Bollettino della Rete antiguerra veneto del 10 marzo 2003

 

1) Iniziato il blocco antiguerra del porto di Livorno

2) Convocazione straordinaria contro la guerra per sabato 15 a Padova davanti al municipio alle ore 17

3) Mobilitazione straordinaria controguerra:proposte dal Veneto- nelle liste di movimento

4) Lettera di noallaguerra all’associazione per la pace Padova 10 marzo 2003

5) Lettera a Sergio Bortolami uebmaster de gamma cinque

6) Da Flora Brutte notizie…il Die in

7) Da Pecora Nera: manifestazione antimilitarista ad aviano il 5 aprile

8) Da Roger Romain: maestra USA

9) Allerta per Mumia e i prigionieri nelle afroamericani

10) I detenuti di Giuliano Corà

11) A cinquant’anni dalla morte di Stalin di Ludo Martens presidente del PTB

12) Newsletter di Misteri d’Italia del 10 marzo (con documenti sullo scontro a fuoco Polfer-Br)

13) Una voce fuori dal coro dal cerchiodig8

14) La disavventura di Casarini coi portuali di Livorno

 

 

1)Iniziato il blocco antiguerra del porto di Livorno

Da networkanticapital ore 23 del 10 marzo

 

I compagni hanno cominciato il blocco intorno allo Varco Galvani del porto
di Livorno. La polizia ha chiuso l'Aurelia sud e l'uscita della superstrada
verso Varco Galvani per consentire il trasporto via gomma. I compagni di
Livorno e Pisa stanno comincianod ad effettuare il blocco.

 

11-MAR 00:11  Trasporti militari: pacifisti bloccano una colonna militare diretta al porto di Livorno

LIVORNO - Una settantina di manifestanti ha bloccato il transito di una colonna di mezzi militari diretti al porto di Livorno e provenienti dalla base Usa di Camp Darby. I pacifisti hanno impedito il passaggio a uno dei varchi ai moli, il varco Galvani, formando una catena umana. (Agr)



s.a. Newroz - MAT

 

2) Assieme ai pacifisti americani che manifestano a Washington davanti alla Casa Bianca

 

TUTTI IN PIAZZA CONTRO LA GUERRA

 

 

 PADOVA SABATO 15 marzo ’03

 

ORE 17 PRESIDIO DAVANTI AL MUNICIPIO

 

 

La guerra si avvicina a grandi passi. Sfidando  le proteste dei popoli di tutto il mondo Bush e la sua banda di petrolieri e mercanti d’armi, supportati dai vari Berlusconi, stanno preparando un terribile massacro.

 

La guerra del petrolio ci minaccia tutti, le proteste devono adesso intensificarsi più che mai,  non devono essere lasciate in mano a chi ne fa un mero spettacolo o uno strumento politico per il proprio tornaconto. Bisogna avere un atteggiamento attivo di sostegno ai popoli, alle lotte del proletariato,  vero obiettivo contro cui si scatena la guerra infinita. Organizziamo dovunque dei comitati popolari contro la guerra che portino avanti  iniziative, momenti di lotta diffusa nel territorio, nei posti di lavoro, di studio, nei quartieri.

 

Per discutere assieme dello sviluppo del movimento, per cercare di essere uno di quei sassi che bloccano l’ingranaggio della guerra, per dimostrare ancora una volta contro il massacro annunciato

Troviamoci tutti in piazza sabato pomeriggio.

 

 

 

VENETO CONTRO LA GUERRA

 

3)Mobilitazione straordinaria controguerra:dal Veneto alle liste di movimento

 

A tutti quelli che sono contro la guerra

 

Bush e la sua banda di petrolieri e mercanti d'armi procedono senza scrupoli. Sembra che preparino un colpo devastante. E' adesso che occorre reagire, non subire, non delegare a nessuno la protesta.

 

DA ADESSO IN AVANTI ASSEMBLEE DOVUNQUE

 

GIOVEDI' UN'ASSEMBLEA DI STUDENTI E DOCENTI DELL'UNIVERSITA' E DELLE MEDIE IN AULA M A SCIENZE POLITICHE (ALLE 15)A PADOVA PER DECIDERE LA MOBILITAZIONE, LO SCIOPERO IL BLOCCO DI SCUOLE E FACOLTA'

 

GIOVEDI' SERA ALLE ORE 20 PICCHETTO ALLARGATO A VICENZA DAVANTI A CAMP EDERLE- ASSEMBLEA DI LOTTA DI VENETOCONTROGUERRA.

 

VENERDI' 14 MARZO IN OCCASIONE DELLO SCIOPERO EUROPEO CONTRO LA GUERRA ASSEMBLEE NEI POSTI DI LAVORO, PER L'UNIVERSITA' ASSEMBLEA GENERALE AL BO' A PADOVA ALLE ORE 11

 

SABATO 15 MARZO IN ASSONANZA CON LE MANIFESTAZIONI DI WASHINGTON CONTRO LA GUERRA E CON QUELLE DI TANTE  ALTRE CITTA' TUTTI DAVANTI AL MUNICIPIO A PADOVA ALLE ORE 17 (INVITIAMO TUTTI A RIUNIRSI CONTRO LA GUERRA NELLE PIAZZE DELLE LORO CITTA' E PAESI)

 

FORMIAMO COMITATI POPOLARI CONTRO LA GUERRA CHE PRATICHINO LOTTE DIFFUSE NEL TERRITORIO, NEI POSTI DI LAVORO E DI STUDIO. FERMIAMO CON LA LOTTA LA GUERRA.

 

TUTTI IN LOTTA CONTRO LA GUERRA NON DELEGHIAMO A NESSUNO LA LOTTA CHE DEVE ESSERE DI TUTTI

La guerra del petrolio ci minaccia tutti, le proteste devono adesso intensificarsi più che mai,  non devono essere lasciate in mano a chi ne fa un mero spettacolo o uno strumento politico per il proprio tornaconto. Bisogna avere un atteggiamento attivo di sostegno ai popoli, alle lotte del proletariato,  vero obiettivo contro cui si scatena la guerra infinita. Organizziamo dovunque dei comitati popolari contro la guerra che portino avanti  iniziative, momenti di lotta diffusa nel territorio, nei posti di lavoro, di studio, nei quartieri.

 

Per discutere assieme dello sviluppo del movimento, per cercare di essere uno di quei sassi che bloccano l’ingranaggio della guerra, per dimostrare ancora una volta contro il massacro annunciato Troviamoci nelle piazze, nelle strade, nei luoghi di lotta.

 

 

 

 

 

Lettera di noallaguerra all’associazione per la pace Padova 10 marzo 2003

 

 

siamo senz'altro perchè tutte le forze che sono contro la guerra davvero uniscano i loro sforzi in quest'ora veramente tragica della storia. Se le notizie che circolano sono fondate sembra che per far presto e cercare di evitare le proteste dei popoli del mondo, gli usa e i loro alleati si apprestino a compiere un vero massacro degli innocenti.

 

 

Domani qualcuno di noi verrà senz'altro.

le scadenze sulle quali noi concentriamo gli sforzi sono:

 

1) giovedì assemblea degli studenti e dei docenti universitari e medi aula m sp ore 15. obiettivo: preparare gli scioperi e i blocchi delle scuole e delle facoltà.

 

2) giovedì sera picchetto notturno davanti a Camp Ederle, il picchetto sarà rafforzato e diversificato. annunciata la presenza di diversi comitati da varie parti del veneto, discussione delle iniziative da prendere

 

3) venerdì sciopero europeo contro la guerra, assemblee da farsi nei posti di lavoro. E' assolutamente scandaloso che i sindacati che pure si riempiono la bocca di pace non convochino nessuna assemblea. Cercheremo di convocare un'assemblea generale di studenti e docenti al Bò alle ore 11 di venerdì

 

4) Infine sabato pomeriggio dalle ore 17 presenza in piazza, davanti al municipio a Padova, striscioni, bandiere, torce, veglia contro la guerra

 

5) subito sciopero e manifestazione in caso di attacco

 

6) creazione di comitati popolari ovunque possibile, manifestazioni diffuse, ripetute, improvvise.

 

7)il 23 marzo un importante incontro con un giovane dirigente palestinese (il responsabile del Centro giovani di Chatila),

 

 

----- Original Message -----

From: Gianni Rocco

To: noallaguerra

Sent: Monday, March 10, 2003 5:49 PM

Subject: Re: [lilliput pd] iniziative controguerra nel veneto

 

Vi comunico che domani 11 marzo alle ore 18,30 si riunisce il Coordinamento per la pace "senza se e senza ma" presso la Case Arcobaleno via Cornaro 1/a Padova, per stabilire le nuove iniziative, verificare il percorso da tenere in caso di guerra, comunicare le varie scadenze, etc.

A presto  Gianna Benucci Associazione per la pace

 

 

 

5) Lettera a Sergio Bortolami uebmaster de gamma cinque

 

nonostante il boicottaggio di tutti i media e di tutti i partiti, nonostante lo spauracchio dei fascisti molte padovane e padovani hanno manifestato dalla stazione al prato della valle, tra questi riconoscibili diversi gamma 5

quel  gran canporco de Bush e la so banda de petrolieri e mercanti d'armi  i sta preparando el massacro

ma noialtri no molemo. Xe adesso che bisogna vegner fòra co più forza!!

giovedì assemblea all'università, venerdì sciopero europeo e assemblee nei posti de lavoro

sabo 15 MARZO da novo ORE 17 DAVANTI AL MUNICIPIO DE PADOVA PROTESTA PRESIDIO CONTRO LA GUERRA!!!!

