BOLLETTINO RETE ANTIGUERRA VENETO
DEL 12 FEBBRAIO 2003

lorella trevani:lista dei paesi canaglia
1)Dal Veneto a Roma per il 15: posti disponibili in bus
3)Messaggi
di compagni che vengono a Roma
4)Siti
LIB-ertari contro la guerra e sulla questione dell’acqua
5)Attentati
contro le chiese nel padovano e guerra a bassa intensità
6)Cronaca
di una coercizione Carcere di Messina 2003
7) Acea-Israele l’accordo della vergogna-radio città aperta
8) Guerra imperialista e lotta di classe interna, un linK
La guerra ai cancelli- editoriale di Radio Città Aperta
9) Contro la guerra....gettiamo le basi
Roma 21 febbraio
10) dall'Olanda: Cittadina USA in Olanda contro la guerra il 15 febbraio
1) Dal Veneto a Roma per il 15:
prenotate i pochi posti ancora disponibili sui pulman!
Dal Veneto molti andremo a Roma. Purtroppo c’è stato un boicottaggio completo
di trenitalia alla manifestazione, alla stazione di
Padova continuano a ripeterci che non ci sono treni speciali
Parecchi pulman
In
particolare da Vicenza un pulman parte alle 4 (sparta@libero.it ;
noallaguerra@libero.it ) in questo ci
sono ancora alcuni posti liberi; un altro del CPO Gramigna da Padova. Faremo la manifestazione assieme e confluiremo nello spezzone previsto
sindacati alternativi, forumpalestina compagni
antimperialisti e centri sociali antagonisti
2)
Da Charlotte: un sito americano contro la guerra
alcuni links contro la guerra:
Australia:
http://www.vicpeace.org/;
http://www.greenleft.org.au/
Austria:
http://www.socialforum.at/
Belgium:
http://www.geenoorlog.be/
Brazil:
http://www.jubileubrasil.org.br
Canada:
http://www.tcaswi.org/index.htm
Czech republic:
http://www.mujweb.cz/www/irak/
Denmarck:
http://www.nejtilkrig.dk/
Finland:
http://members.surfeu.fi/ewk/eiiskuairakiin/
France:
http://france.attac.org
Iraq:
http://www.unponteper.it
Ireland:
http://irishantiwar.org/
Italy:
http://www.fermiamolaguerra.it
Germany:
http://www.15februar.de/
Greece:
http://users.otenet.gr/~ergatiki/main.htm
Norway:
http://ingenkrig.no/
Netherlands:
http://www.wereldcrisis.nl
Poland:
http://www.republika.pl/stopwojnie/
Portugal:
http://olifante.netropolis.pt/
Spain:
http://www.noalaguerra.org/
Sweden:
http://www.stoppakriget.tk/
Suisse:
http://www.gssa.ch/antiguerre/
Turkey:
http://www.iraktasavasahayir.org/
UK:
http://www.stopwar.org.uk
USA:
http://www.internationalanswer.org; New York:
http://www.unitedforpeace.org/
3) F15 il mondo contro la guerra
Anch’io ci sarò: messaggi di compagni che vanno a
Roma (dal cerchio)
anc'io ci sarò chiamami
fata
______________________________
"Durante un incendio nella foresta,
mentre tutti gli animali fuggivano,
un colibrì volava in senso contrario
con una goccia d'acqua nel becco.
Cosa credi di fare! Gli chiese il leone.
Vado a spegnere l'incendio!
Rispose il piccolo volatile.
Con una goccia d'acqua?
Disse il leone con un sogghigno di irrisione.
Ed il colibrì, proseguendo il volo,
rispose: Io faccio la mia parte! ".
___________________________________
----- Original Message
-----
From: "Tuula Haapiainen"
To:
Sent: Tuesday, February 11, 2003 7:16 PM
Subject: Re: [Cerchio] roma
> sarà impossibile incontrarci tutt* lì ????
> io verrò..:))
> tuula
4) Attentati contro le chiese nel
padovano e guerra a bassa intensità
11 febbraio 2003 – anniversario
patti Lateranensi
Noallaguerra su varie liste controlaguerra,
indymedia, movimento, lilliputpd
etc..
Rapidamente si sta sgonfiando la pista islamica per gli
attentati alle chiese di Villanova di Csp e Reschigliano.
