennaio 2003, nel quadro della giornata internazionale promossa dai pacifisti americani ANSWER contro la guerra manifesteremo contro la base di camp Ederle la base americana più grande per numero di uomini in Italia (http://www.venetocontroguerra.net )

 

Dal Giornale di Vicenza di venerdì 20 dicembre p.15

 

“Camp Ederle” DANNEGGIATI DA UN INCENDIO  MIGLIAIA DI PARACADUTE USA-Destinati ai soldati americani in Afghanistan

 

di Ivano Tolettini

 

Torri di Quartesolo. Sarebbero stati danneggiati migliaia di paracadute Usa pronti per essere utilizzati nelle incursioni anche all'estero.

 

Un incendio di incerta matrice è scoppiato  negli uffici del deposito degli americani, ha lazzo scattare l’allarme rosso ieri sera poco dopo le 21  a Lerino di Torri di Quartesolo In via Raspinea.

 

I danni, secondo una prima stima sono molto ingenti. A causare lo conseguenze più pesanti, come sempre accade in questi casi, è stato il denso fumo che ha interessato il vasto capannone in cui erano stipati i paracadute che quasi sicuramente non potranno essere più utilizzati per i lanci delle truppe aviotrasportate.

 

Per questo motivo, in torno all’una di questa notte, gli inquirenti  parlavano di possibili danni anche per milioni di euro. Ogni valutazione sull’entità esatta delle perdite era comunque rimandata a stamane quando il quadro della vicenda L’allarme per il rogo è stato dato poco dopo le 21. Gli investigatori della caserma Ederle hanno informato il 115 che c’era bisogno di inviare al più presto almeno due squadre perché incombevano le fiamme.

A supporto dei pompieri italiani sono giunti anche i colleghi statunitensi da viale della Pace. In breve sono  arrivati altri rinforzi ed è cominciata l’opera di spegnimento.I responsabili del deposito cercavano in tutte le maniere di limitare i danni, ma, tenendo conto della delicatezza del materiale con cui sono  fabbricati i paracadute sarà difficile limitare i costi.

 

Il materiale era stipato sui bancali lunghi trenta metri  che pur non essendo interessati dal fuoco hanno patito per la possibile corrosione del fumo. L’intervento dei pompieri italiani è stato completato intorno alle 22.40, quando i pericoli per le fiamme erano oramai stati scongiurati. Restava da decifrare l'origine dello fiamme. A quel punto sono intervenuti altri detective per comprendere se l’incendio negli uffici era stato provocato dal surriscaldamento di qualche macchinario  lasciato acceso nel pomeriggio al termine del turno di lavoro. oppure se le cause sono state esterne. Se così fosse si tratterebbe di un attentato, ma nessuno ha voluto usare la parola, sebbene abbia fatto capolino più volte durante l’opera di spegnimento.

Per capire cosa fosse accaduto sono subito intervenuti i carabinieri della S, che assieme ai colleghi della Militar Police hanno cercato attorno al deposito eventuali tracce di intrusi. Nella notte il minuzioso sopralluogo era ancora in corso.

Un incendio di questo genere non era mai accaduto. Ta l’altro, nel capannone, erano custoditi i paracadute utilizzati non solo dai militari di stanza alla ederle, ma anche dai colleghi di altri reparti in missione in Afghanistan.

Sulle informazioni comunque, le autorità americane erano molto abbottonate. Nessuna ipotesi è privilegiata. Questa mattina in via raspinea riprenderanno i controllo per verificare con calma cos’è accaduto.