 

ACCLUSO EL VOLANTIN DE SABO

 

 

 

Da Flora Brutte notizie… Il die in

 

Ciao Fausto, purtroppo arrivano brutte notizie in internet, pare che si stiano preparando ad attaccare e che la cosa dovrebbe essere imminente ... sembra che Bush non voglia nemmeno aspettare i dieci giorni che aveva detto.
Tutto quello che ho fatto fino ad ora l'ho sempre fatto con in testa l'immagine di quella donna e di quel bambino che sono a Baghdad e anche ora ho in testa quell'immagine.
Dicono che conquisteranno la città in una settimana ... come ?
Purtroppo la paura che avevi tu sull'uso delle armi di distruzione di massa si sta concretizzando, magari butteranno un'atomica e si giustificheranno dicendo di aver colpito un deposito di armi iracheno dove erano nascoste le armi atomiche e che ciò che ne è derivato è stato tutta colpa di Saddam ecc.   quanti morti Fausto ?

Per giovedì penso sia importantissimo fare il "die in", non dovrebbe essere complicato, mi hanno spiegato di cosa si tratta, alcune persone suonano i tamburi, il suono aumenta mentre un gruppo di persone (5 - 6) si mettono in un luogo e si guardano intorno atterrite, quando il suono dei tamburi diventa più forte da un sound system parte un fischio o una sirena e i tamburi tutti insieme battono un colpo fortissimo.
Le 5 - 6 persone cadono a terra e tutto tace.

Si resta in silezio mentre un paio di altri attori passano con un gessetto bianco e fanno il contorno intorno ai 5 - 6 che sono fermi in terra.

Il tutto dovrebbe durare circa 20 minuti non di più.

Resterebbero i segni con il gesso per terra.

Un abbraccio

 

 

 

Da Pecora Nera – Verona Manifestazione antimilitarista ad Aviano il 5 aprile

 

SABATO 05 APRILE - RITROVO ORE 14,00
in PIAZZA A ROVEREDO IN PIANO
MANIFESTAZIONE AD AVIANO
CONTRO TUTTE LE GUERRE, LE BASI MILITARI E GLI ESERCITI

La guerra in Iraq non è mai terminata, USA e fedeli alleati scatenano
l¹attacco finale ad una popolazione già martoriata dai bombardamenti e
dall¹embargo.
Questa guerra sarà una guerra per il controllo delle risorse petrolifere,
una guerra dei ricchi contro i diseredati di ogni parte della Terra, sarà
soprattutto ed ancora una guerra contro gli sfruttati e contro la libertà di
tutti e di tutte.
Essere contro a questa guerra significa:
- opporsi a tutte le guerre
- lottare quotidianamente contro il militarismo e tutte le gerarchie
- inceppare, boicottare e disertare luoghi e meccanismi dell¹assassinio
statuale e capitalista
- costruire relazioni libere ed egualitarie
- convertire le industrie e le strutture di morte
- promuovere l¹autogestione del territorio e delle risorse
sciopero generale immediato contro la guerra
siamo tutti disertori
SABBIA E NON OLIO NEL MOTORE DEL MILITARISMO
Assemblea Antimilitarista e Antiautoritaria


MANIFESTO D¹INTENTI
L¹"Assemblea antimilitarista ed antiautoritaria" è una rete di gruppi,
associazioni, singoli che individua nella critica radicale ad ogni forma di
autoritarismo e gerarchia la necessità di sviluppare un coerente percorso
antimilitarista, capace di inceppare la più mostruosa e follemente
gerarchica delle istituzioni statuali. Gli eserciti sono lo strumento della
dominazione statuale attraverso il monopolio della forza che, se esercitata
in nome dello Stato, produce aberrazioni quali la guerra "giusta" e quella
"umanitaria".
Opporsi alle guerre, a tutte le guerre, significa per noi opporsi
all¹esercito, a tutti gli eserciti.
La guerra permanente e preventiva non è un fatto nuovo e gli antiautoritari
sono sempre, permanentemente impegnati a prevenire la guerra opponendosi al
militarismo, alla gerarchia, alla sopraffazione, allo Stato.
Noi vogliamo una società smilitarizzata, ossia senza frontiere, carceri,
tribunali, polizie, sollevata da ogni forma di dominio e di discriminazione.
La guerra, ricordiamolo, non è mai solo guerra "esterna", rivolta verso un
"nemico" che abita altrove, ma è anche, non secondariamente, guerra
"interna" e lì il "nemico" sono tutti coloro che si oppongono ad un ordine
ingiusto, tutti coloro che rifiutano la gerarchia e lo sfruttamento, tutti
coloro che si oppongono al razzismo, alla società di classe, alla crescita
dell¹ineguaglianza, alla negazione di ogni forma di libertà.
Qui da noi la guerra è iniziata ormai da tempo. Ne sanno qualcosa i malati,
gli studenti, i pendolari, i lavoratori cui sono stati tagliati servizi per
finanziare l¹esercito, la missione di "peacekeeping" in Afganistan oggi, i
bombardamenti della Serbia l¹altro ieri. Ne sappiamo qualcosa tutti, ogni
giorno subiamo l¹erosione progressiva dei già esigui spazi di libertà.
Risorse preziose vengono bruciate sull¹altare del militarismo per costruire
portaerei, per acquistare armi, per assoldare assassini in divisa. Oggi lo
fa il governo di destra, ieri lo faceva quello di sinistra. Lo sappiamo: non
ci sono poteri buoni.
In questi anni abbiamo assistito ad una crescita della spesa militare a
danno di quella sociale, ad una ripresa della più becera retorica
bellicista, ad un¹ossessiva campagna di reclutamento nelle strutture
militari, favorita da una legislazione che apre canali di ingresso
privilegiato agli ex militari nella pubblica amministrazione. Opporsi al
militarismo è quindi essenziale per fermare l¹escalation bellica ma anche
per dar forza alla lotta contro l¹autoritarismo statuale.
Opporsi alla guerra significa quindi opporsi al massacro degli iracheni e,
insieme, lottare per una vita migliore nel nostro paese. Guerra esterna e
guerra interna hanno lo stesso fronte. "Alla fine della guerra tra i vinti
faceva la fame la povera gente, tra i vincitori faceva la fame la povera
gente ugualmente" (B. Brecht).
Di fronte alla spaventosa escalation bellica alla quale stiamo assistendo
negli ultimi anni individuiamo, quali momenti di lotta al militarismo ed
alla guerra i seguenti ambiti.
1 - L¹opposizione alla presenza sul territorio di tutte le basi e le
installazioni militari
2 - L¹impegno contro l'invio di contingenti armati all¹estero (come, ad
esempio, gli Alpini in Afganistan)
3 - I trasporti d¹armi nel nostro paese sono quotidiani e si stanno
intensificando. Sosteniamo i blocchi e l¹obiezione di coscienza dei
lavoratori delle ferrovie e portuali.
4 - denunciamo e boicottiamo le industrie belliche e invitiamo all¹obiezione
i lavoratori di queste industrie.
5 - Contro la propaganda militarista nelle scuole, nei posti di lavoro, sul
territorio. In particolare individuiamo i Rap Camp (Reclutamento e Attività
Promozionale) come luogo della più becera propaganda militarista
6 - Contro tutte le missioni "Arcobaleno" ("prosecuzione della guerra con
altri mezzi") che tentano di coprire con una patina umanitaria i lucrosi
affari delle "ricostruzione" di quegli stessi paesi che si è provveduto a
bombardare e distruggere.
Alla guerra preventiva nelle piazze del mondo si sta opponendo la
mobilitazione pacifista ed antimilitarista preventiva. Milioni di uomini e
donne che non vogliono un futuro di morte, distruzione, cancellazione di
libertà.
Riempire le piazze è importante ma non basta. Fermare la guerra, inceppare
la macchina mostruosa del militarismo richiede un impegno quotidiano,
un¹insubordinazione collettiva che metta sabbia negli ingranaggi bellici. Il
primo passo concreto è lo sciopero generale contro la guerra. Il
sindacalismo di base lo ha indetto immediatamente dopo l¹inizio del
conflitto.
Ogni azione, anche piccola, da un drappo alla finestra al blocco di
convoglio di morte, serve ad inceppare, rallentare il meccanismo di guerra.
Spetta a ciascuno di noi impegnarsi sin da ora perché riesca lo sciopero, il
boicottaggio, la diffusione di idee di libertà perché chi vuole la guerra
sappia che noi non ci arruoliamo, che siamo tutti disertori.
Sabbia e non olio nel motore del militarismo.
Prossimi appuntamenti:
- L¹Assemblea Antimilitarista e Antiautoritaria propone di partecipare con i
propri contenuti chiaramente antimilitaristi e libertari, con uno spezzone
autoorganizzato con i settori che si riconoscono o sono vicini alle
posizioni antiautoritarie, alle manifestazioni di Camp Darby a Pisa del 8
marzo, a quelle contro le basi previste per il 22 e 23 marzo e il 13 marzo a
Modena davanti all¹accademia militare in occasione del giuramento dei
cadetti alla presenza di Carlo Azeglio Ciampi.
- Sosteniamo e promuoviamo iniziative d¹allargamento e consolidamento allo
sciopero generale immediato contro la guerra.
- s¹individua nel 5 aprile ad Aviano una mannifestazione nazionale per
rafforzare il radicamento territoriale delle lotte, obiettivo fondante
dell¹Assemblea Antimilitarista e Antiautoritaria in linea di continuità con
la scorsa manifestazione di La Spezia.
- Strumenti culturali e controinformativi adeguati per l¹opposizione al
militarismo saranno:
- un volantone antimilitarista
- un opuscolo antireclutamento per le scuole
- adesivi antimilitaristi

Assemblea antimilitarista ed antiautoritaria

 

8) Da Roger Romain  In una scuola degli USA

 

 

 

9) Allerta. Mobilitazione per Mumia e i prigionieri afroamericani

Mensaje original -----

De: LAPENA2000@aol.com

Para:

Alerta y movilizacion Solidaria.