E spunta adesso la pista “locale”!,
di settori neofascisti, leghisti arrabbiati, cattolici oltranzisti antimmigrati...per quanto il dialetto dei volantini
trovati non sia stato scritto da un veneto ( “A MORTE LA CIESA DEI
FRATI/VIOLENSA CON TALEBANI/A MIA SORELA BUTAGLI/UNA BOMBA ANCHE QUELA”- “ciesa, butagli” ma che termini veneti sono? Ogni veneto dice césa non ciesa, buteghe e mai più butagli…)
Come non riandare ai vecchi spettacolini delle violenze
contrapposte.
Bisogna invece riflettere al complesso del quadro...agli
spettacolini mediatici organizzati dei pestaggi agli islamici a Telenuovo e Serenissima, alla caccia al marocchino coll’esplosivo nel calzino nel Bassoveneto.
Insomma c'è qualcuno che punta alla rissa di civiltà?
Chi può essere in questo momento??
Constatiamo per l'ennesima volta, che in presenza di crisi
internazionali e nei paraggi delle basi americane rifiorisce la guerra a bassa
intensità, forse non saranno più le rose dei venti, sarà qualche altro fiore, mancari più ristretto dei venti della nato, ristretto ai
venti americani e ai venticelli loro servi, anche se non è da stupirsi se si
troveranno tra i manovali qualche nipotino di freda o
qualche figlio di spiazzi.
Si capisce meglio dunque il messaggio ai cattolici rivolto alla vigilia della visita di Tarek
Aziz al Papa.
In questa prospettiva sbagliatissimo è
dividere il fronte della lotta contro la guerra. Invitiamo tutti ad
estendere la mobilitazione ad andare tutti a Roma il 15 febbraio, a prepararsi
allo sciopero contro la guerra, a
scendere nelle strade, alla manifestazione del 3 marzo a Padova.
5) Informazione dai siti dei
Lib-ertari
http://www.inventati.org/lib/guerra.htm
I
predatori dell'oro blu
È
emergenza acqua. Non ce n'è per tutti. Interi paesi non ne hanno,
mentre
altri la sprecano. Con il rischio che in suo nome possano
scoppiare nuovi conflitti.
Come è già accaduto. E come
prevede un dossier della Cia
http://www.inventati.org/lib/acque.htm
IL FORUM
MONDIALE SULL'ACQUA e altre notizie dai territori
http://www.inventati.org/lib/acqua.htm
MONACO STOP
NATO cronaca
http://www.inventati.org/lib/monaco.htm
6)Cronaca
di una coercizione, carcere di Messina anno 2003
COA Transiti 28
To: cslist@ecn.org, movimento@ecn.org
Subject: CRONACA DI COERCIZIONE, CARCERE DI MESSINA
Date: Tue, 11 Feb 2003 20:44:33
+0100
Cronaca di coercizione
Carcere di punizione di Messina
Dal giorno del mio arresto e portato qui, in 2 mesi è successo questo,
durante l’isolamento di 10 giorni, al quale ho reagito con uno sciopero
della fame e altri tipi di proteste. Ma non sono
servite a nulla.
Il 23 Dicembre 2002, 5 guardie del carcere vengono a prendermi nella mia
cella dove fino a quel momento malvolentieri stavo, e portato in una
cella di punizione, arrivati dentro questa cella, mi hanno invitato a
spogliarmi del tutto nudo, ma al mio rifiuto, sono stato preso e
sbattuto sul muro con una certa forza (il giorno dopo ero pieno di
lividi sulla spalla sinistra). Ma non è finita qui, uno di loro,
esaltato, al grido ci penso io a questo coglione, che
voi no global
siete tutti pezzi di merda, sono stato preso a pugni,
per quasi 4 ore
sono rimasto nudo in quella cella. Mi sono sentito umiliato e solo.
Da due mesi non faccio colloquio con i miei familiari, mia madre
è stata
respinta per 2 volte, arrivata apposta da Catania con notevoli
difficoltà economiche.
Avuta notizia che per la seconda volta mia madre non era stata fatta
entrare, prima mi sono rifiutato di salire nella “mia” stanza per circa
30 minuti, e poi, con uno sciopero della fame durato 5
giorni finchè non
avevo ottenuto il nulla osta da Genova per questa settimana. LA LOTTA
PAGA!!!
Sono stato successivamente minacciato da Ispettori corrotti, che con
terzi mi minacciavano di farla finita, se no mi sarebbe finita male.
Vi pregherei di far sapere quello che qui accade.
Adesso è arrivata anche una squadretta, pronta al pestaggio.
