QUESTO E’ L’INTERVENTO CHE ABBIAMO FATTO NELLE LISTE ANTIMPERIALISTE E IN INDYMEDIA MERCOLEDI’ 20 OTTOBRE
Dovunque
gli alligatori neoliberisti sono all'attacco, spinti dalla loro fame di
profitti. Tra i loro bocconi preferiti sono le pensioni pubbliche: dalla
Francia, alla Germania, al Brasile, all'Italia il capitale finanziario vuol
mettere le mani su milioni e milioni di versamenti mensili sicuri e costanti
con cui incrementare sé stesso e finanziare guerre e massacri . A volte il
capitale avanza con la gamba destra, a volte con la gamba sinistra, ma il
cervello, la direzione sono sempre gli stessi: il profitto, l'allungamento
della giornata e della vita lavorativa da schiavi, la rapina ai poveri per dare
ai ricchi. E' vero anche che le sirene della collaborazione di classe incantano
sempre meno e che vaste lotte si parano contro gli sfruttatori, esemplari
quelle della Francia sul discorso delle pensioni ( e ancor più esemplari quelle
boliviane sul discorso della resistenza complessiva alle rapine neoliberiste).
Essenziale è dunque anche da noi massificare, resistere su larga scala, far si
che nelle lotte si discuta, si mettano i germi di assemblee, picchetti,
organismi di massa.
Lotta contro la guerra e contro lo sfruttamento sono la stessa cosa; ecco perché
abbiamo aderito allo sciopero del 24 ottobre e distribuiamo il seguente
materiale:
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IL 24 E IL 25 OTTOBRE 2003 TUTTI IN MOVIMENTO
CONTRO IL TAGLIO DELLE PENSIONI, CONTRO IL CAROVITA, CONTRO LA GUERRA
Il 24 ottobre aderiamo alla
mobilitazione e allo sciopero generale dei sindacati contro il taglio delle
pensioni e contro il carovita.
Mentre la situazione dei lavoratori, dei pensionati,
di tutti si fa sempre più difficile - tagli delle pensioni, aumento della
precarietà, licenziamenti, carovita – vengono spese somme enormi (6000 milioni
di dollari al mese solo le spese USA) per le spedizioni militari neocoloniali
in Iraq, Afghanistan e altrove. L’obiettivo della guerra è quello di
privatizzare (cioè rubare) i vasti giacimenti petroliferi dell’Iraq a beneficio
delle multinazionali e delle élites finanziarie (Halliburton, Bechtel,
Exxon/Mobil, Citibank and Chase Manhattan Bank) che fanno piovere nelle
casseforti elettorali di Bush milioni di dollari. Per questo criminale
obiettivo vengono sacrificati migliaia di iracheni e centinaia di soldati
occupanti.
Il 25 ottobre, in tutto il mondo, si manifesterà
ancora contro la guerra.
Invitiamo tutti alle ore 14,30 a Vicenza davanti alla caserma Ederle per
chiedere l’immediato ritiro dall’Iraq di tutte le truppe di occupazione, perché
i soldi delle spedizioni militari vengano destinati alle pensioni, alla sanità,
alla scuola, ai salari e agli stipendi.
VENETOCONTROGUERRA
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COSA C'E SOTTO LE "RIFORME" DELLE PENSIONI: LA GRANDE RAPINA
NEOLIBERISTA AI POVERI PER DARE DI PIU' AI RICCHI
Dovunque nel mondo si susseguono le riforme
delle pensioni, da ultimo in Francia, Brasile, Germania. In Italia la manovra è
cominciata da un pezzo, portata avanti passo passo dalla gamba di destra e da
quella di sinistra (ma il cervello è lo stesso). La verità molto semplice che
sta sotto tutte queste "riforme" è la sete di denaro liquido che il
capitale finanziario, le banche, le assicurazioni hanno e che si procurano
attraverso milioni di versamenti mensili, sicuri e costanti a cui costringono i
lavoratori con l’aiuto degli stati. Il capitale finanziario privatizza
all'americana il sistema pensionistico pubblico. Privatizza, cioè ruba, ruba
una parte del salario, se ne impossessa con la connivenza dei ceti politici,
delle burocrazie sindacali che vengono promosse al rango (con i relativi
stipendi) di banchieri. E un punto importante del sistema neoliberista che
hanno cominciato da un pezzo a imporre, in tutti questi anni di sacrifici e
collaborazione di classe. Con quali risultati? Come per le altre
privatizzazioni di servizi pubblici (sanità, scuola, energia etc..) i risultati
sono negativi per i lavoratori e lo saranno ancor più in futuro. Lo si capisce
facilmente se si pensa che si debbono accontentare i lupi famelici delle
assicurazioni delle banche, dei gestori. E assieme a ciò viene aumentato il
tempo complessivo di lavoro e aumenta il carovita! Non c'è altra strada
che lottare contro questa tendenza, organizzando un grande movimento che si
basi su lotte ampie, su organismi di base costituiti da lavoratori,
sull'alleanza fraterna con i lavoratori che in tutto il mondo stanno sempre più
impegnandosi a cambiare veramente strada.
LEGANDO LE NOSTRE PENSIONI ALLE AZIONI CI
PORTANO A FINANZIARE ANCOR PIÙ I RICCHI A SPESE DEI LAVORATORI, CHE SONO
SFRUTTATI BESTIALMENTE DAI FONDI NEL SUD DEL MONDO ( E GLI FANNO FARE LA FINE
DEGLI ARGENTINI E DI ALTRI), MENTRE DA NOI LE PENSIONI BALLERINE LEGATE ALLA
BORSA, COME ERA FACILMENTE PREVEDIBILE, COMINCIANO A ESSERE STANGATE E IL PARCO
VACCHE, ANZI PECORE, MUNTO BEN BENE.
È UN SISTEMA TUTTO DA BUTTARE!
FONDI PENSIONE ITALIANI: I°TRIMESTRE
2003 IN ROSSO
I FONDI CHIUSI HANNO PERSO IN MEDIA 1,5%.
Estratto
dal Corriere della Sera del 12 maggio 2003
1° trimestre
2003 2002
Cometa Industria
metalmeccanica
-0,1% -2,3%
Cooperlavoro Coop produzione e
lavoro
-0,5 +0,5%
Fonchim Chimica e farmaceutica
Linea
monetaria 1,0%
-2,7%
Linea
bilanciata -1,5%
Linea
azionaria -5,7%
Fondoenergia Energia(prev.
Eni)
-2,5% -6,0%
Fondodentisti Medici odontoiatri
Linea
monetaria 5,0%
Linea
bilanciata -1,6%
-6,5%
Linea
azionaria -5,4%
-22,0%
Laborfonds Az.Tentino
A.Adige -2,6% -3.3%
Solidarietà Veneto AzIndustriali Veneto
Linea
monetaria 0,8% -3,6%
Linea
bilanciata
-1,4%
-2,8%
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