Dado la histeria guerrerista de las autoridades Gringas,i nvitamos a desarrollar todo tipo de iniciativas para solidarizarse con los hermanos presos politicos Cubanos,con los más de Tres mil presos en las carceles secretas del Dictador Bush,todos los presos corren peligro en EEUU,ya que los servicios secretos y de represion estan utilizando en contra de los detenidos todo tipo de torturas,varios han sido fusilados en la Isla de Guantánamo y ellos dicen que se estan "suicidando y ahorcando por su propia cuenta".
Ante estas violaciones sistematicas a la violacion de los derechos humanos,ante la violacion de los derechos democraticos y civiles invitamos a la amplia vigilancia y denuncia sobre esta situacion.Llamamos a las organizaciones internaciones a tomar carta en este asunto todas las comisones de derechos humanos de la ONU,OEA y Parlamentos deben actuar de inmediato ante este crimen y violacion de los derechos humanos por el gobierno de los EEUU.

Exigiendo libertad para los internacionalistas Cubanos.

Libertad a Mumia y Activistas politicos Afronorteamericanos presos en mazmorras del Imperio.

Libertad a
tod@s los arrestados por oponerse a la guerra.

Libertad a los presos politicos en Cárceles Secretas por razones  inmigratorias

Libertad a los presos politicos Puertoriqueños.

Cese a la tortura y crimines de lesa humanidad por las autoridades Gringas

Libertad a todos los presos imigrantes  en carceles secretas y sin defensa legal(3 mil)

DENUNCIAMOS DESDE LAS ENTRAÑAS DEL MONSTRUO

Comite para la Justicia en Chile y Latinoamerica.
New York 10 de marzo 2003


7 de marzo del 2003

URGENTE: Los Cinco Cubanos, en confinamiento solitario, necesitan de su ayuda!

El 3 de marzo, los Cinco prisioneros polí­ticos Cubanos en los EE.UU. repentinamente y sin justificación alguna fueron puestos en confinamiento solitario en sus diferentes prisiones. Se desconoce cuanto tiempo permanecerán en estas condiciones.

Las autoridades de la prisión no han dado a conocer la razón oficial de este confinamiento ilegal en "el hueco" pero aparentemente es una decisión del Bureau Federal de Prisiones en Washington, y tiene el aspecto de una represión polí­tica directa en contra de los Cinco.

Dijo Leonard Weinglass, el abogado de las apelaciones de Antonio Guerrero, uno de los Cinco Cubanos en la prisión de Florence, Colorado: "Ninguno de ellos deberí­a estar en confinamiento solitario. Es completamente innecesario e injustificado ya que ellos son prisioneros modelos"

Weinglass ha pedido a los que apoyan a los Cinco Cubanos que escriban inmediatamente al Bureau de Prisiones Federales en Washington. Le pedimos que no escriba a las prisiones individualmente, ya que ellos no son los responsables por esta orden de confinamiento.

La dirección del Buró Federal de Prisiones  es:

320 First St., N.W.,
Washington DC, 20534.
El número de teléfono es 202-307-3198.
Las horas de atención son de Lunes a Viernes de 8 de la mañana a 5 de la tarde (hora del Este)


Trataremos de conseguir los números de fax, y la dirección de correo electrónico el Lunes, ya que hasta ahora no hemos podido.

Ayer en una entrevista con Radio Habana Cuba, Weinglass dijo que a los prisioneros pertenecientes a las Panteras Negras en los EE. UU. les pasó lo mismo después del 11 de septiembre (Lea la entrevista completa después de esta nota)

Existe la especulación de que han sido confinados al mismo tiempo que el gobierno de los EE.UU. se está preparando para una guerra masiva en contra de Irak.

No es coincidencia que la represión del Departamento de Justicia dirigido hacia personas Arabes, Musulmanes, y comunidades de inmigrantes se dirija ahora en contra de los Cinco Cubanos, cuyo único "crimen" ha sido el de pelear el terrorismo auspiciado por los Estados Unidos en contra de Cuba.

Gerardo Hernández, Ramón Labañino, Antonio Guerrero, René González, y Fernando González están presos desde Septiembre de 1998 cuando fueron arrestados por el FBI con cargos de espionaje. La realidad es que ellos fueron juzgados por los Estados Unidos por defender a su paí­s - Cuba -  del terrorismo desde Miami auspiciado y apoyado por el gobierno de los EE.UU.

Los Cinco viví­an en Miami desde 1990, a donde cumplí­an una misión vital de monitorear los grupos terroristas anti cubanos para prevenir más violencia en contra de su paí­s, Cuba.
Más de 3.400 cubanos han muerto por esta violencia en contra de Cuba.

Este viernes, en dos de las prisiones, personas solidarias con los 5 cubanos estaban listos para visitar a los compañeros pero se les negó la visita. El Rev. Geoff Bottoms viajó desde Blackpool, Inglaterra para ver a Ramón Labañino en la prisión de Beaumont, en Texas. Le dijeron sin ninguna explicación que a Ramón no se le estaban permitidas las visitas. 

Alicia Jrapko y Tanya Cole fueron a la prisión de Lompoc a visitar a Gerardo Hernández. A Jrapko le dijeron que "es posible que no se les permitirá ninguna visita en el futuro, a no ser que sean familiares"

Les pedimos a todas las personas solidarias escribir al Bureau de Prisiones, expresando su preocupación por la seguridad de los Cinco, y su protesta por este confinamiento solitario innecesario e injusto. Sus conductas ejemplares no merecen este tipo de tratamiento. Hay razones para creer que han sido castigados porque son prisioneros polí­ticos.

También es esencial que sus abogados tengan completo acceso sin ninguna restricción para ver a sus clientes, especialmente en este momento crí­tico en el que se preparan para las apelaciones a la Corte de Atlanta el dia 7 de abril.
Weinglass no se ha podido comunicar con Antonio por dos días, a pesar de que le habí­a autorizado una llamada por cobrar para hablar con él

Indudablemente esto es preocupante para los miembros de la familia de los Cinco.
Alguno de ellos acaban de regresar a Cuba, después de visitar a sus seres queridos en los EE.UU. A los familiares le han demorado sus visas por más de 6 meses para poder visitarlos. Dos de las esposas, Olga Salanueva y Adriana Pérez todaví­a se les prohí­be la entrada a los Estados Unidos.

 

 

I Detenuti       Articolo di Giuliano Corà

 

Detenuti

 

 

Lorenzo, un caro amico padovano, in una sua lettera mi riassume il passato e il presente – e prova ad immaginare il paradossale futuro – di quella buffonata diplomatica che è la questione irakena.

Il passato. L’ONU incarica gli ispettori di verificare il disarmo irakeno; gli ispettori riferiscono che finalmente ci sono segnali di un reale disarmo irakeno.

Il presente. USA, Inghilterra e Francia dicono che non è vero e che bisogna punire il bugiardo Irak; Francia, Russia e Germania dicono invece che bisogna dare più tempo all’ONU e ai suoi ispettori per portare a termine proficuamente il loro lavoro.

Il futuro. Se (quando) scoppierà la guerra, centinaia di ispettori ONU si troveranno sotto le bombe. Chi andrà a salvarli)? I Caschi Blu? Poiché una nuova risoluzione, che autorizzi gli USA a fare la guerra, quasi certamente non passerà, allora Francia, Russia, Germania e Cina, coerentemente con quanto accaduto fino a questo momento, dovrebbero chiedere l’intervento dell’ONU come forza di interposizione tra l’esercito invasore e il paese invaso: infatti, gli USA avranno invaso l’Irak senza un’autorizzazione dell’ONU, e quindi contro il diritto internazionale. Ma ad una tale risoluzione gli USA opporrebbero certo il proprio veto . . . eccetera eccetera.

Sembrano oziosi esercizi di uno che legge troppi giornali, ma poiché la realtà supera spesso la fantasia, ecco che (La Stampa del 9 marzo) il Ministro degli Esteri russo Igor Ivanov dichiara che, secondo il suo paese, una guerra unilaterale violerebbe la carta dell’ONU, e che in quel caso sarebbero necessarie sanzioni ONU contro gli USA: “Se gli USA cominceranno le operazioni militari in via unilaterale, ciò significherà una violazione dello Statuto dell’ONU. Ovviamente, in questo caso, il Consiglio di Sicurezza deve radunarsi, discutere e decidere”.