NO PASARAN
FRANCESCO PUGLISI
07/ 02/ 2003
7)ACEA - ISRAELE: L’ACCORDO DELLA VERGOGNA
Radio Città Aperta
Nel dicembre scorso, un gruppo di imprenditori
italiani è stato in Israele con il Viceministro per
il Commercio Estero, Adolfo Urso di Alleanza
Nazionale. Fra i manager che hanno stretto accordi in Israele c'era anche Paolo Cuccia, Amministratore Delegato dell' ACEA
s.p.a.
L'ACEA - società la cui maggioranza appartiene al Comune di
Roma - collaborerà con gli Israeliani nello sfruttamènto delle acque della
regione.
Il Parlamento Europeo ha votato una Risoluzione per la
sospensione dell'associazione di Israele all'Unione
Europea, a causa delle violazioni israeliane dei diritti umani; la sottrazione
dell'acqua ai Palestinesi e agli altri Paesi della regione (il Libano, per
esempio) è un elemento fondamentale del colonialismo israeliano; Israele,
infatti, a differenza dei Paesi vicini, non ha mai sottoscritto i trattati
internazionali sulle acque e non si contano le Risoluzioni dell'ONU che hanno
condannato Israele e le sue rapine delle risorse naturali, prima fra tutte
proprio l'acqua.
In questo quadro, la collaborazione ACEA - Israele assume
il significato di un avallo alla politica criminale di Sharon
contro il popolo palestinese.
Il fatto che un'azienda pubblica e quindi lo stesso Comune
di Roma si rendano complici di queste violazioni del Diritto Internazionale
è inaccettabile.
Chiediamo che ogni accordo di collaborazione fra il Comune
di Roma, le sue aziende e Israele venga sospeso fino a
quando Israele non avrà ottemperato alle Risoluzioni dell'ONU, ritirando le
truppe di occupazione e smantellando le colonie dalla Cisgiordania,
da Gaza e da Gerusalemme est, riconoscendo il diritto al ritorno dei profughi
palestinesi alla loro terra.
Primi firmatari:
Forum Palestina – Prof. Umberto Allegretti
(Docente di Diritto Pubblico dell’Università di Firenze) – Sergio Cararo (Radio Città Aperta) – Germano Monti (Comitato
Politico PRC di Roma) - Francesco Andreini
(Consigliere Comunale PRC di Siena) – Circolo ARCI Agorà (Pisa) - Letizia Giustolisi – Giorgio Rondi -
Elena Palazzetti – Comitato Palestina di Firenze –
Mauro Bulgarelli (Deputato dei Verdi) – Stefano Chiarini (Giornalista del Manifesto) – Comitato per non
dimenticare Chatila – Carlo Pona
(Presidente del Servizio Civile Internazionale) - Maura Gualco
(Giornalista de L'Unità) - Bianca Di Giovanni (Giornalista de L'Unità) - Stefano
Bocconetti (Giornalista de L'Unità) - Cesare Buquicchio (Giornalista de L'Unità) - Tony De Marchi
(giornalista de L'Unità) - Guglielmo Allodi
(Assessore Ds della Provincia di Napoli) - Adriana
Spera (Consigliera Comunale del PRC di Roma) - Mariangela Pedditzi
(Associazione di Amicizia Sardegna - Palestina) -
Cristina Fuga (Segreteria Nazionale CUB Scuola) - Claudio Ortale
(Staff del Gruppo Consiliare capitolino del PRC) - Stefano Papa (Segretario
FLAICA - CUB) - Bruno Bonifacio e Nicoletta Rizzitelli (Trieste) - Ramon Parral
(Poeta) - Giovanni Ciccone (Presidente
dell'Associazione JENIN di Roma) - Renata La Rovere (Insegnante, Napoli) -
Alessandra Valle (Donne in Nero, Napoli) - Giuseppina Natale (Roma) - Maurizio Musolino (Giornalista de La Rinascita)
Le adesioni possono essere inviate a forumpalestina@libero.it
8) Guerra imperialista e lotta di classe nazionale, un link fresco di giornata
La guerra ai cancelli
editoriale del 13 febbraio di Radio Città Aperta
Mentre le cancellerie delle grandi potenze si
accapigliano sulle loro
divergenze sull'aggressione militare all'Iraq, in casa nostra c'è già chei
ha metabolizzato il clima di guerra. E' notizia di questi giorni che la
Confindustria intende introdurre delle sanzioni economiche contro i
lavoratori metalmeccanici che sciopereranno in 21 febbraio prossimo, perchè
"romperebbero la tregua" sindacale.