Proviamo dunque noi ad immaginarlo un po’, il futuro, anzi: a sperarlo. Gli USA attaccano, da soli cioè assieme ai loro servi inglesi e spagnoli); il Consiglio di Sicurezza si riunisce e dichiara il loro intervento ‘crimine contro l’umanità’; i Caschi Blu vanno a Washington, arrestano Bush e lo trasferiscono nel carcere dell’Aja. Sì perché, anche se molti di noi se ne sono quasi dimenticati, all’Aja da quasi due anni languisce (oddio, speriamo che non sia proprio un ‘languire’, ma certo che un Club Méditerranée non dev’essere) Slobodan Milosevic, incarcerato dalla NATO e giudicato dalla loro donna delle pulizie, tale Del Ponte. Chissà: magari li metterebbero nella stessa cella. Scommetto che il vecchio Milosevic sarebbe contento di avere compagnia. Pensate quante cose avrebbero da raccontarsi: per esempio, di quando lui e gli USA erano amici, e poi lui è diventato un nemico nel momento in cui USA, Europa e NATO hanno deciso di estendere il loro controllo sui Balcani. E quanto avrebbe da insegnargli Bush: per esempio, che è proprio vero quello che dice Chaplin alla fine di Monsieur Verdoux, che se ne uccidi pochi sei un assassino, ma se organizzi un genocidio sei un eroe. Chissà se andrà proprio così.

 

 

Giuliano Corà, Barbarano (VI) – lunedì 10 marzo 2003

 

 

 

11) A cinquant’anni dalla morte di Stalin di Ludo Martens

(senza il permesso di Bertinotti, un’opinione diversa…)

50 ans après la mort de

Joseph Vissarionovitch Djougashvili Staline

 

Commémoration organisée par l'Institut d'Etudes Marxistes (INEM),

À l'Université Libre de Bruxelles, 5 mars 2003

www.marx.be

 

 

"Staline a été

la plus grande personnalité du XXième siècle,

le plus grand génie politique"

 

 

 

Discours de Ludo Martens,

président du Parti du Travail de Belgique

 

 

 

C'est ainsi que parla, en 1993, le vieux dissident soviétique Alexandre Zinoviev : "J'ai été un anti-stalinien convaincu dès l'âge de 17 ans. Nous sommes passés à la préparation d'un attentat contre Staline. S'ils m'avaient condamné à mort en 1939, cette décision aurait été juste. Maintenant que je peux survoler ce siècle, je dis: Staline a été la plus grande personnalité de notre siècle, le plus grand génie politique".

 

En 1994, j'ai fait une conférence sur Staline à Paris. Un communiste algérien est intervenu pour évoquer le jour du 5 mars 1953. Il dit:  "Le matin, je sortais à la main de mon père. Je voyais tous les Algériens abattus et les Français jubilaient. Je demandais à mon père ce qui se passait. Il me dit d'un ton grave :  "Staline est mort…" Je demandais qui était Staline. Mon père me dit:  "C'était le plus grand homme de notre temps. Il dirigeait l'Union soviétique, le plus grand pays révolutionnaire. Staline était le fils d'un cordonnier". Et moi je pensais: fils de cordonnier, quelqu'un comme moi…" Pour les patriotes algériens, à qui le colonialisme français infligera un million de morts lors de la guerre de libération, Staline représentait le combat contre le colonialisme et l'impérialisme.

 

Aujourd'hui, au cinquantième anniversaire de sa mort, les révolutionnaires commémorent Staline comme un des plus grands révolutionnaires que l'histoire a connu jusqu'à présent. C'est Staline qui a réalisé les transformations politiques et économiques formidables de l'Union soviétique, ce grand pays stratégique, transformations qui ont marqué un grand tournant dans l'histoire de l'humanité. C'est Staline qui a dirigé la plus grande guerre révolutionnaire que le monde a connu, la guerre de défense patriotique, antifasciste de l’Union Soviétique. C'est Staline qui a impulsé les luttes de libération dans l'ensemble du monde colonisé et dominé et particulièrement en Asie, et notamment en Chine et en Inde.

 

Aujourd'hui, nous commémorons Staline parce que son œuvre reste d'une importance cruciale pour l'avenir de l'humanité. Le nom de Staline symbolise les quatre grandes luttes révolutionnaires qui décideront du sort de l'humanité au cours de ce XXIe siècle: le combat pour le développement économique, le combat pour l'indépendance, le combat pour la paix et le combat pour le socialisme.

 

Staline et le combat pour l'indépendance contre l'impérialisme

 

L'expérience de Lénine et de Staline montre que le combat pour l'indépendance nationale et la lutte pour le socialisme sont inséparable. Elle montre aussi que l'opportunisme est une force de réserve de l'impérialisme et du capitalisme.

La grande Révolution socialiste a triomphé le 25 octobre 1917.

Or, le lendemain, le Parti menchevik proclamait sa détermination de renverser les bolcheviks accusés d'instaurer "l'esclavagisme". Et la social-démocratie russe décida de "libérer la Russie de la tyrannie bolchevique" en faisant appel à des armées impérialistes! Churchill a joué un rôle clé dans l'intervention des troupes anglaises, françaises, japonaises, italiennes et américaines contre la jeune Union soviétique.

Staline a été le principal dirigeant bolchevik envoyé par Léonine sur les fronts décisifs pour y diriger la guerre populaire contre les armées interventionnistes. Sortant d'une longue clandestinité, les bolcheviques n'étaient pas encore très nombreux. Les puissances impérialistes estimaient que l’Union Soviétique ne pouvait tenir contre huit armées étrangères soutenues par les restes de l'armée tsariste, per les propriétaires fonciers et les capitalistes et par les partis sociaux-démocrates. Mais Lénine et Staline ont organisé une véritable guerre des masses populaires qui ont vaincu tous les agresseurs et tous leurs alliés russes.

Les combats politique et militaire dirigé par Lénine et Staline pour garantir l'indépendance de l’Union soviétique prennent une signification particulière dans les conditions actuelles de la mondialisation impérialiste. Aujourd'hui, le problème majeur qui se pose à l'écrasante majorité de l'humanité, est celui de la réalisation d'une indépendance politique et économique réelle. C'est le problème de la lutte de libération nationale contre la récolonisation politique, économique, militaire  et culturelle à laquelle nous assistons aujourd'hui, une récolonisation qui est plus sanglante et féroce que colonisation du 19e siècle.

Ces six dernières années, j'ai pu vivre cette réalité de près au Congo, un des pays potentiellement les plus riches au monde mais qui, privé de son indépendance pendant 37 années de dictature néocoloniale, victime aujourd'hui d'une guerre d'agression instiguée par les Etats-Unis, vivote dans une misère effrayante.

L'impérialisme anglo-américain prévoit «une nouvelle bataille pour l’Afrique à cause de  l’épuisement des ressources dans le monde industrialisé». Les Etats-Unis ont déclaré que «le Congo revêt une importance essentielle pour les intérêts des Etats-Unis en Afrique. ... parce qu'il possède 13 % des réserves hydroélectriques du monde, 28 % des réserves de cobalt, 18 % des réserves de diamant industriel »[1] C'est presque ouvertement que l'impérialisme anglo-américain réclame son droit à la "récolonisation" du Congo et de l'Afrique et son refus catégorique de toute forme d'indépendance réelle. Comment les richesses du Congo peuvent-elles "revêtir une importance capitale pour les intérêts américains", sauf si les Américains ont pris la décision de mettre la main sur le Congo, quel qu'en soit le prix? La guerre d'agression américano-rwando-ougandaise a aujourd'hui fait 4.000.000 de morts au Congo. Qui en parle? Mais à l'occasion du 50e anniversaire de la mort du camarade Staline, toute la presse bourgeoise reprend les calomnies sur Staline-le-sanguinaire qui ont été lancées jadis par les nazis.

 

Staline et le combat pour le développement socialiste

 

L'indépendance était la pré-condition du développement accéléré de l'Union soviétique.

L'indépendance a permis de concentrer tous les grands moyens de production aux mains de l'Etat socialiste et de les utiliser de façon planifiée pour résoudre dans un temps records les problèmes essentiels du développement industriel, agricole, culturel et militaire. C'est en 1928 que Staline a lancé le premier Plan quinquennal pour un développement économique vertigineux. Le 4 février 1931, Staline dit: "Nous retardons 50 à 100 ans sur les pays avancés. Nous devons parcourir cette distance en dix ans. Ou nous le ferons, ou nous serons broyés". Staline a réussi son pari qu'aucun bourgeois pensait réalisable.

Il a utilisé deux armes magiques: l'organisation de l'avant-garde des ouvriers, paysans et travailleur dans le Parti bolchevique, d'abord et la conscientisation et la mobilisation des masses pour l'édification économique, ensuite.

Un étranger qui avait vécu 37 années dans la Russie tsariste a fait ce témoignage: "Les bolcheviques ont mobilisé plus de 150 millions d'êtres humains apathiques, morts vivants et leur ont insufflé un esprit nouveau. L'ardeur révolutionnaire fait fondre des obstacles colossaux. Jamais on n'a été témoin d'une chose pareille".

Ayant grandi à la campagne, le dissident Alexendre Zinoviev a vécu les luttes très âpres pour la collectivisation et la modernisation de l'agriculture. Il a fait ce témoignage: "Lors de mes retours au village, je demandais à ma mère et aux autres kolkhoziens s'ils accepteraient de reprendre leurs anciennes exploitations individuelles. Tous me répondaient par un refus catégorique. Au cours de la collectivisation, la campagne avait connu une révolution culturelle sans précédent: on avait créé des écoles primaires, des écoles techniques formant des vétérinaires, agronomes, mécaniciens, conducteurs de tracteurs, une école secondaire. La structure de la population rurale se rapprocha de celle des villes. Cette transformation extrêmement rapide fournit au nouveau système un soutien colossal dans les larges masses populaires".

De 1928 à 1937, chaque année la production industrielle augmenta de 16,5 %. Lénine avait proposé en 1920 un plan général d'électrification de l'Union soviétique. Quinze années plus tard, Staline a réalisé le Plan à 230 %.

La collectivisation de l'agriculture a été un mouvement de masse d'une ampleur jamais égalée qui a permis aux paysans pauvres et moyens de prospérer par le travail collectif avec des machines et instruments modernes, tout en éliminant leur exploitation par les anciens paysans riches. Début 1929, l'Union soviétique possédait 19.000 tracteurs. Douze années plus tard, en, 1941, les kolkhozes et sovkhozes comptaient 684.000 tracteurs.

Une mobilisation populaire jamais vue dans l'histoire a permis à un pays arriéré et ruiné de rattraper en douze ans la puissance impérialiste la plus redoutable de l'Europe: l'Allemagne nazie. Dans le Tiers Monde d'aujourd'hui, soumis à la privatisation, aux diktats extérieurs, à la dés-industrialisation, à la misère généralisée, quel pays du tiers monde n'envie pas les réalisations de Staline ?

 

Staline et le Parti révolutionnaire bolchevique

 

Le Parti bolchevik a été l'artisan de toutes les victoires. Il n'était constitué que de 30.000 militants endurcis à la fin de la période clandestine, au moment du triomphe de la révolution en 1917. En 1921, après la guerre de résistance contre 8 puissances extérieures, le Parti avait 600.000 membres. Staline a impulsé un travail d'organisation et d'éducation jamais vu et le Parti comptait 2.500.000 membres en 1932, l'année cruciale pour la réussite de l'industrialisation et de la collectivisation. C'est l'esprit de sacrifice, le dévouement au peuple, l'ardeur au travail de cette grande armée politique qui a galvanisé les travailleurs pour la guerre contre le sous-développement.

Si Lénine a formulé les principes du Parti révolutionnaire des temps modernes et a formé le noyau d'acier de ce parti, c'est Staline qui a transformé ce Parti en une grande armée politique, encadrant et galvanisant toutes les masses populaires.

Sans le rôle dirigeant et déterminant du Parti bolchevik, aucune des victoires historiques n'aurait pu être arrachée, que ce soit dans la lutte pour l'indépendance, dans le combat pour le développement ou dans la grande guerre antifasciste. Staline a  dirigé la rédaction du manuel "L'Histoire du Parti Communiste de l'Union soviétique - bolchevique", livre capital qui continue aujourd'hui à former une nouvelle génération de révolutionnaires dans le monde entier.

 

Staline et le danger mortel de l'opportunisme et de l'infiltration

 

Les ennemis intérieurs et extérieurs du socialisme soviétique ont dès le début de la révolution compris le rôle déterminant du Parti et ils ont tout mis en œuvre pour l'infiltrer et le détruire de l'intérieur.

Le jeune contre-révolutionnaire Boris Bajanov avait 19 ans lorsqu'il qu'en 1919 il décida d'infiltrer le Parti bolchevik. En 1923, il devint le secrétaire du camarade Staline et du Bureau politique! Dans son autobiographie, il écrira: "Soldat de l'armée anti-bolchevique, je m'étais imposé la tache difficile et périlleuse de pénétrer au sein de l'état-major ennemi. J'avais atteint mon but."

Mais en plus, les habitudes de la vieille société dominée par l'exploitation étaient tenaces et elles ont graduellement influencé un certain nombre de responsables du nouveau régime socialiste.

Ainsi, les luttes entre différentes tendances politiques au sein du Parti ont toujours reflété la lutte entre différents intérêts de classe qui traversait l’Union soviétique. Et dès la victoire en 1917, des courants opportunistes au sein du Parti bolchevique se sont opposés à la politique de Léonine et de Staline.

 

En 1927, Trotsky, Zinoviev et Kamenev ont été exclus à juste titre pour leurs activités hostiles. Mais Zinoviev et Kamenev furent peu de temps après rétablis comme membres. Au cours des années 1928-30, Trotsky, Zinoviev, Kamenev et Boukharine se sont opposés avec acharnement à l'industrialisation accélérée et à la collectivisation. Et en 1931, Zinoviev et Kamenev furent une seconde fois exclus pour avoir soutenu publiquement un programme anti-bolchevique que Boukharine, toujours au Bureau politique, avait également appuyé.

En 1934, le Parti tient son 17e Congrès, le Congrès de la Victoire et de l'Unité. Les réalisations gigantesques, fruits de l'héroïsme au travail de dizaines de millions de travailleurs, ne pouvaient plus être niées. Staline croyait que les progrès phénoménaux réalisés par le Parti et les masses, amèneraient les opposants à revoir leurs conceptions erronées. De nombreux cadres exclus ont été rétablis dans leurs droits de membres, entre autres Piatakov, Radek, Smirnov, Préobajenski, puis Zinoviev et Kamenev, qui tous participent au 17e Congrès et y prononcent des discours.

Il faut dire que Staline n'a jamais été un sectaire, Staline savait pardonner aux cadres leurs erreurs du passé et leur donner une deuxième et une troisième chance.

 

Mais le 1 décembre 1934, Kirov, le numéro deux du Parti, est assassiné dans son propre bureau. On ne trouvera pas les coupables.

Ce n'est qu'en 1936-37 que le Parti découvrira que le complot contre Kirov fut organisé par une organisation clandestine dont Zinoviev, Kamenev, Smirnov, Radek et d'autres cadres faisaient partie et qui était en liaison avec Trotsky.

Trotsky est le prototype du communiste qui a dégénéré jusqu'au point de devenir un anticommuniste forcené. Il écrivait en 1934: "La victoire de Hitler a été provoquée par la politique criminelle de Staline." "Pour renverser Hitler, il faut d'abord en finir avec  l'Internationale Communiste".

Sous des termes à peines voilés, Trotsky encourageait l'Allemagne à attaquer l'Union soviétique. Il écrit en 1938: "Berlin sait à quel degré de démoralisation la clique au pouvoir a entraîné l'armée et la population. Staline continue à saper la force morale et la résistance du pays. Les carriéristes staliniens trahiront le pays dans les moments difficiles". Au moment où les nazis  préparaient déjà l'agression contre l'Union soviétique, Trotsky appelait le peuple soviétique à faire une insurrection contre le Parti et contre Staline. Il déclara ceci: "Seule une insurrection du prolétariat soviétique contre l'infâme tyrannie des nouveaux parasites peut sauver ce qui existe encore des conquêtes d'Octobre". Le langage provocateur de Trotsky servait directement les fascistes allemands.

Lors des enquêtes sur les réseaux clandestins d'opposants et d'ennemis infiltrés, les preuves furent établies de l'existence de groupes clandestins au sein de la hiérarchie militaire qui préparaient un coup d'état. Le maréchal Toukhatchevski et les généraux Osepyan, Kashirin et Alksnis furent parmi les dizaines de comploteurs militaires qui ont été fusillés.

Contrairement à des pays comme la France et la Belgique, qui ont vu une partie majeure de la bourgeoisie passer dans la collaboration, en Union soviétique la cinquième colonne a été pour l'essentiel éliminée.

Sur les purges effectuées par Staline, Churchill, qui était en Angleterre un partisan de la lutte contre l'expansionnisme hitlérien, a dit ceci: "Le gouvernement allemand était en contact avec d'importantes personnalités russes par le canal de l'ambassade soviétique à Prague. La conspiration visait à renverser Staline et introduire en Russie un nouveau régime pro-allemand. La Russie soviétique pratiqua une purge impitoyable mais sans doute utile qui épura les milieux politiques et économiques. L'armée soviétique fut purgée des éléments pro-allemands".

Toujours à propos des purges, le nazi Goebbels note dans son journal le 8 mai 1943: "Le Führer explique le cas de Toukhatchevski et dit que nous étions absolument dans l'erreur lorsque nous croyions que Staline ruinerait l'Armée Rouge.  C'est le contraire qui est vrai: Staline s'est débarrassé de tous les cercles oppositionnels de l'Armée rouge et il a ainsi réussi à ce qu'il n'y ait plus de cercles défaitistes dans cette armée."

 

Du social-démocrate Boukharine au révisionniste Gorbatchev

 

Si l'épuration des années 37-38 a créé les conditions d'une résistance générale et implacable face à l'agression nazie, elle a aussi donné des coups mortels aux courants opportunistes qui visaient à devenir majoritaire à la direction du Parti et qui prônaient le retour graduel au capitalisme.

Dans ce sens, le procès de Boukharine de 1938 revêt une importance historique: Boukharine a été le Gorbatchev de l'époque.