Al di là del dettaglio che i lavoratori in sciopero già pagano gli scioperi
di tasca loro (perdendo più di quello che incassano sulla busta paga), la
minaccia della Confindustria ci conferma che la guerra non è solo un fattore
militare che si combatte in paesi e confini lontani, ma che lentamente entra
nel DNA della società civile incarognendo ancora di più i rapporti sociali.
Gli industriali, o meglio, i padroni, vogliono sentirsi sicuri che, anche in
caso di guerra, la produzione, le gerarchie e la disciplina del lavoro non
subiranno scossoni. Al contrario, è necessario che i lavoratori si sentano
in qualche modo militarizzati al loro posto di lavoro e vengano ritenuti
disertori se rivendicano i loro diritti.
Anche questo non è un dettaglio, perché - finalmente - sembra che contro
questa guerra sono già state avviate le procedure per la convocazione di uno
sciopero generale qualora il governo Berlusconi vi trascini dentro il paese,
uno sciopero reso legittimo e di altissimo valore morale non solo perchè i
lavoratori, storicamente, si sono opposti alle guerre di aggressione, ma
perché contro questa guerra si è ripetutamente pronunciata l'80%
dell'opinione pubblica, delegittimando così la vocazione servile e
guerrafondaia del governo e ponendo serissimi problemi di legittimità ad un
Parlamento ed un esecutivo che non rispettassero gli orientamenti della
società
9)Non è una crisi come
le altre, non sarà una guerra come le altre
Contro la guerra...gettiamo le basi
Roma, Venerdì 21 febbraio, ore 17.00
centro congressi "Cavour", via Cavour
Incontro- dibattito
partecipano:
Fausto Sorini (Dir. Naz. PRC), Mauro Bulgarelli (deputato dei Verdi),
Vittorio Parola (Socialismo 2000), Pierapolo Leonardi (RdB/CUB), Vincenzo
Miliucci (Confederazione Cobas), Mauro Casadio (Rete dei comunisti), Fausto
Schiavetto (Veneto contro la guerra), un compagno del CPA di Firenze (da
confermare)
E' ormai evidente a molti come la guerra preventiva scatenata dagli Stati
Uniti abbia alle spalle interessi economici, geopolitici e strategici che li
oppongono al resto del mondo, a gran parte dell'opinione pubblica ed a molte
potenze fino a ieri "partner" e subordinate dentro la NATO.
L'80% degli italiani è contrario alla guerra, ragione per cui il governo
Berlusconi non ha la legittimità per rendere l'Italia complice
nell'aggressione militare oggi dell'Iraq e domani contro qualche altro
paese. La concessione dell'uso delle basi militari USA e NATO e dei corridoi
di sorvolo nel nostro paese per le forze armate americane deve essere
impedito. In questo senso, l'indicazione dello sciopero generale europeo
contro la guerra è un primo, importante strumento per impedire il
coinvolgimento dell'Italia nella guerra. Lo smantellamento delle basi
militari che ospitano armi nucleari, bombe, aviogetti statunitensi, deve
segnare un secondo passaggio di qualità dell'ampio e unitario movimento che
si oppone alla guerra in Italia, in Europa, nel mondo.
Le spese militari americane (369 miliardi di dollari) sono più del triplo di
quelle di tutti i paesi europei messi insieme (115 miliardi di dollari). Ma
sarebbe tragico se, per riequilibrare questa differenza, l'Unione Europea
inseguisse gli Stati Uniti sulla strada del riarmo e dell'aumento delle
spese militari. Una nuova corsa agli armamenti non è la strada verso un
mondo multipolare non più dominato dalla supremazia di una sola
superpotenza.
Gettare le basi non significa solo smantellare le basi militari USA e NATO
in Italia ma anche creare le condizioni per una trasformazione democratica e
sociale che impedisca innanzitutto la guerra e costruisca una alternativa di
sistema che non renda nuovamente l'umanità una vittima della competizione
globale tra i maggiori poli capitalisti.