Boukharine  était en 1938 le dirigeant du Parti le plus prestigieux et le plus haut placé à avoir comploté le renversement du régime communiste. L'ambassadeur des Etats-Unis, Joseph Davis, qui a suivi son procès, écrit: "Le sentiment général des diplomates qui ont assisté au procès est que la preuve a été établie de l'existence d'un complot extrêmement grave".

Devant les preuves accablantes, Boukharine eut un sursaut d'honneur communiste et passa aux aveux Il dévoila tout le processus de dégénérescence politique qui l'avait amené, lui vieux bolchevique et l'ancien enfant chéri de Lénine, de trahir la révolution soviétique.

Ses aveux sont particulièrement révélateurs parce que cinquante années plus tard, le groupe contre-révolutionnaire de Gorbatchev prendra exactement la même voie, mais l'ira jusqu'au bout, jusqu'à la restauration du capitalisme dans ses formes les plus maffieuses.

Il est fort instructif de relire aujourd'hui le compte-rendu du « Procès du bloc anti-soviétique des boukharinistes et des trotskistes ».

Lors de ce procès, Boukharine, Trotsky et leurs adeptes ont été accusés d’utiliser un langage pseudo-léniniste pour attaquer les fondements du régime socialiste, de présenter des plates-formes démagogiques qui servaient à rallier les anciens bourgeois et féodaux et toutes les forces qui voulaient le renversement du socialisme en URSS.  « Derrière le clinquant de la phraséologie trotskiste et boukhariniste, elles préparaient la restauration du capitalisme ». C'est exactement ce qu'a fait Gorbatchev avec sa démagogie faussement "léniniste"!

Le compte-rendu du procès Boukharine continue en affirmant que les opposants étaient entrés en contact avec des puissances impérialistes, dont l’Allemagne nazi, pour faciliter leur prise de pouvoir. L’accusation dit que « les boukharinistes et les trotskistes sont un détachement avancé du fascisme international », « un bloc de traîtres ». « Ce procès nous rappelle que deux mondes se dressent face à face, tels deux ennemis mortels et irréconciliables, le monde du capitalisme et le monde du socialisme. La logique des antagonismes de classe pousse les restes des classes exploiteuses à l’intérieur de l’URSS ainsi que les classes exploiteuses au de-là de nos frontières à des attaques toujours plus acharnées contre l’état des travailleurs. » Cinquante années plus tard, les gorbatcheviens agiront exactement de la même manière comme des traîtres à la cause du socialisme et comme un détachement avancé de l'impérialisme américain et du fascisme international. Dans la Russie de Eltsine, l'organisation fasciste de Vlassov opérait au grand jour.

Le procès Boukharine souligna que des relations existaient entre les comploteurs et les services de renseignement occidentaux. L’acte d’accusation mentionnait aussi que les boukharinistes et trotskistes préparaient « la séparation de l’Ukraine, de la Biélorussie et le démembrement de l’Union soviétique ».

Aujourd’hui, nous nous rendons compte que Gorbatchev et Eltsine ont effectivement réalisé intégralement le programme pour lequel leurs prédécesseurs Boukharine et Trotsky ont été condamnés à mort en 1938. Depuis lors des hauts fonctionnaires du temps de Gorbatchev se sont vantés qu’ils entretenaient des relations avec les services de renseignements américains depuis des dizaines d’années ! Ce n’est donc pas un détail que Gorbatchev a officiellement réhabilité aussi bien Trotsky que Boukharine en 1990 ! Il est également très significatif qu’un chef trotskiste comme Mandel a pu déclarer en 1989 : « La Pérestroïka est une véritable nouvelle révolution. Le mouvement trotskiste défend la même thèse depuis 55 ans, on l’a qualifié pour cette raison de contre-révolutionnaire. Aujourd’hui, on comprend mieux où se trouvaient les véritables contre-révolutionnaires et où se trouvaient les véritables révolutionnaires. »[2] Effectivement, Boukharine et Trotsky ont été les Gorbatchev et Eltsine de 1935… mais ils ont été démasqués et exécutés. L'Union soviétique a pu continuer à édifier le socialisme et à préparer sa défense contre l'agression fasciste imminente…

L'histoire a montré que l'opportunisme et l'infiltration constituent un danger intérieur mortel pour toute révolution socialiste. Trotsky, Zinoviev et Boukharine ont formé une chaine d'opportunistes, ils se sont liés aux forces réactionnaires intérieures et aux fascistes à l'extérieur. Mais ils ont été écrasés par les travailleurs, paysans et intellectuels révolutionnaires mobilisés par Staline et le Parti. Epurée de la cinquième colonne, l'Union soviétique a pu vaincre les hordes barbares fascistes. Le peuple soviétique à mené des combats héroïques pour sa propre liberté mais aussi pour la liberté de tous les peuples écrasés par le fascisme ou opprimés par le colonialisme, et dans ces luttes historiques il a sacrifié 23 millions de combattants et de civils résistants. Jamais l'histoire n'a vu un combat aussi grandiose, aussi héroïque et aussi décisif pour l'évolution du monde et ce ne sont pas les minables mensonges et les intoxication grotesques que les médias bourgeois nous servent à l'occasion du cinquantième anniversaire de la mort du grand Staline qui changeront cette vérité écrit avec le sang des plus braves.

 

Staline et l'alliance antifasciste internationale

 

Si Staline a détruit la cinquième colonne des nazis opérant en Union soviétique, il a également prôné à partir de 1935 une alliance internationale des forces et des pays antifascistes.

En 1935, l'Union soviétique propose d'établir un système de sécurité collective en Europe, dirigé contre l'expansionnisme fasciste allemand et italien. Les grandes "démocraties", l'Angleterre et la France, refusent et elles suivent en 1936 une politique de "neutralité" lorsque les puissances fascistes interviennent en Espagne pour aider Franco à établir sa dictature fasciste. Puis Londres et Paris se rendent à Munich négocier avec les puissances fascistes et céder la région tchécoslovaque des Sudètes à Hitler. Au même moment, l'Allemagne hitlérienne et l'Angleterre signent une déclaration selon laquelle ils n'entreront plus jamais en guerre l'un contre l'autre. Les appels répétés de Staline à former une défense collective restent sans effet : l'Angleterre et la France permettent même à Hitler d'occuper en mars 1939 toute la Tchécoslovaquie. En fait, ils poussent Hitler à faire la guerre à l'Est.

De juin à août 1939, l'Union soviétique mène avec l'Angleterre et la France des négociations de la dernière chance pour faire une alliance antifasciste. Mais en juillet, Chamberlain tient des négociations secrètes avec Hitler à qui il garantit la liberté d'action à l'Est et au Sud Est de l'Europe, il promet également de rompre les négociations avec Staline. En août 39, Staline comprend que Londres et Paris  ont décidé de laisser Hitler occuper la Pologne pour lui montrer ainsi que le chemin est libre vers l'Union soviétique.

Hitler est décidé de vaincre l'Union soviétique, la France et l'Angleterre, mais il ne veut pas d'une guerre sur deux fronts à la fois. Il veut la guerre soit contre l'Angleterre et la France seules, soit contre l'Union soviétique seul. Stratège, il préfère combattre et vaincre d'abord ses ennemis les plus faibles. Il sait que la guerre contre l'Union soviétique sera une guerre implacable, féroce, le combat décisif entre deux mondes radicalement opposés. Hitler sait qu'il a de nombreux adeptes et sympathisants en France et en Angleterre. Le 20 août, il propose un pacte de non-agression à l'Union soviétique. Staline, face à l'éventualité de devoir affronter seule la barbarie nazie,  accepte immédiatement. 

Les impérialistes français et anglais qui voulaient utiliser Hitler pour défaire l'Union soviétique, sont pris à leur propre piège. Hitler estime qu'il pourra vaincre la France, la Belgique et l'Angleterre pour se tourner ensuite, fort du potentiel militaire de toute l'Europe, contre Staline.

L'Union soviétique aura gagné 21 mois cruciaux pour renforcer de façon décisive sa défense. Ce fait sera décisif pour la constitution d'un front anti-fasciste mondial et pour la victoire sur l'axe Allemagne-Japon-Italie.

 

Le rôle déterminant de Staline dans la grande guerre antifasciste

 

Pendant toute la guerre, mais surtout au cours de la première année qui fut la plus difficile, le courage, la détermination et la compétence de Staline ont galvanisé toute la population soviétique. Dans les heures de désespoir, c'est Staline qui incarnait la confiance dans la victoire finale.

Le 25 octobre 1941, les armées nazies étaient devant les portes de Moscou. Mais Staline décida de défier les hitlériens et d'organiser le traditionnel défilé militaire sur la Place Rouge. Staline y prononça un discours historique qui fut diffusé dans tout le pays et qui faisait pleurer de joie des partisans endurcis en Ukraine: Staline a dit que nous vaincrons, oui! nous vaincrons!

Au cours des semaines suivantes, les nazis pénétrèrent dans les faubourgs de Moscou, mais Staline resta à Moscou, garda son calme et continua à concentrer en secret plus de 700.000 soldats à proximité de Moscou. Après avoir consulté tous les commandants, Staline décida de la grande contre-offensive qui libéra Moscou. Les nazis y ont perdu 500.000 hommes. C'était un tournant dans la guerre.

La base de la victoire de l'Union soviétique contre les nazis, se trouve dans l'œuvre titanesque que Staline a accompli entre 1928 et 1941. Cette œuvre grandiose, les partisans du fascisme ancien et nouveau l'appellent à l'occasion du cinquantième anniversaire du vainqueur de l'hitlérisme : la terreur, l'aveuglement meurtrier, la folie d'annihilation…  Comment ne pas voir que ces journalistes bourgeois, qui sont payés pour flatter les fascistes de notre époque, pensent pouvoir obtenir ainsi une meilleure rétribution et un plus grand prestige?

Le maréchal Joukov, l'officier supérieur le plus brillant de la grande guerre anti-fasciste, a soutenu au moment décisif l'escroc Khrouchtchev, mais quelques années plus tard il a fait ce bilan de Staline pour démentir les mensonges de Khrouchtchev : "Une industrie développée, une agriculture collectivisée, l'instruction publique étendue à l'ensemble de la population, l'unité de la nation, la puissance de l'Etat socialiste, le niveau élevé de patriotisme du peuple, la direction qui, par le Parti, était prête à réaliser l'unité entre le front et les arrières, tout cet ensemble de facteurs fut la cause fondamentale de la grande victoire qui devait couronner notre lutte contre le fascisme. L'industrie soviétique à pu produire une quantité colossale d'armements: près de 490.000 canons et mortiers, plus de 102.000 chars et canons autopropulsés, plus de 137.000 avions de combats prouve que les fondements de l'économie, au point de vue militaire, étaient solides."

Le traître et contre-révolutionnaire Khrouchtchev a osé écrire que Staline ne comptait sur personne et ne demandait l'avis de personne. Or, Staline a abattu un travail colossal en dirigeant la plus grande guerre que l'histoire a connue, il a signé 10.000 ordres et directives en s'appuyant sur la sagesse collective, Staline a toujours maintenu un style démocratique, écoutant toutes les opinions contradictoires, concentrant toutes les opinions utiles et faisant des synthèses de toutes les opinions valables.

Vassilevski, depuis 1942, chef de l'état-major, a écrit que Staline, pour préparer une opération, fit toujours venir les responsables concernés pour recevoir les informations et conseils nécessaires et il leur soumettait l'ébauche préliminaire des décisions.  Il écrit: "Staline s'appuyait toujours sur la raison collective."

Le général Chtémenko, sous-chef de l'état-major, réfuta également les calomnies de Khrouchtchev: "Staline ne décidait pas seul et n'aimait pas décider à lui seul des questions importantes de la guerre. Il comprenait parfaitement la nécessité du travail collectif dans ce domaine complexe, il reconnaissait les gens qui faisaient autorité dans tel ou tel domaine  et tenait compte de leur opinion".

Joukov, le premier chef de l'état-major, témoigna: "Joseph Staline n'était pas du tout un homme devant lequel des problèmes difficiles ne pouvaient être évoqués, avec qui on ne pouvait pas discuter et même défendre énergiquement son opinion. Si certains affirment le contraire, je dis que leurs assertions sont fausses". "Staline avait une grande érudition et une mémoire étonnante, il possédait une énorme intelligence naturelle mais aussi des connaissances étonnamment vastes. Il écoutait attentivement, posait parfois des questions, donnait des répliques. La discussion terminée, il en formulait nettement les conclusions".

Même le diplomate américain Averell Harriman, parlant de Staline, évoqua, "sa grande intelligence, sa fantastique capacité d'entrer dans les détails, sa perspicacité et la sensibilité humaine surprenante qu'il pouvait manifester. Il était mieux informé que  Roosevelt, plus réaliste que Churchill, sous plusieurs aspects le plus efficace des dirigeants de la guerre".

 

En 1945, les Etats-Unis ont repris le flambeau hitlérien.

 

Immédiatement après la défaite des puissances fascistes allemande, japonaise et italienne, les Etats-Unis ont repris le rêve de domination mondiale de Hitler et Washington a engagé un grand nombre d'anciens nazis pour y arriver.

Robert Murphy, le conseiller du gouverneur militaire américain en Allemagne, écrit en 1945: "Le général Patton voulait réarmer deux divisions de Waffen SS pour les incorporer dans la 3e armée américaine et pour les diriger contre les Rouges. Il me dit: 'Nous pouvons repousser l'armée rouge en Russie. Avec mes Allemands, nous sommes capables de le faire.' Patton disait qu'il se faisait fort d'arriver en trente jours à Moscou."

Le général nazi Gehlen fut pendant la guerre le chef de l'espionnage nazi en Union soviétique. En mai 45, il s'est rendu aux Américains. Par les accords entre alliés, les Américains devaient remettre Gehlen aux Soviétiques, puisqu'il figurait sur la liste des principaux criminels de guerre recherchés en Union Soviétique. Mais clandestinement les Américains ont transféré Gehlen aux Etats-Unis où il a négocié avec Allan Dulles lui-même, le chef des services secrets. Un accord fut conclu: Gehlen transféra toutes ses archives sur l'Union Soviétique aux Etats-Unis et il réactiva ses réseaux d'anciens en Union soviétique sous la direction des Etats-Unis. Gehlen, devenu peu après le premier chef du service de renseignement de la République Fédérale d'Allemagne (RFA), a simplement continué sous les ordres des Etats-Unis, la guerre anticommuniste qu'il a mené sous les ordres de Hitler.

Pendant la guerre, John Loftus était le chef du service secret américain responsable de dépister les d'anciens nazis qui tentaient d'entrer aux EU. Mais dès 1944, d'autres services secrets américains s'efforçaient de faire entrer le maximum d'anciens nazis ! Dans son livre, Lotus estime le nombre d'anciens nazis établis aux EU à quelques dix milles. Ces anciens nazis allemands, ukrainiens, lettonnes, russes, etc. ont joué un rôle crucial pendant la guerre froide. Parmi eux, certains des plus grands criminels nazis comme Klaus Barbie, Alois Brunner, tenu responsable de la mort de 130.000 personnes, Otto von Bolschwig, l'adjoint de Eichmann…

Dès 1945, les Etats-Unis ont repris la place et le rôle de l'Allemagne hitlérienne comme puissance impérialiste la plus agressive et la plus belliciste.

Les Américains ont utilisé la bombe atomique sur Hiroshima et Nagasaki sans aucune utilité militaire: l'armée japonaise avait été écrasée en Chine par l'Armée Rouge. Hiroshima et Nagasaki étaient essentiellement une démonstration à l'adresse de Staline pour lui faire comprendre ce qui l'attendait. Le maréchal anglais Alan Brooke témoigna que Churchill se voyait déjà capable d'éliminer les centres industriels de l'Union soviétique.

Le peuple grec s'est libéré des fascistes allemands en organisant ses propres forces armées antifascistes et révolutionnaires. Après la libération de la Grèce, l'impérialisme anglais a occupé Athènes et s'est lié aux anciens partisans de l'Allemagne nazie pour combattre les patriotes.

En Corée, les forces nationalistes et communistes avaient vaincu les armées d'occupation japonaises avec l'aide de l'Union soviétique et des armées de Mao Zedong. Les Américains ont débarqué dans la partie sud de la Corée, ils ont sorti des prisons les anciens collaborateurs fascistes pour créer une république sud-coréenne dirigée par des laquais américains.

Les Etats-Unis ont déclenché la guerre contre la Corée en 1950 comme point de départ de la guerre anticommuniste générale: la Corée conquise, c'est la Chine qui serait l'objectif suivant. La Chine sous domination américaine serait alors la base principale pour la guerre contre l'Union soviétique, qui pouvait être attaquée également à partir de la R.F.A.

Au moment de l'agression américaine contre la Corée, l'Union soviétique  fit une déclaration qui  prend aujourd'hui un sens nouveau, 53 ans plus tard: "Si les impérialistes déclenchent une troisième guerre mondiale, cette guerre sera le tombeau, non seulement d'Etats capitalistes isolés, mais du capitalisme mondial tout entier".

Contre l'agression américaine en Corée s'est développé, sous la direction du Conseil Mondial pour la Paix le plus grand mouvement pour la paix que le monde a vu. Cinq cent millions de personnes ont signé l'Appel de Stockholm demandant entre autres l'interdiction des armes atomiques et le désarmement général.

Les agresseurs américains ont tué 3.000.000 Coréens, mais la résistance a triomphé, résistance dirigée par le Parti du Travail de Corée et le camarade Kim Il Sung, résistance soutenue par la Chine socialiste, par l'Union soviétique et par une campagne mondiale contre la guerre. Le plan d'une grande guerre pour éliminer le régime socialiste en Chine et en Union soviétique a du être enterré.

 

De la Contre-révolution en Union soviétique au Front mondial contre les guerres américaines

 

Cinquante années riches en événements et en retournements se sont passées depuis la mort du regretté camarade Staline. Avec Khrouchtchev, un groupe révisionniste, héritier de Trotsky, Zinoviev et Boukharine, a pris le pouvoir et a précipité la dégénérescence politique et idéologique. Pour tromper le peuple soviétique qui était très attaché au socialisme, l'anticommuniste Khrouchtchev promit… la réalisation intégrale du communisme pour l'année 1980…

Sous Brejnev, le système économique socialiste était toujours puissant, mais il a été détourné vers le secteur militaire. Le secteur civil prenait du retard et fut envahi par des méthodes de l'économie capitaliste. Un secteur de l'économie de l'ombre, clairement capitaliste, se développa en même temps que dégénéraient progressivement les structures dirigeantes du parti.