Rete dei comunisti/Communist network
info: cpiano@tiscali.it;
10 Dall'Olanda Americani in Olanda manifesteranno contro la guerra all'Irak il 15 febbraio
From: "Denis Campbell"
Date: Tue, 11 Feb 2003 14:12:48 +0100
Subject: American Against War In Iraq - Press Conference
Americans Against War in Iraq
Contacts: Denis Campbell Sheila Gogol
+31 (0)62 904 1481 +31 (0)20 662 0405
denis@dark2light.com sheila.gogol@tip.nl
Press Conference: Friday - February 14 - 10:30AM
ABC Treehouse, Voetboogstraat 11,
Amsterdam
February 11, 2003
For immediate release
Americans to March with Iraqis
in Amsterdam Peace Rally
U.S. and Iraqi citizens living in the Netherlands will march together on
February 15 in Amsterdam to protest a potential U.S.-led war against
Iraq.
"We refuse to be enemies," said Sheila Gogol, spokesperson for Americans
Against War in Iraq.
AAWI is a group of concerned U.S. expatriates in Holland who have come
together to speak out against the increasing threat of a pre-emptive war
waged against the Iraqi people. The group represents a broad spectrum of
different ages, backgrounds, professions, faiths and political
affiliations.
The joint American-Iraqi march is part of a large anti-war rally
beginning at 1:00PM, Saturday, February 15, on the Dam in Amsterdam.
The Amsterdam rally is part of a worldwide day of opposition to war
against Iraq. Simultaneous rallies will take place in New York and more
than 50 cities around the globe. It has been reported that this may be
the largest ever mobilization against war. Organizers estimate that 10
million people around the world could take part.
On Friday, February 14, AAWI and their Iraqi counterparts will hold a
joint press conference to inform the media and answer questions about
their decision to march together.
Look for us on Saturday, 15 February on the Dam near the Nieuwe Kerk.
BACKGROUND INFO:
Americans Against War in Iraq
AS DIVERSE AS AMERICA ITSELF
* As our name suggests, we are a group of concerned US citizens
living in the Netherlands who oppose war with Iraq. We are as diverse as
America itself, encompassing a broad spectrum of different ages,
backgrounds, professions, faiths, and political affiliations. We are
doctors, lawyers, artists, executives, entrepreneurs, educators,
students, parents, grandparents. We are united by a common desire to
achieve a peaceful resolution to the Iraq crisis and avoid war.
AMERICANS OPPOSE WAR IN RECORD NUMBERS
* There is a general perception in Europe and elsewhere that all
Americans support the Bush administration's relentless pursuit of war.
This is simply not true. Anti-war sentiment in the U.S. is strong and
growing stronger. Protest and public outcry against the war are reaching
levels not seen since Vietnam. More than 50 U.S. cities have passed
resolutions opposed to war. Like our counterparts back home, we are not
"radicals", but average Americans from all walks of life standing in
solidarity with people all over the world who support peace.
"DISSENT IS THE HIGHEST FORM OF PATRIOTISM"
* Thomas Jefferson wrote, "Dissent is the highest form of
patriotism." After September 11th, it was considered blasphemous for
Americans to speak out against the U.S. government. Anyone who dared
criticize the current administration and its policies was quickly
branded a "traitor" and labeled unpatriotic. Yet, turning a blind eye to
foreign and domestic policies that are unfair and unjust is
unconscionable; we cannot stand silently by and watch our government
violate international law and wreak havoc on innocent people. We stand
firmly behind the principles of life, liberty, free speech, and
democracy. These freedoms must be extended to everyone, not just a
select few. We believe that by pursuing a war of aggression in Iraq our
government is violating the very principles it espouses.
MANY REASONS FOR OPPOSING WAR
* Our reasons for opposing a war against Iraq are many. If you ask
us why we are marching today, you will get many different answers,
including:
* There can be no justification for a war which will result in
the death and suffering of countless women, children and innocent
civilians.
* This war is being waged for economic reasons that have more to
do with oil than terrorism or alleged weapons of mass destruction.
* The U.S. government, in the absence of solid evidence against
Iraq, uses fear and scare tactics to persuade the American people that
war is necessary.
* Waging war against Iraq will increase anti-American sentiment
abroad and will provoke more incidents of terrorism, not less.
* The U.S. should focus on domestic issues such as the economy,
health care, and education rather than spending billions of dollars on
war.
* This pre-emptive war is morally and ethically wrong. Peaceful
alternatives do exist.
"Peace cannot be achieved through violence,
it can only be attained through understanding." - Ralph Waldo Emerson
-------- Einde Doorgestuurd bericht --------
-- 15 feb - Stop de oorlog tegen Irak -
http://www.wereldcrisis.nl