Mais l'Union soviétique restait une grande puissance, capable de bloquer les tendances les plus agressives de l'impérialisme américain. Les luttes révolutionnaires du tiers monde mettaient également l'impérialisme en difficulté: la guerre victorieuse du Vietnam, la guerre de libération nationale en Angola, la lutte des pays producteurs de pétrole et de matières premières.

Or, depuis Reagan, début des années quatre vingt, la ligne du maccarthysme, proche du fascisme, pratiquée entre 1945 et 1956, a été remise en honneur aux Etats-Unis.

Reagan et Bush senior, prenant appui sur la dégénérescence politique et idéologique du PCUS, ont accompli ce que Hitler n'a pas réussi: détruire le socialisme en Union soviétique.

Mais l'histoire sait, comme nul autre professeur, nous enseigner la dialectique:  la contre-révolution en Union soviétique de 1989-91 a rétabli intégralement le capitalisme sous ses formes les plus maffieuses, mais elle a prouvé en même temps… que le capitalisme n'a plus aucun d'avenir! L'impérialisme a promis que le capitalisme ferait des miracles en ex-Union soviétique. C'était la fin de l'histoire.

Eh bien, comme cadeau de fin de l'histoire, les Soviétiques ont encaissé la plus grande catastrophe qu'ai jamais connu un grand pays industrialisé. En 1999, la production industrielle de la Russie avait diminué de 41 % par rapport à 1990, celle de l'Ukraine avait chuté de 58 %. En 12 ans, la population russe a diminué de 12 millions d'habitants. Depuis la contre-révolution, la mortalité a augmenté de 33% et la natalité a chuté de 40%. La Russie connaît aujourd'hui 4.000.000 d'enfants abandonnés, situation absolument impensable durant le régime soviétique. En 1985, la scolarité dans l'enseignement secondaire était de presque 100 %. Aujourd'hui elle a chuté à 75 %.

Dans le camp du capitalisme vainqueur, la fin de l'histoire prend aussi des allures bizarres: les grandes crises économiques se suivent depuis 1990 dans presque tous les pays "modèles" : il y a eu la crise au Japon, au Mexique, en Asie du Sud Est, en Russie, au Brésil…

Aujourd'hui, nous assistons à de grandes vagues de concentrations de capitaux à l'échelle mondiale: 5 à 10 multinationales contrôlent les différents secteurs de l'économie mondiale. Elles intensifient l'exploitation, diminuent le nombre de travailleurs, augmentent de façon phénoménale la productivité. Tout cela fait apparaître de façon destructrice la contradiction fondamentale insoluble du système capitaliste: la contradiction entre une capacité de production apparemment sans limites et des marchés qui se rétrécissent.

Pour se sauver des crises économiques qui ébranleront leur système, les multinationales américaines s'engagent aujourd'hui dans la seule voie qui reste au capitalisme chaque fois qu'il fait face à une crise économique insoluble: c'est la voie de la guerre mondiale en "relançant" la production en fabriquant des armes et cela pour écraser des rivaux et pour conquérir des matières premières et des marchés.

Ce n'est pas par méchanceté, mais à cause des lois économiques et politiques inhérentes au système impérialiste, que le monde a connu deux guerres mondiales.

Aujourd'hui, devant la perspective de crises économiques d'une ampleur jamais vues, les Etats-Unis sont revenus aux années 1945-1953, lorsque, en reprenant le flambeau des nazis allemands, ils ont tenté d'instaurer leur hégémonie en préparant la guerre troisième guerre mondiale contre la Corée, la Chine et l’Union soviétique.

Mais aujourd'hui, les peuples du monde ont beaucoup appris des grandes victoires révolutionnaires du XXième siècle, comme des grandes défaites causées par l'opportunisme.

En 2003 se développe à une échelle jamais vue dans l'histoire un grand front uni mondial contre l'ennemi n° 1 des peuples, l'hégémonisme américain. Ce front est plus large, plus puissant et plus international que le front qui s'était constitué en 1941 contre l'axe fasciste Berlin-Tokyo-Rome.

Aujourd'hui, cinquantième anniversaire de la mort du camarade Staline, tous les nains politiques qui mangent des mains de la bourgeoisie américaine, peuvent cracher leur venin contre les révolutionnaires communistes des années glorieuses 1941-1953. Cela n'empêche pas qu'un mouvement anti-guerre et anti-impérialiste sans pareil dans l'histoire se développe contre le fascisme bushien et contre ses plans délirants d'une guerre mondiale pour établir un Reich américain de 1.000 ans.

Les  dizaines de millions militants contre la mondialisation impérialiste s'instruiront par l'expérience de la lutte en par la réflexion sur l'histoire révolutionnaire du XXe siècle.

La stratégie et la tactique que le camarade Staline a développées entre 1932 et 1953 contre les puissances fascistes d'abord et contre l'hégémonisme américain ensuite, restent les références les plus importantes pour tous les peuples décidés de gagner la paix, l'indépendance, le développement planifié et équilibré - et le socialisme!

 


12) -- LA   NEWSLETTER   DI   MISTERI   D'ITALIA

 

Anno 4 - N.° 63                                  10 MARZO 2003

 

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IN QUESTO NUMERO:

 

- Terrorismo interno: uno strano controllo "casuale", una strana risposta armata
- Terrorismo interno (2): per queste BR non valgono le regole della clandestinità
- Terrorismo interno (3): ma chi sono, davvero, questi nuovi BR?
- Terrorismo interno (4): il documento segretato scritto dalla Lioce
- Terrorismo interno (5): quel cadavere dimenticato
- Associazione sovversiva: Rinviata al 31 marzo udienza contro Iniziativa Comunista
- Terrorismo internazionale: bloccato a Londra il conto "beffa" di Al Qaeda
- Guerra all'Iraq: le aziende americane hanno già vinto gli appalti per la ricostruzione
- Sovranità limitata: La CIA aveva (e forse ha ancora) libero accesso al Viminale
- Terrorismo estero: cominciato in Grecia processo contro 17 Novembre
- Caso Calvi: per la perizia definitiva il banchiere è stato assassinato
- Caso Calvi (2): svelato il mistero del mattone nella cassetta di sicurezza
- Caso Mattei: è stato un attentato, ma non ci sono le prove per un processo
- Caso Mattei (2): e la nipote del manager dice: "il nome dell'assassino è noto"
- Delitto della Pineta: il barista inglese non c'entra
- Mafia: sembrava un suicidio, era omicidio
- Mafia (2): arrestate due "talpe" in ufficio GIP Caltanissetta
- Processo Dell'Utri: potrebbe ricominciare da capo
- Errori investigativi: assolto dopo 620 giorni di arresto

 

DOCUMENTAZIONE

 

- Chi ha venduto le armi a Saddam?

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Download della newsletter:

Versione doc
http://www.misteriditalia.com/newsletter/63/numero63.doc

 

13 Una voce fuori dal coro (Dal cerchio@inventati.org)

 

 

 

14) La disavventura di Casarini a Livorno

Vedere anche l’articolo sul Corriere della Sera.

 

 

Vi riporto i fatti come raccontatimi da un compagno livornese nei
confronti  del quale nutro la massima fiducia.

 L'antefatto: Durante l'assemblea nazionale dei disobbedienti svoltosi
nel  pomeriggio a Livorno un gruppo di aderenti al Circolo Politico
1921,alcuni  dei quali noti per l'impegno politico in curva con il gruppo B.A.L.,
è  intervenuto all'assemblea indetta a Livorno dai disobbedienti e,
 interrompendo Casarini, ha chiesto di poter prendere parola in quanto
si  parlava del territorio dove loro vivono e fanno politica da anni.
 L'assemblea dei disobbedienti ha proposto che intervenissero due
persone a  nome del Circolo chiedendo che gli altri restassero fuori. Gli
aderenti del  circolo hanno chiesto di entrare tutti all'assemblea dichiarandosi
soggetti  attivi nel territorio e nel movimento.
 Casarini con fare arrogante si è messo ad insultare i compagni
livornesi che  hanno risposto per le rime (c'erano delle ruggini che risalivano ai
giorni  del G8...) a quel punto è intervenuto il servizio d'ordine nordestino
 tutabianchista che, indossando tirapugni e brandendo bastoni, hanno
cercato  di allontanare i livornesi.
 Dopo alcuni minuti gli aderenti al circolo 1921,divenuti nel frattempo
circa un centinaio, rivendicando il fatto di poter intervenire collettivamente
 hanno sfondato e sono entrati nell'assemblea: ne sono nati scontri e
 tafferugli e le tutine hanno avuto decisamente la peggio con 4 body
guard  mandati al pronto soccorso vista la mala parata il prode Casarini
dando  prova di insperate qualità agonistiche, ha prontamente abbandonato la
sala,  stabilendo nel contempo il nuovo record mondiale di corsa ad
ostacoli.

 Ivan Settantasette


 D' AVOSSA, AGGRESSIONE SQUADRISTA SEDICENTI TIFOSI DI SINI